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Scozia tra castelli e distillerie – Brechin & St Andrews

24/11/2016

Il nostro viaggi in Scozia si avvia velocemente al capolinea… ma manca ancora una delle tappe fondamentali, la distilleria di Glencadam a Brechin! E dopo chissà…

 

Lunedì 31 ottobre

Dopo una nottata tranquillissima (siamo probabilmente gli unici ospiti dell’hotel), facciamo la valigia e scendiamo per la colazione, inclusa nelle 55£ della camera. Veniamo fatti accomodare e ci viene servito tè/caffè con del pane tostato da accompagnare a delle marmellate freschissime. Tutto normale (tranne che abbiamo una caffettiera grande a testa) finchè non ci viene offerto un vero e proprio menù da cui scegliere il “piatto principale”. Leggiamo il tutto con gli occhi di fuori. Io, che solitamente colazione non la faccio, sarei a posto, ma come rinunciare? Prendo della granola con yogurt greco e marmellata ai frutti di bosco. Pavel si vede invece recapitare un croissant con salmone affumicato, salsa olandese e uova in camicia, uno spettacolo!!! Ed è tutto divino. Ci alziamo da tavola felici di essere al mondo, e grati di essere finiti qui.

 

Croissant e salmone
La hall
Il menù

 

Andiamo a fare il check-out e la ragazza, molto carina, ci spiega come raggiungere Brechin. Scopriamo che per la cena abbiamo speso un totale di 37£ in due. Torneremo, ah se torneremo!
Prima di salire in macchina, diamo una rapida occhiata al paesino, che di particolare ha un bellissimo arco sulla via principale. 5 minuti sono però più che sufficienti a vedere tutto.

 

Giardino dell’hotel
Fettercairn
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Unica cosa degna di nota!

 

Siamo in leggero ritardo, ed oltretutto non riusciamo a trovare la distilleria. Dobbiamo affidarci al navigatore online per scovarla: è nascosta quasi nel centro del paese, che è molto più grande di Fettercairn, e praticamente priva di indicazioni. È anche molto meno “scenografica” di quella di Aberfeldy, ma a noi interessa ben poco.
Siamo gli unici visitatori, impieghiamo qualche minuto prima di rintracciare Douglas, la persona con cui mi ero accordata un paio di settimane prima. Gli raccontiamo dell’altra distilleria, ragion per cui evita di spiegarci di nuovo tutti i vari processi, passando direttamente a farceli vedere. Ci affascina in particolare la lievitazione, dalla quale si ottiene una sorta di birra grezza che poi viene distillata due volte. Ci dice che la maggior parte della loro produzione è acquistata per blend francesi e che la quasi totalità del fatturato viene da lì. Ci porta poi nel capannone dove vengono riempite le botti, ed infine nel magazzino di invecchiamento. Nemmeno le piccole difficoltà di comprensione per il suo forte accento scozzese ci fermano ormai. I ragazzi sono in estasi, e non è ancora niente!

 

Botti in invecchiamento
Dettaglio
In paradiso!

 

Gli confesso che non mi piaceva il whisky, ma dopo aver assaggiato il loro 10 anni mi si è aperto un nuovo mondo. Si vede che gli fa piacere, ma non commenta. Ci fa accomodare in un salottino, è qui che si tengono le degustazioni. Ci sono varie bottiglie in esposizione, ma lui vuole iniziare con altro: il “new spirit”, ovvero l’alcol distillato appena 3 giorni prima. Sembra di ingoiare fuoco puro, fuoco al sapore di ananas! È la prima volta che sento distintamente un sapore. Ci fa poi continuare con il 10 anni, il 15, il 18 e il 21. Estasi, estasi pura! Mi chiede se il 10 anni è ancora il mio preferito e non so cosa rispondere perchè è tutto divino. Ci chiede di riassaggiare il new spirit, che a suo avviso adesso avrà un nuovo sapore; verissimo ovviamente. Ananas e albicocca.

 

La discussione si sposta sui blend e sui bourbon americani, e Douglas tira fuori dal cilindro un new spirit di mais, che producono in piccole quantità, per farci capire ancora meglio la differenza. Veramente imbevibile, non solo per l’elevato livello di alcol. Ci accorgiamo che sono quasi 2 ore che siamo qui, ma non possiamo lasciare qualcosa nel bicchiere. Finiamo tutto (anche quello di Kristyna, che ha assaggiato appena) tranne i new spirits e a malincuore ci alziamo.
Il tour e la degustazione sono gratuiti, si può lasciare un’offerta se si vuole. Eravamo partiti con l’idea di 10£ a testa come per Aberfeldy, ma adesso ci sembra oltraggioso il solo pensiero. Alla fine optiamo per 20£. Douglas ci porge una cassettina chiusa dove mettere i soldi, che andranno al gattile locale. Altre ragioni per adorare questo posto ne abbiamo?

 

Gioia allo stato liquido
Tutta la gamma
Sala degustazione

 

Ci porge dei depliant e noi lo ringraziamo di cuore della indimenticabile visita, promettendogli che prima o poi torneremo. Dal canto mio, gli confermo che era tutto divino, ma niente batte il 10 anni. Prima di ripartire, facciamo una miriade di foto all’esterno e Pavel decide di acquistare due bicchieri ricordo, l’unico “souvenir” disponibile.
Sono quasi le 13 e dobbiamo decidere quale sarà la nostra prossima tappa. Considerando che dobbiamo dirigerci a sud verso Edimburgo, le opzioni sono Dundee o St Andrews. Ancora triste per non aver potuto visitare la cattedrale di Dunkeld, spero di potermi rifare con quella di St Andrews, e con questo la spunto!

 

Selfie d’obbligo
Chiaro il concetto?
Edificio all’ingresso

 

Dobbiamo comunque attraversare Dundee, e Pavel chiede di fermarci allo stadio. O meglio, tra gli stadi: infatti le strutture delle due squadre della città sono ai lati della stessa strada! Ovviamente lui ha una preferenza, per il Dundee United, quindi compriamo al volo la sciarpa e proseguiamo.

 

Arriviamo a St Andrews che sono quasi le 15. Troviamo facilmente parcheggio proprio di fronte all’università, una delle più conosciute della Scozia. Le strade sono affollatissime, non di turisti ma di studenti. Troviamo un ristorante/caffetteria lungo la strada principale e decidiamo di pranzare; io personalmente sono ancora un po’ scombussolata dalla quantità di alcol ingerito, anche se il forte senso di sonnolenza è ormai passato. Prendiamo a metà con Pavel un tagliere con diversi tipi di pesce cucinati in vari modi, accompagnato dal solito sidro: anche stavolta ottima scelta, con una spesa totale di 28£.

 

Lo stadio di Dundee
Il nostro pranzo
St Andrews

 

I ragazzi non sono ancora “sazi” e scorgono un whisky bar. Entriamo, ma la scelta è enorme e loro forse non saranno sazi, ma sono decisamente provati. Usciamo ed andiamo oltre. Ci incamminiamo verso le rovine del castello, che dà direttamente sul mare. Il tempo è bellissimo ed è tutto molto tranquillo e suggestivo. Proseguiamo poi verso la cattedrale, che però è già chiusa. Non è possibile, non sono nemmeno le 16.30! Per fortuna almeno qui ci sono vari cancelli, la luce è ancora buona ed è facile fare qualche foto dell’interno, ma la cosa mi instristisce comunque.

 

Il castello
Terra e mare
Cattedrale e cimitero

 

La cattedrale “completa”
Camini e campanili
Maestosa

 

Torniamo verso la macchina e ci dirigiamo all’ultima tappa di giornata, prima di raggiungere il b&b a Glenrothes: Falkland. Nel paesino, dove si trova anche un importante palazzo, è stata girata la primissima puntata di Outlander, ed io non sto nella pelle.
Lo raggiungiamo in una mezz’oretta, quando è già abbastanza buio. A risentirne sono ancora una volta la foto, ma non importa: sembra di essere sul set, è tutto perfettamente uguale. Nessuna traccia del fantasma di Jamie però, peccato! Gli altri mi guardano come se fossi impazzita ed aspettano pazientemente, sono i migliori!

 

Covenanter Hotel
Nessuna traccia di Jamie
Falkland

 

Il Firbank B&B dista appena 15km. Abbiamo qualche difficoltà a trovarlo perchè rimane un po’ nascosto e non ci sono indicazioni visibili. Hellen è gentilissima e molto premurosa, ed ha una casa meravigliosa! Non ha niente da invidiare a quelle che si vedono sulle riviste. Ci consiglia un ristorante lì vicino per cena e si offre di prenotarci un tavolo. Abbiamo un’ora abbondante per riposarci un po’, stiamo pensando di raggiungere questo posto a piedi ma comincia a piovere.

 

Il locale è veramente molto bello, in stile scozzese moderno. Il servizio è un po’ lento e il cibo non ci fa impazzire, ma le 42£ spese a coppia sembrano comunque un prezzo equo per quantità e location.
Rientriamo abbastanza presto, la stanchezza comincia a farsi sentire. Prima di dormire però cominciamo a parlare di Capodanno, e dopo vari dibattiti scegliamo la destinazione e prenotiamo anche l’appartamento! We’re out of control!!! Dove però non lo dico ancora…

 

Chiudiamo gli occhi cercando di non intristirci troppo… domani si riparte.

 

Giudizio finale:

  • Fettercairn: se passate nella zona, da fermarsi anche solo per dormire al Ramsay Arms Hotel ed usufruire della loro lussuosissima colazione! C’è una distilleria anche qui volendo.
  • Distilleria di Glendacam a Brechin: per noi è stato il paradiso, una delle esperienze più belle di sempre. Tuttavia, la consiglierei davvero a chi è devoto a questo whisky, o si rischia di non apprezzarla fino in fondo e sarebbe un peccato.
  • St Andrews: sicuramente uno dei posti che mi è rimasto di più nel cuore. Le sue stradine, i suoi mille comignoli, le scogliere sul mare e la bellissima cattedrale. Una città da non perdersi.
  • Falkirk: molto suggestiva, sembra un paesino di decenni e decenni fa. Il palazzo è molto bello e sicuramente interessante, anche facile da raggiungere. Tuttavia, personalmente se non fosse stato per Outlander mi sarei probabilmente diretta altrove.

 

QUI l’album con le migliori foto!

 

 

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