Capitali europee | Ponti

La nostra prima volta in Lituania: ponte di Pasqua tra Vilnius e Trakai

05/07/2016

Quest'anno abbiamo deciso di passare i pochi giorni del ponte pasquale visitando una capitale europea meno trafficata e poco conosciuta, ma non per questo priva di fascino: Vilnius.
Partiamo il venerdì sera con volo Wizzair da Roma Fiumicino, atterraggio in perfetto orario a mezzanotte e mezzo ora locale (1h avanti rispetto all'Italia). Poichè i mezzi pubblici che collegano il centro città all'aeroporto circolano fino alle 22 circa, optiamo per un taxi, che al costo di 15€ ci porta al nostro hotel, il City Hotels Rudninkai. Già qui la prima gradita sorpresa: camera molto più grande del previsto, con cucina e divano, molto colorata e comoda; il tutto situato a metà strada tra la stazione dei treni e la piazza della Cattedrale, che scopriremo distare una quindicina di minuti a piedi.

Sabato mattina ce la prendiamo abbastanza comoda e decidiamo di cominciare la scoperta della città percorrendo la strada che dall'hotel conduce alla Cattedrale, che dalla cartina sembra ricchissima di cose da vedere. In ordine troviamo:

la Chiesa di Ognissanti, che si rivelerà essere la prima di un'infinità di edifici religiosi;

il monumento a Zemach Shabad, che è stato una figura importantissima della comunità ebraica locale. L'aerea circostante l'hotel faceva parte di quello che veniva definito il "grande ghetto", di cui rimane praticamente soltanto la grande sinagoga;

il municipio, un edificio in stile neoclassico dove troviamo il primo ufficio turistico, pieno di mappe e brochure per tutti i gusti. Nella piazza antistante, di forma triangolare, è stato piazzato uno megaschermo in occasione del Vilnius International Film Festival, uno degli eventi culturali più importanti dell'anno;

la chiesa ortodossa di San Nicola, una delle più antiche della città del suo genere ma ricostruita più di una volta nel corso dei secoli;

l'università di Vilnius, una delle più antiche e famose d'Europa. Oltre alle varie facoltà e al cortile, include anche la basilica e il campanile di San Giorgio, dal quale si dovrebbe godere di una bellissima vista sulla città vecchia. Purtroppo la scalata non ci è possibile perchè sfortunatamente è chiuso.

 

Siamo arrivati a questo punto nella Pilies gatvė, la principale via turistica piena di souvenir ed innumerevoli negozi che vendono ambra. Ce n'è davvero per tutti i gusti, anche se la maggior parte degli oggetti esposti sono decisamente proibitivi per le nostre tasche. Proseguiamo diretti alla cattedrale dedicata ai santi Stanislao e Ladislao, la cui piazza antistante si trova ai piedi della collina della torre di Gedimino. Sulla piazza si affacciano anche la torre del campanile, distaccata dal resto della chiesa, il palazzo dei Granduchi di Lituania sede del museo nazionale e la statua dedicata al Granduca Gediminas.

In piazza si trova anche una mattonella sulla quale è impressa la parola Stebuklas, miracolo: segnava la fine/inizio della catena umana di ben 2 milioni di persone che nel 1989 da Tallinn arrivava a Vilnius, come protesta politica pacifica contro l'occupazione sovietica. Piccola curiosità: la mattonella va "scovata", in nessuna guida viene data un'indicazione precisa su dove si trovi, e se lo chiedete in giro non vi verrà detto. Bisogna aguzzare la vista, ma non è particolarmente difficile capire dov'è.

Dopo le varie foto di rito con la mattonella e un giretto intorno alla collina, decidiamo di visitare subito il museo più importante della città, ovvero il Genocido Auku Muziejus, il museo delle vittime del genocidio. Per farlo, percorriamo la via Gedimino, moderna e con moltissimi negozi, dove però non ci soffermiamo. L'edificio è imponente e si nota subito, sui mattoni che lo rivestono sono impressi i nomi di molte delle persone che hanno perso la vita durante il regime. E' stato per oltre 50 anni la sede del KGB, delle prigioni e della polizia segreta russa, utilizzato per un biennio anche dalle SS.

Il museo si sviluppa su 3 piani: al piano terra e al 1 piano è spiegata in ordine cronologico con varie esposizioni tematiche e materiale autentico la storia dell'oppressione della Lituania e delle lotte partigiane. Il più angosciante è senz'altro il seminterrato, dove le prigioni sono state mantenute come furono lasciate nel 1991: oltre alle celle, le stanze riservate alle guardie, il "cortile" per l'"ora d'aria", troviamo anche la stanza delle torture e delle esecuzioni, sulle cui pareti possono ancora essere visti i fori lasciati dai proiettili.

Sfortunatamente molto simile alla "Terror Haza" di Budapest, che però in qualche modo affronta il tema in modo diverso, con il suo edificio rimodernato e modernizzato, questo museo colpisce perchè è stato volutamente lasciato come era ai tempi dell'oppressione e lascia una sensazione difficile da spiegare se non provata in prima persona. E' una tappa imperdibile per capire la storia di una nazione un tempo gloriosa, che ha sofferto tanto, ma che con grande coraggio è riuscita pian piano a riemergere. Purtroppo ignoravo buona parte delle informazioni che ho appreso durante la visita, è triste pensare a quante cose che meriterrebbero maggiore attenzione vengano tralasciate.

Una volta usciti dal museo, ci soffermiamo sulla piazza antistante (Lukiškių aikštė), che è la più grande di Vilnius e sulla quale si affacciano molti edifici istituzionali; al centro svetta la bandiera con lo stemma della città. Decidiamo di alleggerire un po' l'atmosfera e da buoni gattofili ci dirigiamo al Cat Cafè, che si trova a circa 200 metri. Ci accoglie una ragazza molto gentile che parla fluentemente italiano, che ci fa mettere le pattine e ci fa accomodare: al centro della stanza sorge un tiragraffi gigante dotato di tante ceste, e dentro a quasi ognuna c'è comodamente sistemato un gatto. Ordiniamo un panino e una birra e nel mentre ci divertiamo a giocare con i nuovi amici pelosi; alcuni sono molto amichevoli, tanto che uno si sistema sulla mia borsa e si addormenta beatamente. Passiamo così un paio d'ore piacevolissime, fosse dipeso da noi probabilmente saremmo ancora lì!

Gambe in spalla, attraversiamo nuovamente il centro in direzione della chiesa di Sant'Anna, passando dal palazzo presidenziale per una foto ricordo. La chiesa esternamente è probabilmente una delle più belle che io abbia mai visto: in stile neogotico, fatta di ben 33 tipi di mattone, con le sue 3 torri si staglia imponente insieme alla chiesa di San Francesco e a degli edifici più piccoli, una volta facenti parte di un monastero benedettino.

Da qui, attraversiamo un ponticino sul fiume Vilnia per entrare nella Repubblica di Užupis: precedentemente quartiere ebraico, durante il regime venne completamente svuotato, e i suoi edifici fatiscenti occupati da senzatetto e prostitute. Negli anni '90, grazie ai prezzi bassissimi degli appartamenti, cominciarono a trasferirvisi anche artisti ed intellettuali. Nel 1997, per ridare vita ad un quartiere il cui cuore aveva ricominciato a battere, viene ufficialmente fondata la Repubblica indipendente di Užupis, con un proprio presidente, la propria bandiera, il proprio piccolo esercito e soprattutto la propria costituzione, affissa in molteplici lingue lungo uno dei vicoli su dei pannelli a specchio, pare per far riflettere colui che la legge. Inutile dire che ogni punto della costituzione è geniale e segue i principi di libertà d'espressione e di pensiero che sta alla base della nascita di questa repubblica unica al mondo, e che vanta tra i suoi cittadini onorari anche il Dalai Lama.

E' ora di cena, e come al solito ci mettiamo in cerca di un locale che serva piatti tipici. Ne avevo individuato qualcuno su Trip Advisor, e alla fine optiamo per il Forto Dvaras, che si trova in pieno centro lungo la via Pilies, non lontano dalla cattedrale. La fila che c'è per entrare smaltisce in fretta, e quello che pensavamo essere un locale di dimensioni medie si rivela in realtà enorme! La cameriera ci fa accomodare al piano sotterraneo, che è come scavato nella pietra ed è molto suggestivo; opto per un piatto di cui non ricordo il nome, ma che è assolutamente divino (foto sotto!) e anche se è super pesante, non posso certamente farlo avanzare! Accompagnamo il tutto con la birra lituana, scegliendo un po' a caso la Švyturys Baltas, e sorpresa! Posso dire senza ombra di dubbio che è una delle più buone mai assaggiate. Con 25€ in totale ce la caviamo e decidiamo che il ricchissimo menù merita di essere messo nuovamente alla prova il giorno dopo.

Chiudiamo la serata al King & Mouse Whisky Bar, anche questo non lontano dal nostro hotel. Il locale è fornitissimo di whisky scozzesi, il barman molto competente, e passiamo due piacevolissime ore finchè diventa davvero troppo affollato per i nostri gusti. E' ora di andare a letto, la mattina successiva ci aspetta il castello di Trakai!

Anche la domenica ce la prendiamo abbastanza calma, visto che gli autobus che collegano la capitale alla cittadina di Trakai sono frequentissimi. Ci dirigiamo alla stazione dei bus, che è accanto a quella dei treni, prendiamo il nostro biglietto e ci sistemiamo a bordo di un mezzo abbastanza scalcinato, ma che ha anche la connessione wifi!! Dopo quasi un'ora di viaggio, eccoci a destinazione. Scopriamo presto che c'è un bel po' di strada da fare a piedi, un paio di chilometri che sembrano non finire mai (si, sono pigrissima), ma che ci hanno permesso di apprezzare il resto del paesino.

Il castello si trova su un'isoletta del lago Galve ed è collegato alla terraferma attraverso un ponte di legno. Troviamo il lago ancora parzialmente ghiacciato e pochissimi turisti nei dintorni, nonostante sia Pasqua. Ci avventuriamo quindi al suo interno, e con grande sorpresa scopriamo e constatiamo che il 90% è stato ricostruito in tempi recentissimi; gli ultimi lavori sono datati 1961, dopo che per 3 secoli era stato lasciato andare in rovina. Il castello è uno dei monumenti che il popolo lituano ha più a cuore e che rammenta a loro e al mondo la grande importanza che la loro nazione ha avuto nel passato, quindi la restrutturazione ha avuto un valore molto profondo.  Ha riacquistato importanza anche dal punto di vista istituzionale, in quanto viene usato per accogliere ospiti politici internazionali.

Dopo aver acquistato qualche souvenir e preso un tramezzino al volo, mentre gruppi di turisti si dirigono verso il castello, noi pian piano ci avviamo verso la stazione degli autobus, anche se alla fine per una questione di tempo optiamo per il treno.

Una volta raggiunta Vilnius, decidiamo di visitare brevemente la Porta dell'Aurora e dirigerci verso la piazza della cattedrale per cimentarci nella "scalata" alla collina di Gedimino. La strada è abbastanza accidentata e difficoltosa, ma la vista dalla cima vale la piccola fatica: si ha una visuale della città da togliere il fiato e il centro storico da lassù sembra ancora più bello. Si riescono a vedere bene anche le tre croci che si trovano sulla cima della collina adiacente, che prende appunto il nome da loro, ma per motivi di tempo non riusciamo a visitarla. La torre purtroppo è chiusa, quindi dobbiamo accontentarci del panorama.

Con nello stomaco il misero tramezzino del pranzo, decidiamo di andare a cena presto. Veniamo accomodati nuovamente al piano sotterraneo in una saletta molto carina, tanto che un paio di persone ci fanno spostare per prendere il nostro posto e fare una foto ricordo. Prendiamo un antipasto di affettati misti locali e il piatto tipico lituano per eccellenza, i Cepelinai, letteralmente zeppelin, per la loro forma che ricorda un dirigibile. Buonissimi, ma un passettino indietro rispetto al piatto mangiato la sera prima. Ad accompagnare il tutto, inutile dirlo, la fida Švyturys. Spesa, 20€.

Siamo abbastanza stanchi e decidiamo di andare pian piano verso l'hotel, facendo solo una breve tappa lungo la Literatų gatvė, una piccola galleria a cielo aperto che celebra scrittori e poeti e lungo la cui strada ha vissuto il famosissimo poeta polacco Adam Mickiewicz.

E arriva lunedì, ultima mezza giornata in terra lituana per noi poichè alle 15 dovremo essere in aeroporto. Da malati di calcio, decidiamo di andare a cercare la sciarpa della squadra della città, l'FK Žalgiris. Peccato che lo sport nazionale sia il basket, e che in centro di gadget legati al mondo del pallone non ce ne sia nemmeno l'ombra. Per fortuna sono previdente e mi sono portata da casa l'indirizzo del negozio ufficiale, che si trova all'interno di un centro commerciale enorme fuori dal centro. Usiamo quindi per la prima volta i mezzi pubblici e ci dirigiamo all'Akropolis, dove pranziamo velocemente ad un self-service e acquistiamo la tanta agognata sciarpa, sotto gli occhi perplessi della commessa.

Da qui, ultimissimo stop alla torre della televisione. Camminiamo un po' fino a trovarci ai piedi di una costruzione alta ben 326 metri...  in tutta sincerità, ho più di un dubbio se salire o meno. Ci facciamo coraggio e prendiamo l'ascensore, che si ferma sulla terrazza panoramica a 165 metri di altezza, dove troviamo un bar/ristorante che ha una pedana che ruota intorno al pilone principale per dare una visuale della città  a 360°. Escludendo il senso di vertigine e i rumori non proprio tranquillizzanti provenienti dai meccanismi della pedana, è stata veramente una bellissima esperienza, perchè ci ha dato la possibilità di vedere ogni zona da un'altra prospettiva.

Si sta facendo tardi, siamo costretti a scendere e dirigerci in hotel, prendere le valigie, andare in stazione e salire sul bus che ci conduce all'aeroporto. Compriamo un po' di souvenir nell'attesa: pane nero, vodka lituana, un vino aromatizzato al lampone.

Saliamo sull'aereo e un po' a sorpresa sentiamo già un acuto senso di nostalgia: sinceramente non avevamo idea di cosa aspettarci, dal punto di vista turistico le repubbliche baltiche non fanno ancora parte delle mete "classiche", e le informazioni che avevamo trovato erano frammentarie e non sufficienti per farsi un'idea soddisfacente.
Vilnius, la sua gente, il suo cibo, i suoi monumenti.... ci è rimasto tutto nel cuore, e non vediamo l'ora di poterci tornare.

I dettagli del viaggio

Partenza -> 25 marzo 2016
Ritorno -> 28 marzo 2016

Costo volo Roma Fiumicino-Vilnius -> con Wizzair, circa 130€ a testa con bagaglio grande da acquistare separatamente.
Costo hotel 3 notti -> 132€ solo pernottamento in camera matrimoniale.
Spesa totale -> circa 350€ a testa, inclusi volo e hotel.

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