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L’alfabeto ceco, come “decifrarlo” e come pronunciarlo #ilcecoinpillole

30/08/2017

Coloro che si sono dati la briga di leggere Qualcosa su di me già sanno che quella per i viaggi è la mia passione più grande, ma di certo non la sola. Una di quelle che mi accompagna fin dall’adolescenza è rappresentata dalle lingue straniere, che mi hanno entusiasmato grazie alla musica ed al mio bisogno cronico di saper pronunciare e capire i testi delle mie canzoni preferite, tutte rigorosamente in inglese.

Per il ceco la storia è ben diversa, e vi prometto che un giorno rimpinguerò le poche righe presenti nel suddetto articolo e vi propinerò un polpettone di dimensioni epiche. Sì, perché il ceco in un certo senso mi ha scelta, o più semplicemente ci siamo scelti a vicenda. Per questo negli articoli che parlano della Repubblica Ceca ci tengo ad indicare i luoghi con i nomi in lingua originale, corredati ovviamente da tutti i “simboli” del caso.

È una brutta bestia il ceco, bruttissima. Anzi, bruttissima e bellissima allo stesso tempo. E visto che dovrete continuare a sorbirvi parole a volte apparentemente impronunciabili, è giunta l’ora di fornire almeno qualche base. La maestrina che è in me ha ceduto, ed è felice di presentarvi il primo appuntamento con “il ceco in pillole”. Partendo dal come leggere quei nomi, e quindi l’alfabeto.

 

Piccola introduzione alla lingua ceca

In quanti di voi al liceo hanno studiato latino? Ecco, io si. E lo odiavo. Speravo con tutte le mie forze che mi sarebbe entrato in circolo come l’inglese ed il francese (in fondo è pur sempre una lingua “straniera”, no?), invece niente. Anzi, ne approfitto per ringraziare Alessandro ed i suoi “appunti” (…), o non l’avrei mai e poi mai sfangata. Ma non divaghiamo troppo.

La cosa del latino che proprio non mi andava giù erano i casi. Non ci capivo un accidente e mi sembrava tutto terribilmente complicato. Immaginerete quindi la mia reazione quando ho scoperto che anche le lingue slave devono sottostare alle loro regole. E che il ceco ne ha ben 7, uno più del latino. PANICO.
Era solo l’inizio: ancora non conoscevo gli aspetti verbali, i locativi, o quante consonanti di fila riescano a mettere in una singola parola. Grazie al cielo ci sono anche dei lati positivi, come ad esempio il fatto che esista un solo tempo verbale per presente, passato e futuro, o che ad ogni lettera corrisponda un suono.

L’alfabeto ceco e la sua pronuncia

L’alfabeto ceco è composto da 30 caratteri + 4, ovvero quelli contraddistinti dal háček ˇ, il “gancetto” che accompagna in alcuni casi D, E, N, T, modificandone la pronuncia. Altri segni diacritici che influenzano la pronuncia sono la čárka ´ (la lunghezza sulla vocale, che non ha niente a che vedere con il nostro accento) e il kroužek ° (usato solo sulle u). Alcuni suoni non sono per niente facili da spiegare, ed è principalmente a causa loro se da alcuni il ceco viene annoverato tra le lingue più difficili al mondo.

A -> come in italiano
B -> come in italiano.  A fine parola o davanti a consonante sorda si legge p
C -> zz, come in stazione
Č -> c di Celeste
D -> come in italiano. A fine parola o davanti a consonante sorda si legge t
Ď (che scritta in minuscolo diventa ď ) -> è come pronunciare la d, ma “appiattendo” la lingua contro il palato. Il suono che ne esce è simile a ghiaia
E -> come in italiano
Ě -> ie, come in ieri. Se segue D, N e T, le palatalizza -> dě = ďe
F -> come in italiano
G -> sempre g di gatto. A fine parola o davanti a consonante sorda si legge k
H -> h aspirata, tanto cara a noi toscani
CH -> ch in ceco è considerato come una singola lettera. È un suono molto simile al ch tedesco (Bach), ma meno marcato.
I -> come in italiano. Se segue D, N e T, le palatalizza-> di = ďi 
J -> i di ieri
K -> come in italiano
L -> come in italiano
M -> come in italiano. Se seguita da ě si legge mgne
N -> come in italiano
Ň -> gn di castagna
O -> come in italiano
P -> come in italiano
Q -> kv
R -> come in italiano
Ř -> è un suono che apparentemente hanno solo i cechi… ed i siciliani! Per cui vi riporto quello che mi disse la prof all’università: “pronuncia la r come un vero siciliano”. Io ho la fortuna di avere la nonna sicula e il babbo che si chiama Andrea, un binomio perfetto per lo scopo. In pratica, bisogna spingere la lingua contro i denti cercando di pronunciare la r e dovrebbe uscire un suono simile a rj (j francese). Vi assicuro che è più facile a farsi che a dirsi!
S -> s di Siena
Š -> sc di scimmia
T -> come in italiano
Ť -> (che scritta in minuscolo diventa t’ ) -> è come pronunciare la t, ma “appiattendo” la lingua contro il palato. Il suono che ne esce è simile a chiave
U -> come in italiano
V -> come in italiano. A fine parola o davanti a consonante sorda si legge f
X
-> come in italiano
W -> v
Y -> i
Z -> s di rosa
Ž ->come la j francese (jeu). A fine parola o davanti a consonante sorda si legge sc come in scimmia

Benché graficamente simile al nostro accento, la čárka ´ ha tutt’altra funzione: modifica la lunghezza delle vocali, e di conseguenza il modo in cui queste vengono pronunciate. Un suono un po’ più lungo rispetto a quelle che ne sono prive, appunto. Io non ho particolari difficoltà nella pronuncia, ma ammetto che una lunghezza qua e una là spesso scappa…

á é í ó ú ů ý

Non sto a dilungarmi tra consonanti dure, molli e bivalenti. Sappiate solo che è importante conoscerne la categoria perché in base a quella cambia la desinenza nella declinazione, ma non è un corso di ceco che stiamo facendo, e non vorrei mettere altra carne al fuoco.

Nonostante tutto, credetemi quando vi dico che la lingua ceca è meravigliosa. Meravigliosa. Ed uno dei vantaggi del conoscerla è che vi permetterà di carpire qualcosa anche dalle altre lingue della grande famiglia slava, prime tra tutte slovacco e polacco.
Spero che la prima pillola di ceco non vi sia andata di traverso, visto che sto già pensando a quale potrebbe essere la seconda. Anzi, lascio a voi la scelta: un mini frasario (che ormai sarete in grado di leggere alla perfezione), o qualche curiosità?

Nessuna delle foto presenti in questo articolo è stata scattata da me o mi appartiene.
Nel caso in cui ci fosse qualche problema, siete pregati di contattarmi e rimuoverò l’immagine “incriminata” all’istante.

  1. In quanto alla tua ultima domanda io rispondo: assolutamente entrambe le cose!
    Dannazione Celeste dov’erano le tue lezioni di Ceco quando sistematicamente a Praga mi davano il resto mancante?! Ecco avrei potuto apprendere lo slang per poi esprimere con estrema padronanza una cosa del genere: “Hey tu, ciccia che stai alla cassa e fai finta di non sapere l’inglese, ti sei accorta che hai omesso di restituirmi il resto?” 😀 😀
    L’abbecedario dei bambini dell’ultima immagine è carinissimo! ^_^

    1. Buongiorno Orsa!
      Entrambe le cose dici? Mmmmm devo decidere da dove iniziare allora!
      Ma il resto dov’è che non te lo restituivano, ai ristoranti o anche nei normali negozi??? Ai ristoranti ogni tanto succede, perché sono dei cafoni i camerieri però. Da loro la mancia funziona un po’ come in USA e in un certo senso la pretendono, ma da lì a non dare indietro il resto ce ne corre…
      Grazie di essere passata, anche se io ho ancora il cuore spezzato per Wojtek, sappilo 🙁

  2. Le immagini di questo post sono carinissime Celeste!! ❤ Pensa che, nell’unico post che ho scritto sul blog su Praga, sono diventata pazza per capire dove mettere accenti e simboli vari… 😢
    Quindi continua assolutamente con questa serie di articoli, sento che può essere la volta buona per capire finalmente qualcosa di ceco!!
    E, se posso scegliere, voto per il mini frasario! 😊
    Un bacione cara!

    1. Ma bentornata Silvia <3
      Lo sai vero che non vedo l'ora di sapere tutto-ma-proprio-tutto sul tuo straordinario viaggio??
      Eh eh posso immaginare, tra simboli e pronuncia è un po' un casotto! Penso che per la prossima volta opterò per il mini frasario in effetti, e poi passiamo alle cose un po' più toste 😀
      Grazie di essere passata, un bacione!

    1. Si si, credo che le regole a grandi linee siano quelle Silvia, senza la tortura dell’alfabeto cirillico grazie al cielo! Avevi studiato russo anche prima o gli avevi dato una studiata prima di andare a Mosca? Ho provato anch’io a darci un’occhiata, ma non riesco a memorizzare i caratteri 🙁
      Grazie di essere passata, buon fine settimana!

  3. Avendone proposto anche uno io stessa, voto per il frasario! Magari semplice, eh! 😛 Comunque ti farà ridere una cosa: uno dei ricordi più belli che ho della mia prima volta a Praga è legato alla vocina della metropolitana che annuncia le fermate del centro. Quel tono basso e femminile per me era rassicurante, non so perché, e me ne sono accorta quando sono tornata le due volte successive. Ho nostalgia di quei suoni, roba da pazzi.

    1. L’ho letto il tuo frasario, in caso anch’io opterei per qualcosa “tourist-friendly” 😉
      Guarda, non mi fa ridere perchè anche a me quella vocina fa sentire esattamente allo stesso modo. Non è la solita voce metallica registrata, la signorina è molto educata e decisamente rassicurante! Sono proprio queste piccole cose che fanno mancare ancora di più un posto… devi tornarci!!
      Grazie di essere passata, un bacione Anna!

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