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Il primo approccio alla cucina polacca: i Pierogi

07/01/2017

Anno nuovo, nuova rubrica all’interno del blog! Ormai sarà abbastanza chiaro a tutti che amo mangiare, e che il provare i piatti tipici di una nazione è per me imprescindibile.
Devo ammettere che a Poznań, dove abbiamo trascorso il capodanno con Pavel e Kristýna, è stata più dura del previsto, in quanto i cechi sono piuttosto diffidenti quando si parla di cibi polacchi. Non ha nemmeno aiutato il fatto che soggiornassimo in un appartamento, e che avessimo fatto una spesa decisamente abbondante in Germania, dove tuttavia i prezzi si sono alzati rispetto a qualche mese fa.

 

Prima di avventurarci e scegliere un ristorante, ci eravamo documentati su quelli che sono i piatti tipici polacchi, molto simili a quelli della cucina lituana, russa e ucraina. Escluse le varie e numerosissime zuppe, tutte a base di verdura e/o carne, l’occhio mi è subito caduto sui pierogi, una specie di panzerotti ripieni. Ed è quello che poi ho ordinato nel ristorante dove abbiamo pranzato il 31 dicembre, la Gospoda Poznańska.

 

Menù del ristorante
Menù delle birre
Piatti tipici

 

La scelta del locale è stata completamente casuale, in quanto non avevamo previsto di mangiare fuori, e a posteriori mi sento di dire che non siamo caduti benissimo. Ottima posizione nella piazza principale, da fuori sembra più malandato di quanto in realtà non sia all’interno. Cameriere cordiale e molto indaffarato poichè era praticamente l’unico del ristorante. Abbiamo ricevuto il menù e le bibite in fretta, mentre per il cibo tutt’altra storia… io e Kristýna abbiamo ordinato i pierogi ripieni di carne, i due Pavel i plyndze (frittata di patate con salsa ai porcini, tipica della regione). Tempo di attesa: un’ora. La birra in compenso era buona, ho preso una Książęce Pszeniczne. Scelta tuttavia quasi obbligata: delle numerose birre alla spina presenti nell’apposito menù, erano disponibili un paio.

 

Sui pierogi non so bene cosa dire: abbiamo scelto quelli ripieni di carne ed accompagnati da pancetta saltata, visto che quelli alla cipolla e formaggio erano terminati. Erano più asciutti di quanto mi aspettassi, ed abbastanza sciocchi (o forse sono io che prediligo sapori più decisi). La pasta è praticamente uguale a quella dei koldūnai lituani, ma a gusto c’è un abisso. I plyndze dei ragazzi erano buoni, anche se nella salsa c’era una grande (e non specificata nel menù) quantità di aneto, uno di quei sapori che odi o ami. Diciamo che non rientra nell’elenco dei nostri preferiti, anzi. Anche per pagare c’è voluta una vita, siamo dovuti andare noi a chiedere il conto. Il prezzo totale è stata sicuramente la nota più lieta: 96 zloty, pari a 22€ circa.

 

Książęce Pszeniczne
I pierogi
I plyndze

 

Sinceramente non mi sento di dare un giudizio sulla cucina polacca basandomi solo su questa esperienza. Tornando a casa e leggendo varie recensioni sul ristorante, mi sono ancora di più accorta di quanto la nostra scelta sia stata “sfortunata”. Purtroppo non ricordo con esattezza cosa mangiai durante la visita a Breslavia 3 anni fa, ma so che ero uscita dai vari locali decisamente più soddisfatta. Quindi l’unico consiglio che posso dare è: se passate da Poznań, evitate la Gospoda Poznańska!

 

 

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