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Cosa vedere ad Olomouc, la perla barocca della Moravia

30/10/2018

La mia strada e quella di Olomouc avrebbero potuto incontrarsi tanto tempo fa.
Era il 2006, ed io dovevo scegliere se passare i 5 mesi in Erasmus nella capitale oppure nella cittadina morava della quale avevo sentito parlare un gran bene. Ma io quel percorso di studi (quella scelta di vita) l’avevo intrapreso grazie a Praga, e mai avrei potuto preferirle un’altra destinazione.
Da allora ad Olomouc c’ho pensato spesso, benché per le “trasferte” in Moravia le abbia sempre preferito Brno, chissà poi perché. Almeno fino a questo 2018, quando mi sono imposta l’obiettivo di visitare tutti e 12 i siti UNESCO della Repubblica Ceca; tra questi figura la Colonna della Santissima Trinità, famosissimo monumento barocco di quella che può essere definita a tutti gli effetti la seconda città del Paese.

No, dimensioni e numero di abitanti non c’entrano nulla, per quelli vincono a man basse le varie Brno e Plzeň. Dal punto di vista culturale però non c’è partita, e soltanto la grande ed onnipotente Praga può riuscire ad offuscare la magnificenza di una Olomouc che è ancora, inspiegabilmente, esclusa dai classici giri turistici. Nonostante l’UNESCO e nonostante la Lonely Planet, che l’ha inclusa nella lista dei tesori nascosti d’Europa.
Quindi non fate l’errore mio e di tanti altri: passate dalla Moravia? Fermatevici. Siete a Praga? Salite su un treno, poco più di due ore e ci siete. Non avete in programma viaggi in Repubblica Ceca? Prenotate un volo. ORA!!!
Perchè, voglio ribadirlo per la millesima volta, la Cechia non è solo la sua capitale.

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Olomouc: qualche cenno storico

Imparare a conoscere una città, seppur di dimensioni ridotte, in una sola giornata è un’impresa praticamente impossibile. Noi al solito ci abbiamo provato, e se ci siamo parzialmente riusciti è sicuramente grazie alla preziosissima “assistenza” di Štefan, super guida messa a nostra disposizione dall’ufficio del turismo locale, che vorremmo ringraziare ancora una volta. Già, perché se la bellezza di ciò che avevamo davanti ai nostri occhi era oggettiva, comprenderne i retroscena è tutt’altra storia.
Per questo vorrei cominciare proprio da loro, i retroscena.

Passeggiando per il centro di Olomouc, ciò che salta subito all’occhio è l’enorme eredità barocca. In particolare, le sue 6 maestose fontane ci dicono molto sulla città e sulla sua storia; prendiamo ad esempio l’unica non dedicata ad una divinità mitologica, quella di Giulio Cesare. Perché dovrebbe esserci un monumento simile in questa parte d’Europa, e perché sulla cima di alcuni edifici sorgono dei busti romani? È presto detto: leggenda narra che Olomouc viene fondata proprio dal mitico condottiero intorno al 57 a.C., quando con le sue truppe si spinge fino alla collina che oggi ospita la Chiesa di San Michele. Innamorato del luogo, Giulio Cesare battezza il piccolo insediamento Juliomontium, da cui deriverebbe il nome attuale.

È improbabilissimo che la leggenda corrisponda alla realtà, ma di certo c’è certo c’è qui che nella seconda metà del II secolo c’era effettivamente un campo militare romano, e che di fatto ha rappresentato il primo rudimentale nucleo cittadino.

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Cosa dire poi di un arcidiocesi risalente all’XI secolo e seconda solo a quella di Praga, oltre ad un’università prestigiosissima fondata nel 1573 di nuovo seconda solo a quella di Praga?
Proclamata capitale della regione nel Rinascimento, Olomouc è costretta a cedere il titolo alla vicina Brno a causa dell’arrivo delle truppe svedesi che la occuperanno per ben 8 anni durante la guerra dei trent’anni, distruggendo tutto ciò che poteva essere distrutto.

Il periodo barocco segna quindi una vera e propria rinascita, tanto che tutti i cittadini di Olomouc si sentono in dovere di partecipare alla ricostruzione della loro amata città. Sono di questo periodo le fontane, la Chiesa di San Michele e la Colonna della Santissima Trinità, consacrata dall’allora imperatrice Maria Teresa; la sovrana avrà molto a cuore Olomouc, tanto da decidere di innalzare delle robuste fortificazioni che la salveranno dall’attacco dei Prussi. Quasi un secolo più tardi, nel 1848, Francesco Giuseppe viene incoronato imperatore nelle sale dell’arcidiocesi, confermando il rapporto privilegiato della città con i reali austriaci.

Questo comporta tuttavia una netta germanizzazione, tanto che agli inizi del XX secolo la popolazione è per 2/3 tedesca. La II guerra mondiale la fa ripiombare nel baratro e l’occupazione russa del 1948 peggiora ulteriormente la situazione. La ripresa comincia, come per il resto del paese, solo nel 1989 e va avanti spedita ancora oggi.
Già, oggi. Olomouc è il secondo agglomerato urbano più grande della Repubblica Ceca (dietro Praga) e la sesta città del paese; oltre alla seconda università e alla seconda arcidiocesi, può vantare anche la seconda torre più alta (stavolta dietro a quella di Plzeň) ed il secondo orologio astronomico.
La Colonna della Santissima Trinità però, quella no che non ha rivali!

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Cosa vedere ad Olomouc

Il nostro giro alla scoperta di Olomouc in compagnia di Štefan inizia dal nostro hotel, una nuovissima struttura a pochi passi dalla stazione di Nová Ulice ed una decina di minuti a piedi dal centro.
Appena usciti, non possiamo non notare subito l’enorme quantità di parchi; è proprio in uno di questi che troviamo il primo punto di interesse, un monumento dalla forma alquanto particolare che celebra la liberazione sovietica della città del 1945 (Památník osvobození rudou armádou); pare che l’ispirazione sia venuta dalla Colonna della Santissima Trinità, anche se la stella rossa in bella vista e le tombe di 4 soldati russi fanno pensare a tutt’altro. Poco più avanti c’è l’unica porta di accesso alla città superstite, sulla cui cima spicca un’iscrizione dedicata a Maria Teresa d’Austria.

Piazza Minore

Il centro storico di Olomouc si presenta con un’immediata sorpresa: Štefan ci fa notare dei pali di legno belli robusti infilzati lungo le mura degli edifici di alcune strade; non ne avevo mai sentito parlare, ma servivano per proteggere le pareti esterne dal passaggio delle carrozze, evitare che le ruote rovinassero le costruzioni. Sono rarissime e sono l’ennesimo segno del prestigio della città, un dettaglio questo che mi è rimasto particolarmente impresso.

Così come l’impatto con la Piazza Minore (Dolní námestí) ed i suoi palazzi signorili. Impossibile non notare Palazzo Hauenschild, all’angolo con Lafayettova, edificio rinascimentale che ospitò la famiglia Mozart (fu durante quel soggiorno che il piccolo Wolfgang, appena undicenne, compose la 6. sinfonia). Al centro si trovano invece la colonna mariana della peste (Mariánský sloup), eretta dopo l’epidemia del XVIII secolo, e due delle sei fontane barocche, quelle dedicate a Giove e Nettuno.

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Piazza Maggiore

Il triangolo formato dalla piazza va ad unirsi allo spazio più importante e conosciuto della città, quello occupato dal municipio e dalla Colonna della Santissima Trinità: Piazza Maggiore (Horní námestí). Non si può non iniziare da lei, Sloup Nejsvetejší Trojice, patrimonio UNESCO dal 2000 e scultura barocca unica nel suo genere per dimensione e complessità. Ci sono voluti 38 anni di lavori e tutto il patrimonio del suo ideatore, Václav Render, per portarla a termine.

Cos’ha di così speciale la colonna? Bé, per prima cosa è alta ben 32 metri; la compongono 18 statue di santi più quelle dei 12 apostoli, nella parte centrale è raffigurata la Madonna mentre sulla cima c’è la scultura della Santissima Trinità. Al suo interno, come a sottolinearne le dimensioni, custodisce una piccola cappella. La Colonna fu fortemente voluta dalla comunità di Olomouc come ad indicare una rinascita, e una delle sue particolarità sta proprio in questo: le persone coinvolte nell’ideazione/costruzione/realizzazione/finanziamento furono tutti abitanti della città.

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Subito dopo la colonna, l’attenzione non può non spostarsi che al palazzo municipale ed i suoi bellissimi dettagli. Mi riferisco ovviamente alla scalinata rinascimentale con la sua loggia ed al bovindo gotico della cappella di San Girolamo, anche se l’inevitabile attrattiva è l’orologio astronomico.

Lontano anni luce da quello di Praga, almeno da quando è stato ricostruito negli anni ’50 del ‘900 in perfetto stile funzionalista socialista, rappresenta la classe operaia ed i lavori caratteristici di ogni mese dell’anno; particolarmente curioso è il quadrante inferiore, che insieme agli onomastici (che in Repubblica Ceca sono un secondo compleanno) riporta anche le date salienti della vita di Lenin e Stalin, oltre alle festività comuniste. L’orologio venne realizzato in realtà tra il 1419 ed il 1422 da un mastro orologiaio che secondo leggenda venne accecato, così da non poterne riprodurre un altro uguale; la II guerra mondiale però non risparmiò nemmeno lui.

A completare i punti di interesse della Piazza Maggiore, insieme agli splendidi palazzi signorili, sono le fontane barocche di Ercole e Cesare, oltre che quella moderna di Arione.

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Le chiese di Olomouc

La prima delle numerose chiese di Olomouc che abbiamo avuto il piacere di visitare è quella sulla collinetta di San Michele, il luogo leggendariamente prediletto da Giulio Cesare. Kostel svatého Michaela archandela colpisce già da lontano grazie alle sue tre cupole, ma è l’interno che lascia senza fiato: tutto in perfetto stile barocco, una ricchezza nei dettagli e nelle decorazioni che personalmente non avevo mai visto (e che può risultare un tantino eccessiva). Sempre barocca, ma decisamente più sobria, è la Chiesa di Nostra Signora delle Nevi (Kostel Panny Marie Sněžné), un tempo parte dell’ex complesso scolastico gesuita.

Stranamente defilata rispetto al resto del centro storico è invece la Cattedrale di San Venceslao (Katedrála svatého Václava), dedicata al santo patrono della Repubblica Ceca; le sue tre imponenti torri si stagliano maestose dall’alto di un’altra collina, con il campanile meridionale che con i suoi 100,65 metri è il più alto di Moravia ed il secondo del Paese. In stile gotico e neo-gotico, distrutta e ricostruita molteplici volte, è stata teatro dell’assassinio dell’ultimo discendente dei Přemyslidi, Venceslao III di Boemia. Al suo fianco si trovano anche i (pochissimi) resti del castello medievale.

Per completare la gamma di stili, troviamo infine la bellissima chiesa tardo-gotica di San Maurizio (Kostel sv. Mořice), che purtroppo non abbiamo avuto modo di visitare all’interno ma che, con i suoi due campanili asimmetrici, merita la vostra attenzione anche solo da fuori.

Altri punti di interesse

Non si può chiudere il capitolo religioso senza aver prima parlato del palazzo arcivescovile, opera dell’italiano Filiberto Lucchese ed uno degli edifici barocchi più importanti della Moravia; è tra le sue mura che viene incoronato imperatore Francesco Giuseppe I d’Austria, e che lo zar Alessandro I e l’imperatore Francesco II si incontrano per decidere come affrontare Napoleone nella battaglia di Austerlitz (che sì, è in Repubblica Ceca!).

Proprio di fianco gli sorge l’altra eccellenza di Olomouc, l’edificio principale dell’Universtità Palacký. Come avevo già accennato agli inizi, l’unversità viene fondata nel 1573 dai gesuiti, nel periodo in cui Olomouc è capitale della Moravia; la sua importanza è evidente oggi come allora: se considerate che gli abitanti della città sono circa 100.000 e gli studenti 25.000, si comprende facilmente il ruolo che l’istituzione ricopre. Un ruolo che si vive e respira anche solo passeggiando per le sue strade.
Ciò che mi ha sorpreso ed ho adorato è che dagli edifici universitari si può accedere direttamente a ciò che resta delle mura fortificate, che con i suoi grovigli di gallerie e scale conducono al mlýnský potok, un piccolo affluente del fiume Morava.

Dove dormire ad Olomouc

Il Comfort Hotel Olomouc Centre è ideale per chi arriva in città in auto e per chi ama le strutture moderne e dotate di ogni comodità. È possibile infatti lasciare il proprio mezzo nel parcheggio privato custodito, con il centro distante appena una decina di minuti a piedi. Abbiamo trovato la nostra camera davvero molto accogliente e spaziosa, perfetta per rilassarsi al meglio dopo una giornata passata a macinare chilometri. Dulcis in fundo, una colazione coi fiocchi!

Dove mangiare (e bere) ad Olomouc

Curiosando su Google prima della partenza, mi ha subito colpito uno dei piccoli birrifici storici della città, il Svatováclavský pivovar. Avete presente quei locali senza tanti fronzoli, dove i prezzi sono buoni e si mangia bene e a volontà? Ecco, è lui! Le birre artigianali sono buone, ma soprattutto ho mangiato la svícková più abbondante della mia vita, e vi giuro che ne ho provate parecchie!
Per chiudere in bellezza la nostra visita ad Olomouc, abbiamo fatto una visitina anche al The Black Stuff, un pub/whisky bar coi controfiocchi!! Sicuramente l’assortimento di whisky più interessante che abbia mai visto al di fuori della Scozia, con un personale preparatissimo e molto cordiale.
Insomma, da provare entrambi!

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Avete presente quando sapete che un luogo vi conquisterà ben prima di andarci? Non parlo di aspettative, parlo di vera e propria certezza. E quando siete lì e vedete con i vostri occhi che non vi sbagliavate (anzi!!), sentite quel senso di compimento, una sorta di quadratura del cerchio. È stato così tra me ed Olomouc: c’ho messo anni per convincere Pavel che ce ne saremmo innamorati, e percepire che la stava vivendo esattamente come me non ha avuto prezzo.

Anzi, sapete che vi dico? Io ci vivrei ad Olomouc. Una città a misura d’uomo e con uno spirito vitale che si rinnova di anno in anno (o forse meglio dire di semestre in semestre), la cultura e la voglia di imparare e migliorarsi che aleggiano nell’aria; e che dire di quelle strade dalle forme così sinuose che sembrano uscite da un romanzo?
Non fate l’errore mio: passate dalla Moravia? Fermatevici. Siete a Praga? Salite su un treno, poco più di due ore e ci siete. Non avete in programma viaggi in Repubblica Ceca? Andate, partite, buttatevi.
Non ne avrete più abbastanza.

  1. Il bello di leggere e seguire altri blog è venire a conoscenza di posti dei quali non avevo mai sentito parlare prima, come Olomouc. Non solo me l’hai fatta scoprire, ma mi hai fatto pure venire la curiosità di tornare dalle parti di Praga per inserirlo in un possibile itinerario. Sono molto affezionata alle tue foto con una birra, posso dirlo?❤️ Ciao bella, grazie per questa scoperta!

    1. Ormai sembro un’alcolizzata dici??? In effetti in quasi tutti i selfie che metto ho un bicchiere in mano xD Guarda, Olomouc non ha cominciato essere pubblicizzata dall’ente del turismo da molto, forse perchè effettivamente prima dell’avvento del famoso pendolino raggiungerla da Praga non era praticissimo, senza contare che dagli aeroporti italiani adesso si vola anche su Brno ed Ostrava che sono molto vicine… però anche se a Praga sei già stata, è sicuramente un’ottima idea usarla solo come appoggio ed esplorare un po’. Vedrai che è bella esagerata <3
      Grazie a te per essere passata, ti mando un bacione!

  2. Queste città mi fanno impazzire: quasi sconosciute, ricche di storia, eleganti e decadenti al tempo stesso (da quello che mi sembra di vedere). Sicuramente preferirei Olomouc a tanti altri posti più noti, anche perché nove volte su dieci in posti così si mangia benissimo – e le tue parole sono una conferma!

    1. Non so se userei l’aggettivo decadente per Olomouc, anzi. Barocchissima sì, ma l’ho trovata senza un capello fuori posto e praticamente nuova scintillante! Hanno fatto un lavoro di recupero davvero straordinario devo dire. E poi vuoi mettere? D’agosto pochi turisti e pure zero studenti, ce la siamo goduti alla grande (e confermo che si mangia proprio da dio)
      Un bacione Silvia, grazie di essere passata!

  3. Un luogo che non conoscevo, ma che dalle tue foto e dal tuo racconto mi sembra davvero affascinante, con un’atmosfera d’altri tempi, tutta da scoprire!

    1. Ciao Dani, si hai colto esattamente nel segno, ha proprio un’atmosfera d’altri tempi che non si trova facilmente ormai. Noi ci siamo stati una giornata, ma sarei rimasta tranquillamente molto più a lungo!
      Grazie di essere passata, buona giornata!

  4. Ma sai che io non avevo mai sentito parlare di Olomoc! Sono stata a Praga due volte ma non mi sono mai avventurata nei suoi dintorni. Sarebbe bello a questo punto ritornare e fare una capatina anche ad Olomouc. Magari riesco a fare anche il tuo giro gastronomico che non guasta per niente! 😉

    1. Ciao Simona! È normale che tu non ne abbia sentito parlare, non è nelle immediate vicinanze nonostante si raggiunga abbastanza velocemente, e prima di lei i paesi e le città proposti e pubblicizzati sono altri, anche se vedo che le stanno dando finalmente il rilievo che merita! Pensa che io non ero ancora riuscita ad andare in 11 anni che ci “bazzico”, quindi sei più che giustificata!
      Il giro gastronomico è bello impegnativo eh, ma decisamente gratificante!! Accompagnato da bel giro della Repubblica Ceca poi… buona giornata!!!

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