Italia | Paesi e borghi

Una domenica fuori porta alla (ri)scoperta di Spello ed Assisi

21/02/2017

 

Ho la fortuna di essere nata e cresciuta in quella che molti considerano una delle più belle regioni d’Italia, se non del mondo: la Toscana. Zona di confine la mia, nella provincia di Siena ma a strettissimo contatto con quelle di Arezzo e Perugia. Ciò significa che in neanche mezz’ora posso raggiungere chessò, la Val d’Orcia o il Lago Trasimeno. Sono fortune queste, a volte me ne rendo conto.

 

A volte, appunto. Perchè come però spesso succede, il fatto di poter “usufruire” quando pare e piace di qualcosa, ti fa dimenticare di quanto quel qualcosa sia speciale. Vado quasi più spesso all’estero di quanto non mi perda in uno dei mille paesini medievali dietro casa. E qui per fortuna entra in gioco Lui, che seppur “italianizzato”, italiano non è. E certi posti li vuole vedere, senza se e senza ma.
Per questo abbiamo approfittato della domenica “libera” (dal calcio principalmente) e del clima decisamente primaverile per una breve gita fuori porta nella vicina Umbria, tra Spello ed Assisi.

 

Nonostante i soli 90km di lontananza, devo ammettere di non essere mai stata a Spello prima. Una vergogna, visto che è considerato uno dei borghi più belli d’Italia e che la festa dell’Infiorata è conosciuta in tutto il mondo.
Arriviamo verso le 14 e lasciamo la macchina nel parcheggio con disco orario a ridosso di Piazza Kennedy e della Porta Consolare. Ci sono dei lavori in corso e varie impalcature, ragion per cui cerchiamo un’entrata alternativa. Fiancheggiamo la cinta muraria, trovando una scalinata che porta in Via della Maddalena, e ci ritroviamo presto tra il Monastero delle Agostiniane e la chiesa di Santa Maria Maggiore in Piazza Matteotti.
Sono pochi i negozi aperti, ed ancora meno sembra la gente in giro. C’è qualcuno che si gode il sole nei pochi tavoli in piazza, ma apparentemente ci sono più gatti che persone… il posto ideale per noi!

 

La Porta Consolare
Piazza Matteotti deserta
Uno dei tanti gattini

 

Vaghiamo senza una meta ben precisa tra i vicoletti pieni di piante e fiori non ancora sbocciati. Posso solo immaginare che spettacolo sarà tra pochi mesi! Passiamo la chiesa di Sant’Andrea e il Palazzo Comunale, fino ad addentrarci in via Torre Belvedere e raggiungere la terrazza panoramica. Pavel prova a dare una sbirciatina alla partita che si sta svolgendo nel campo sportivo proprio sotto di noi, ma riesco a trascinarlo via velocemente. Anche perchè è affascinato dal luogo tanto quanto me. Dopo aver ammirato la chiesa di San Severino, andiamo alla ricerca della porta di Venere. Di costruzione romana e con due torrioni dodecagonali a sostegno, è la più significativa delle 6 porte che davano accesso al paese.

 

Balcone pluripremiato
Strada privata
San Severino

 

Vista su Assisi
Uno dei vicoli più caratteristici
La Porta di Venere

 

Ci avviamo verso la macchina stavolta attraversando la Porta Consolare, affiancata da una torre medievale sulla cui cima spiccano delle piante di ulivo. Che dire, è stato bellissimo avere Spello tutto per noi, con o senza fiori!

 

Prossima fermata Assisi, che raggiungiamo in poco più di 10 minuti. A differenza di Spello, qui ci sono stata tante volte, principalmente con la scuola. Di tempo ne è comunque passato parecchio e cerco di ricordare (inutilmente) il “solito” parcheggio. Andiamo a finire in quello di Piazza Matteotti (tariffa 1,30€ all’ora), dalla parte opposta rispetto alla Basilica di San Francesco. Appunto.

 

Pavel non è molto entusiasta quando si tratta di chiese e affini, ma ritengo ci siano luoghi che vadano obbligatoriamente visitati. Specialmente se rientrano, come in questo caso, nel patrimonio UNESCO.
I turisti che non erano presenti a Spello si sono evidentemente riversati tutti qui. I negozi, spesso pieni di souvenir molto kitsch dove non c’è distinzione tra sacro e profano, sono quasi tutti aperti. Ma i miei occhi inevitabilmente cadono su un paio di pasticcerie artigianali che espongono meringhe enormi!!  Ne compriamo una media (4€, un ladrocinio) e proseguiamo verso la Basilica, stavolta trascurando i vicoli locali.

 

Santa Maria sopra Minerva
Meringhe!!!
San Francesco

 

Le misure di sicurezza sono aumentate anche qui, per ovvie ragioni. Due soldati perquisiscono borse e giacche, prima di lasciarci accedere alla colonnata e di conseguenza alla Basilica. O meglio, le basiliche: si tratta infatti di due chiese sovrapposte. La parte superiore ha un’impressionante raccolta di vetrate medievali, la più completa d’Italia. E come non soffermarsi sugli affreschi, per buona parte opera di Giotto e Cimabue. Il cielo stellato sopra di noi ogni volta mi lascia senza parole. Nella parte inferiore, riccamente decorata, in corrispondenza dell’altare si trova invece una cripta che ospita la tomba di San Francesco. Le foto non sono permesse, ma credetemi quando vi dico che una volta nella vita va visitata.

 

La Basilica superiore
Ingresso alla Basilica inferiore
Vista sulla valle di Assisi

 

Salutiamo Assisi proprio mentre il sole sta tramontando. Questa domenica per noi decisamente “alternativa” andrà preso ripetuta. La Toscana è bellissima, ma anche l’Umbria non scherza! Ho già un paio di idee che mi frullano in mente…
E chissà, pensandoci bene forse la potrei buttare giù la mia #traveldreams2017. Anche se in edizione #senzatroppepretese.

 

QUI l’album con le migliori foto!

 

 

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