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La Repubblica indipendente di Užupis e la sua geniale costituzione

27/03/2017

In questi giorni Facebook continua a ricordarmi che esattamente un anno fa ero a Vilnius, a godermi il ponte di Pasqua. Godermi, nel vero senso della parola: presente quelle rare occasioni in cui tutto va come dovrebbe andare? Ecco.

La città si è offerta a noi come un museo a cielo aperto,tranquilla e pacifica, senza orde di turisti rumorosi ed invadenti a rovinarne l’atmosfera (dirrei che sono pronta per #WorstInTravel). Da una parte mi dispiace, Vilnius meriterebbe ben altra considerazione. Dall’altra, egoisticamente, mi auguro che rimanga così come l’ho conosciuta. Intatta.


La nostalgia mi ha spinto a sfogliare l’album delle foto, e ben presto mi sono trovata a chiedermi: ok Celeste, bella è bella, ma se dovessi consigliarla a qualcuno, sulla base di cosa lo faresti?
La risposta l’ho trovata grazie ad un’altra domanda.
Cos’è che rende Vilnius unica al mondo?


Semplice: la Repubblica indipendente di Užupis.

Užupis significa “al di là del fiume”, poichè il quartiere è separato dal resto della città vecchia dal fiume Vilnia e da ben 7 ponti.
La sua è una storia travagliata: abitato prevalentemente da ebrei fin dal XVI secolo, dopo la II guerra mondiale rimase quasi disabitato. Le case vuote vennero presto occupate da coloro che venivano considerati scarti della società dal regime socialista: senzatetto, prostitute, criminali ma anche poveri artigiani. Quando nel 1990 la Lituania dichiarò la propria indipendenza, questa era una delle aree più degradate della città.
La svolta ci fu a metà degli anni ’90, nel momento in cui artisti ed intellettuali, attirati dai prezzi bassi, cominciarono a trasferirvisi ed ad aprire laboratori e gallerie.
Come forma di “riscatto supremo”, nel 1997 venne istituita la Repubblica di Užupis, dichiaratasi indipendente da Vilnius il 1 aprile 2000.

Užupis è una repubblica a tutti gli effetti: ha un inno, una bandiera (che cambia colore a seconda delle stagioni), una moneta, un esercito (sì e no 11 uomini), un presidente ed un parlamento con sede presso Užupio Kavinė, un bar. Užupis ha anche i suoi cittadini onorari, tra cui spicca la figura del Dalai Lama.
Soprattutto, Užupis ha una costituzione, facilmente consultabile: i 41 punti scritti da Romans Lileikis sono infatti affissi in molteplici lingue su pannelli a specchio lungo Paupio Gatvė.

Leggetela.
Ad una prima impressione possono sembrare una serie di frasi ironiche, con poco senso, quasi banali; l’opera di qualcuno che non c’è tutto con la testa.
Rileggetela.
No, forse non è l’opera di un pazzo, anzi. Quelle frasi esaltano ciò che oggi si è perso di vista: la libertà propria ed altrui, il rispetto reciproco. Si parla di diritti, che giustamente posseggono anche cani e gatti, ma raramente di doveri. E, seppur si riconoscano le imperfezioni umane, lo si fa senza giudicare.

E allora sapete che vi dico?
Anch’io voglio la libertà di commettere errori, voglio avere la libertà di oziare se sono stanca, voglio avere la libertà di essere “piccola e sconosciuta” senza per questo essere etichettata come mediocre. Voglio la libertà di essere infelice e piangere, anche senza un’apparente motivo, senza dovermi giustificare con il mondo. Voglio la libertà di essere unica, nei miei pregi e soprattutto nei miei difetti.

Rileggetela di nuovo, e ditemi se non vorreste che questa fosse anche la vostra, di costituzione. Questi i vostri diritti. Se non pensate che se tutti la facessimo un po’ nostra, vivremmo in una società migliore.


I doveri che riguardano l’uomo (si, perchè anche il gatto ne ha) sono appena quattro:

27. Ogni uomo ha il dovere di ricordare il proprio nome
39. Non vincere
40. Non contrattaccare
41. Non arrenderti


Užupis tuttavia non è solo la sua costituzione: è l’angelo di bronzo, creato da Romas Vilciauskas in occasione del secondo anniversario dell’indipendenza e che è il patrono della Repubblica; è la sirenetta, sempre opera di Vilciauskas, che dalla sua nicchia lungo la Vilnia attira i visitatori e non li lascia più andare; è il cimitero cistercense, le chiese, le mura fatiscenti trasformate in tele.

Užupis è a tutti gli effetti la repubblica della libertà. D’altronde, come simboleggia la sua bandiera con la mano bucata

Užupis si può amare, accarezzare, sentire, ma non si può possedere

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