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Repubblica Ceca da sogno: Bouzov, il castello di Fantaghirò

15/09/2018

Chi, tra di noi nati negli anni ’80 ed orgogliosamente cresciuti nei ’90, almeno una volta nella vita non ha visto Fantaghirò? Non ditemi di no che non ci credo, è impossibile.

C’era la categoria di coloro che non riuscivano a staccarsi ogni anno dallo schermo nemmeno sotto tortura, oppure quella delle povere vittime costrette a sorbirsi passivamente ancora ed ancora una storia entrata di diritto nei peggiori incubi. Io, che ve lo dico a fa’, rientravo orgogliosamente nella prima. Non mi sono persa una replica che fosse una, e con la mia migliore amica di allora giocavamo alle principesse del castello; lei bionda, io castana, facevamo un’accoppiata Caterina/Carolina da fare invidia, e poco male se non c’era la Fantaghirò di turno. Alla quale di certo non invidiavamo il taglio a scodella o tutta quella roba parlante costantemente tra le scatole… anche se i pretendenti malaccio non lo erano (Tarabas I love you)… e nemmeno lei quando smette di sembrare un maschiaccio. Ma tant’è, i ruoli erano decisi e li abbiamo sempre rispettati.

Insomma, ero poco più di una bambinetta ed uno dei miei sogni era trovarmi in quel castello, indossare quei vestiti ed essere servita e riverita. Roba da niente.
Di certo mai avrei pensato che più di 25 anni dopo, almeno uno dei desideri si sarebbe realizzato. Gente, sono entrata nel castello di Fantaghirò!!

Bouzov: un po’ di storia

Quello che continuo a chiamare castello di Fantaghirò in realtà un nome “vero” ce l’ha, e la sua fama non è certo dovuta ad una serie di favolette della nostra infanzia. Hrad Bouzov è una meraviglia ad appena mezz’ora da Olomouc, in Moravia. Eh già, la nostra eroina è nata e cresciuta in Repubblica Ceca, e non in qualche palazzo nostrano.
E non è stata l’unica. Uno dei re più famosi della storia ceca, Jiří z Poděbrad, è venuto al mondo proprio tra le sue mura nel 1420. Per il resto, nonostante il prestigio indiscusso, Bouzov ha avuto vita dura: costruito agli inizi del XIV secolo per controllare la rotta commerciale tra Olomouc e Loštice, fu completamente distrutto da un incendio, poi rimesso in piedi per essere usato come prigione durante la Guerra dei Trent’Anni, rimodernato, nuovamente abbandonato.

L’aspetto attuale lo si deve alla massiccia ricostruzione portata avanti tra il 1885 ed il 1910 dai cavalieri teutonici, proprietari dal 1696, che vollero dargli un aspetto neo-barocco e dotarlo di tutti i comfort, tra cui acqua corrente e riscaldamento. Il castello entrò però nel mirino dei nazisti, passando presto nelle mani del comandante delle SS Heinrich Himmler, che se ne era innamorato così tanto da volerlo regalare ad Hitler. Senza i “cattivi” a controllarlo, dal 1945 Bouzov è proprietà dello stato ed è uno dei monumenti nazionali più visitati.

Bouzov: la nostra visita

La storia è ovviamente molto più articolata di così, ma lo ammetto: non ho ascoltato praticamente niente di ciò che ha raccontato la nostra guida. So che non è possibile girellare e curiosare per il castello in solitudine, è ancora splendidamente ammobiliato e contiene tanti oggetti preziosi, ma la visita è stata un po’ uno strazio, ecco. Rispetto il lavoro di tutti e so che non dev’essere semplice tenere viva l’attenzione di gruppi numerosi composti in maggioranza da famiglie con bambini, a maggior ragione se sei una ragazza giovanissima che forse sta solo svolgendo un lavoro estivo; ma odio quando la guida sembra aver imparato tutto a memoria, e quando davanti ad una domanda semplice non prova nemmeno a rispondere.

Ci s’è messa in mezzo anche la lingua però. Siamo arrivati nell’orario della visita in ceco, e convinta che il mio sarebbe come al solito bastato (ricordate la lezione sull’alfabeto?), abbiamo comprato i biglietti senza pensarci due volte. Poi la ragazza ha iniziato a parlare, e finalmente ho capito cos’ha di così diverso l’accento moravo da quello boemo: non fanno pause!!! Lei non raccattava fiato, una frase era come fosse un’unica parola, e dopo la prima mezz’ora in cui mi sono davvero sforzata, alla fine ho mollato.

Non cambiano i fatti però: la storia conta certo, ma fino ad un certo punto. Almeno per me. Io volevo vedere gli interni e sognare ad occhi aperti. Volevo sentirmi come una di quelle principesse che guardavo con occhi adoranti in TV. Volevo realizzare uno dei sogni di bambina. E l’ho fatto. Non credo potrò mai dimenticare com’è stato trovarmi al cospetto di quello che per me rimarrà sempre il castello di Fantaghirò.
Detto questo, chiedo venia ma non sono brava a raccontare di architetture ed altre robe tecniche, non gli renderei proprio giustizia a Bouzov, ma credetemi quando vi dico che è una meraviglia vera. Anzi, non credetemi, guardate coi vostri occhi.

Bouzov: qualche informazione pratica

Il castello di Bouzov si trova ad appena una mezz’ora a nord-ovest di Olomouc. Purtroppo con i mezzi pubblici è praticamente impossibile raggiungerlo (l’unica opzione è il bus con cambio a Litovel), mentre arrivando in auto c’è un parcheggio riservato (a pagamento, 60kc) distante appena 300 metri dall’ingresso.
Non posso indicarvi il costo preciso dell’entrata semplicemente perché, come in quasi tutti i castelli cechi, ci sono varie proposte; in questo caso si va dalla semplice salita sulla torre che dura una mezz’ora circa, ad un tour completo di oltre un’ora (quello che abbiamo fatto noi). Non cambiano però i periodi di apertura: chiuso da novembre a marzo (compresi), aperto da aprile ad ottobre con orari diversi a seconda del mese.

I turisti non cechi che capitano da queste parti sono pochini, quindi le visite in inglese non sono frequenti e l’unico modo per conoscerne gli orari è controllare sullo schermo alla cassa. Quello che posso fare è rimandarvi al sito ufficiale, che contiene le informazioni principali anche in inglese.
All’ingresso del castello, oltre ad un piccolo negozio di souvenir ed i servizi igenici, è anche presente un bar che offre vari snack, gelati, ma soprattutto la mitica malinovka alla spina.

Insomma, non sarà proprio una passeggiata di salute arrivare a Bouzov e fare una visita come Dio comanda, ma se passate da queste parti non potete non entrare. Non potete!
E voi, siete mai riusciti a visitare un luogo che sognavate dalla vostra infanzia?

  1. Celeste, io facevo parte di quelli che si dovevano sorbire la visione di Fantaghirò, capirai che avrei preferito di gran lunga guardare un match di Premier League piuttosto, però castelli come quello di Bouzov sono da visitare e ammirare senza dubbio! Sicuramente quando ad un luogo si è legati da ricordi dell’infanzia, la componente emozionale è prevaricante: Kiki per esempio era appiccicata allo schermo quando c’era Fantaghirò e sarebbe felicissima di vedere dal vivo il castello, proprio come te! 😉
    Grazie come sempre per i consigli! 😎

    1. Ale, credo che di uomini che apprezzavano Fantaghirò ne esistessero davvero pochi eh, una delle eccezioni era il mio fidanzatino delle elementari, me l’ero scelto con cura xD ed è andata bene che ai tempi non c’era ancora il calcio internazionale in tv, altrimenti sono sicura che il telecomando non te lo avrebbe toccato nessuno!
      Se capitate da quelle parti, portacela Kiki ma vedrai che stenderà anche te, è pieno zeppo di dettagli che ti fanno rimanere a bocca aperta. Grazie a voi per essere passati :*

  2. Forse la Reggia di Versailles, essendo cresciuta a pane e Lady Oscar… Ma anche il Castello di Fantaghirò (nonostante il nome vero per me si chiamerà sempre così) rientra nei miei sogni di bambina, non avendo perso una puntata (o replica) dai Natali di allora ad oggi 🤣 Bellissime le foto che hai fatto, nonostante la guida non sia stata all’altezza.

    1. A Versailles non ci sono mai stata, eppure anch’io amavo alla follia Lady Oscar <3
      Sai che Fantaghirò c'è anche su Netflix?? Così finalmente non dobbiamo più aspettare Natale!!
      Ti ringrazio, ma il merito è del castello, che è straordinario davvero. Un bacio Ale!

  3. A volte purtroppo le visite guidate sono delle vere e proprie torture medioevali: a me era capitato in Norvegia alla casa museo del musicista Grieg dove la guida aveva lo stesso entusiasmo di Marina Massironi quando imitava Natolia (per rimanere in tema anni ’90). Invece altre volte ci sono guide appassionate che sanno trasmetterti l’entusiasmo per la storia che raccontando.
    Guida o non guida, io non so cosa darei per il castello di Fantaghirò! Sai che io e la mia amica all’epoca ci eravamo fatte tagliare i capelli come lei? E pensare che non eravamo più esattamente bambine all’epoca. Ti lascio immaginare i risultati: la mia amica riccia e io con tanti capelli crespi… sembrava che ci fosse esploso un petardo in testa!

    1. AHAHAHAHA allora la tua guida era “meglio” della mia Silvia xD
      Mi era capitato solo in un’altra occasione (Budapest) di trovare una guida che mi aveva fatto venire voglia di buttarmi nel fiume piuttosto che continuare a seguirla, a Bouzov però non avevamo via d’uscita… spero sia da imputare all’età giovanissima, se vuole fare effettivamente questo mestiere deve cambiare registro.
      Comunque… no scusa… COSA??? Ti eri tagliata i capelli a scodella??? Sappi che sei ufficialmente il mio nuovo mito, insieme alla tua amica anche se non la conosco!!

  4. Il Castello di Fantaghirò che meraviglia! Guarda riporti alla mente così tanti ricordi che non hai idea. Potrei dire di essere cresciuta a pane e Fantaghirò e nonostante le mia età non sia più tenera, non perdo occasione di rivedermi tutti i film durante le festività natalizie. Per una volta sono felice che ci siano le famose “repliche”!

    1. Come ti capisco Simona, anch’io non riesco a non stare incollata alla TV ogni volta, è come tornare indietro nel tempo per magia! Fantaghirò o meno, il castello è davvero meraviglioso, se mai passi per il sud-est della Repubblica Ceca non fartelo scappare! Grazie di essere passata, un abbraccio!

  5. Io e mia sorella cantavamo a squarciagola la sigla di Fantaghirò nascosta tra i brani delle cassette. La sigla non ha parole per cui prova a immaginare che risultato veniva fuori. haha. Se sapesse che qualcuno che conosco ha visitato il castello, probabilmente si metterebbe a strillare la sigla (attenta se ti arriveranno note vocali :P). Noi sognavamo di vedere Versailles per dare la caccia a Lady Oscar. Non abbiamo visto neanche la sua ombra ma abbiamo lasciato un pezzo di cuore proprio lì. <3

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