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Quando viaggi e musica si incontrano: all’estero per un concerto

02/04/2017

Viaggi e musica sono le più grandi passioni della mia vita, insieme al calcio.
Per questo quando tempo e portafoglio me lo permettono, cerco di unire le due cose. Anche se, diciamocelo: se non si hanno 1/2 giorni in più a disposizione, per una volta la visita della città passa in secondo piano. Per lo meno se come me si parte soltanto con il concerto (ed i cantanti) in testa. 

Io sono praticamente 20 anni che ascolto la stessa roba.
Se volete, potete dare una sbirciatina sul mio telefono: troverete qualche canzone italiana (poche), canzoni pop anni '90 (tantissime), Cristina d'Avena (che ci posso fare se la amo), qualche colonna sonora, Katy Perry (l'unica vera new entry degli ultimi 10 anni), i Bon Jovi. Ah si, e poi loro: i Backstreet Boys. Si, quelli creati a tavolino con dei bei faccini che si vestivano in modo osceno (God bless the 90s) e facevano balletti sincronizzati. Di loro troverete proprio tutto: gli album, gli inediti, gli album solisti, qualche live.
Per chi se lo chiedesse, Sì, esistono ancora. Per la precisione esistono da quasi 24 anni.

Ho già accennato qua e là al ruolo che hanno avuto nella mia vita. Non riesco a spiegare a parole come mi fa sentire il solo ascoltare la loro musica. Non credo che serva in realtà: chiunque abbia un idolo simile è ben consapevole di cosa parlo. Come ha scritto un'amica sul suo blog, si tratta semplicemente di amore. In fondo, "True love lasts a lifetime". E considerando che l'unica costante degli ultimi 20 anni dei miei 31 e mezzo sono stati loro, credo che questa "cosa" (ossessione? dipendenza? Io ribadisco amore, ma di definizioni ne ho sentite fin troppe) durerà finchè morte non ci separi.

Dopo questa chilometrica premessa, veniamo al perchè di questo post: i cinque "ragazzi" hanno appena concluso la prima parte della loro Residency a Las Vegas ed io mi sto struggendo perchè non ho modo di andarci. Impossibile. Zero speranze. Li odio.
L'unica magra consolazione è ripensare ai bei momenti passati, in trepidante attesa di quelli futuri.
Mettetevi comodi e lasciate che vi presenti la parte psicotica di me, ovvero la Celeste versione fangirl - music edition.

Il primo concerto all'estero a cui ho assistito è stato di un altro gruppo. Era il 2006 ed ero impazzita per i The Servant, già allora sconosciuti ai più (forse la canzone Orchestra farà suonare qualche campanello). Come fanbase eravamo piccolo piccolo, ed io avevo legato tantissimo con Stella, la capa del fan club italiano. Con lei andammo a Londra con il solo scopo di incontrare il frontman, Dan Black, che ormai ci vedeva ovunque in giro per l'Italia (Milano, Roma, Torino, Modena, Rimini, Cardano al Campo, ecc.); con lei da Milano prendemmo un treno per Losanna per assistere al MetroPop Festival.

Della città ricordo poco o niente, non ho che un paio di foto. So solo che era piccola e molto graziosa, e che i commercianti erano di un'arroganza unica. Ricordo però che all'interno ci vietarono di fare foto, la prima fila, l'antipatia di Lily Allen che si esibì prima di loro. Ed il riuscire ad intrufolarci chissà come alla festa privata post-evento. La faccia scioccata di Dan non la dimenticherò MAI!

Per vedere i miei boys all'estero ho dovuto aspettare il novembre del 2009, quando con il This Is Us tour toccarono praticamente ogni paese europeo. La scelta più ovvia? Manco a dirlo Praga, ad una settimana esatta dopo la data di Milano. E poi Pavel non si era ancora trasferito, quindi ogni scusa era buona. L'altro Pavel invece è un fan sfegatato quasi quanto me,  perciò un'uscita a quattro fu doverosa!

 
Io avrei voluto mettermi in fila dalla mattina, tra le infamate generali. Arrivammo alla O2 Arena dopo le 17 (solo perchè avevo insistito), eppure di gente ce n'era pochina. All'ingresso mi rispedirono fuori per farmi lasciare la macchina fotografica ad un deposito bagagli, ma nonostante questo... seconda fila! Come in Italia se arrivi così tardi insomma...


Il concerto in sè non fu niente di memorabile, ma io ero FELICE. Era tutto perfetto. Palco piccolo e vicino, la spilungona tedesca con la macchina fotografica imboscata che scattava foto che poi mi avrebbe spedito, Pavel e gli amici con me, i miei boys a pochi metri. Lo scatto fatto dal palco da AJ, e al tempo postato su MySpace, mostra perfettamente come mi sentivo. E mostra anche che il mio Pavel e Kristýna, ovvero quelli che ci vengo solo perchè devo, si stavano divertendo quanto me!

Due anni e mezzo dopo, e ci risiamo: stavolta tocca a Stoccarda, nel maggio del 2012. I BSB, ancora in 4, erano in tour con i New Kids On The Block, altra boyband famosissima nei primi anni '90, che io prima di allora non avevo mai ascoltato. Il NKOTBSB Tour non toccava l'Italia, quindi se Maometto non va dalla montagna... 

Ero in compagnia di Donatella, un'amica pazzoide di Torino che come me fa parte del fanbase "hardcore" (ovvero i resti di quello enorme degli anni '90). Di facce conosciute a quella data ce n'erano davvero tantissime, probabilmente perchè era un sabato sera. Per non rischiare di aver fatto tutta quella strada e poi capitare in millesima fila, avevamo deciso per la prima volta di comprare un VIP pass silver, che nel nostro caso permetteva di assistere al soundcheck, fare una foto di gruppo con i boys e rimanere dentro al palazzetto -> prima fila!!!

Bello show, anche se metà quasi "inutile": benchè le canzoni dei NKOTB non fossero male, era per gli altri 4 che avevamo fatto tutta quella strada!

Stoccarda è l'esempio lampante di come in questi casi la visita della città passi in secondo piano. A maggior ragione se hai un giorno e mezzo scarso a disposizione e riesci a scovare l'hotel dove sono LORO, che il caso voglia sia vicinissimo al tuo. Una botta di culo ogni tanto.
Da quel poco che ho visto, non è comunque una città nella quale tornerei. Anche se non disdegnerei una visita al museo della Porsche, la macchina che vorrei se fossi ricca sfondata. Ho però il ricordo molto vivido delle colline e dei vigneti che facevano da sfondo alla stazione centrale. Ovvero l'ultima cosa che ti aspetteresti in una città così industrializzata.

Anche se Pavel tollera i miei gusti musicali , io tollero molto meno i suoi. E se pensate sia mezza matta e/o anche un po' stronzetta, vi comunico che devo sorbirmi Gigi d'Agostino (si, QUEL Gigi d'Agostino, che in terra ceca è una superstar) e gli Scooter, gruppo techno di origine tedesca molto in voga negli anni '90.
Tra i due preferisco leggermente questi ultimi, e è proprio a causa loro che siamo andati a Berlino nel gennaio 2014. La tappa era strategica, così avrebbero potuto raggiungerci in poche ore di macchina Pavel, Týna e Vít’a, anche loro fan del gruppo.

Un giro per la città, anche se non approfondito, c'è scappato. Il primo hotel era vicinissimo all'East Side Gallery, dove abbiamo passato il post-cena dopo aver mangiato degli ottimi currywurst dal kebabbaro lì vicino. È sicuramente quello il "monumento" che mi è rimasto più impresso. Continuo a pensare al suo significato nella storia recente e a ciò che simboleggia oggi, in un mondo che non ha imparato nulla dal proprio passato e che continua ad erigere muri su muri. Tristezza e tanta, tantissima amarezza.
Menzione speciale all'hotel, l'NHow Berlin: il paradiso esiste ed è (ovviamente) rosa!!!

L'O2 Arena si trova proprio di fronte ai resti del muro. Sfortunatamente avevamo preso i biglietti in piedi, ed a posteriori è una cosa che non consiglierei nemmeno al mio peggior nemico. Essere in mezzo a migliaia di tedeschi ubriachi non è il massimo della vita. Specialmente se ci provano con un tuo amico. E se la tua amica, al limite della sopportazione, comincia a spingere e tirare qualche schiaffo. Credo sia stata una delle poche volte in vita mia in cui ho avuto seriamente paura. Nonostante questo, e nonostante il ragazzo più alto del palazzetto si trovasse proprio di fronte a me che sono una nana, sono riuscita a tirar fuori foto discrete. Merito dell'adrenalina forse? Chissà. Ma io a vedere quelli non ci torno nemmeno se mi pagano.

Berlino l'ho vista poco e male per averne un'idea chiara. Però, tranne appunto l'East Side Gallery e il Memoriale per gli ebrei assassinati d'Europa, non mi ha particolarmente colpito. Lascio quindi il mio giudizio, che al momento sarebbe incompleto e quindi ingiusto, in sospeso fino alla prossima visita. 

Siamo quasi alla fine. Manca l'ultima "impresa", quella che vi farà pensare che questa è completamente scema (ahahah TROPPO TARDI).
 
Il fatto che ami i miei boys alla follia non significa che non ci siano delle cose che mi facciano andare in bestia. Tipo il loro voler spennare le fan il più possibile. Si ingegnano nel farlo. Quindi se i 30 minuti di soundcheck o la foto non fossero abbastanza remunerativi, perchè non organizzare una CROCIERA???
Sono diversi anni ormai che hanno preso questa abitudine (NKOTB docet), ma sempre oltreoceano. Io, che rosicavo vedendo le mie amiche andarci ogni volta, pensavo meno male che sono così lontano, non potrei mai permettermelo. Povera illusa. Perchè per spenn.... ehm, accontentare proprio tutte, hanno tirato fuori dal cilindro una crociera nel Mediterraneo.

E te, povera anima in pena, sei COSTRETTA a risparmiare ogni centesimo, a sostenere una guerra virtuale per accaparrarti una delle cabine più economiche e al contempo lottare contro il server sovraccarico, a dover pregare in ginocchio il fidanzato di non mandarti a quel paese se non sarai con lui per il suo 30° compleanno (sono un mostro, lo so), a dover dire ai tuoi mamma, babbo, ho appena speso una fracassata di soldi per andare in crociera con i Backstreet Boys. Si, ho fatto tutto questo. Ci sono salita su quella benedetta nave. Al grido di NO REGRETS.

La mia prima crociera quindi, ed il fatto che fosse con la Royal Caribbean mi faceva sentire una VIP. Il giro era molto basic: partenza da Barcellona, scali a Cannes e Livorno, rientro nella città spagnola. Durata totale 4 giorni. Pochi? Forse. Ma io in quei 4 giorni ho dormito un totale di 9 ore. Quindi rettifico: durata, quanto basta per non collassare.
A Barcellona ero già stata 2 volte e non sentivo la necessità di approfondire la visita; nonostante sia toscana non ero invece mai stata a Livorno ma sono abbastanza sicura che non ci tornerò più, anche se ad onor del vero non sono arrivata fino a Terrazza Mascagni. A Cannes c'era il Festival del Cinema, quindi causa stanchezza ci siamo dati al vip-watching ed a un giretto tra i negozi. Ironia della sorte, l'unico VIP che abbiamo scovato è stato Justin Timberlake. Proprio lui, quello degli N*SYNC

Mentre stavamo lottando per fare una foto decente, chi vediamo passare di gran fretta? Lamoredellamiavitadaquandoho12anniNick e oddioKevinquantoseibellomenomalecheseitornato. Un'apparizione divina che ha ristabilito l'ordine dell'universo, perlomeno del nostro. Io e Donatella potremo raccontare ai nostri nipoti di aver percorso La Croisette insieme a Nick e Kevin. E i loro bodyguard, che ometteremo casualmente dalla storia. 

Per farla breve: feste a tema tutte le sere, continua caccia al selfie con uno dei boys, ma soprattutto il concerto acustico. Ecco, mentre ero in quel teatro e li ascoltavo incantata, riuscivo solo a pensare che QUELLO era valso il costo della crociera. Era valso i litigi e le incomprensioni. Che raramente mi ero sentita così bene, così in pace con il mondo, e fanculo a quello che pensano gli altri.

"Nevermind what people say cause they don't understand"

That's all folks. Questa è la parte pazza, adolescenziale, sognatrice di me.
Ora però raccontatemi delle vostre di passioni, delle mattate che avete fatto o fareste!

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    1. Ahahahaha grazie mille! Anch’io mi sento vecchia e decrepita, soprattutto quando penso alla me adolescente che pensava di non poter essere più felice che di vedere i primi piani di un certo caschetto biondo a Telemontecarlo!!!!! Bei tempi!
      Bè ognuno ha le sue passioni, e poi dici Piero Angela, mica un Gigi qualunque 😀
      Sicuramente meglio d’Agostino che d’Alessio, ma anche così credimi che è dura.
      Grazie di essere passata :*

  1. Prima di andare in erasmus e poi decidere di voler diventare una expat i concerti erano il motore dei miei viaggi in giro per l’Europa. O forse la “scusa”, per rendere più accettabile (ai miei amici che non viaggiano) il fatto che me ne andassi all’estero non per “vacanza”. Io sono una grandissima fangirl di una cantante olandese, Anneke van Giersbergen. Negli ultimi 10 anni l’ho vista 9 volte, di cui 3 in Olanda. Ogni volta che sono andata in Olanda era per lei. Per i Nightwish sono andata in Finlandia. Florence and the Machine sono andata a vederla a Berlino. I Cranberries a Tallinn (il concerto fu annullato ma Tallinn mi piacque così tanto che ci sono poi ritornata!). Una mattata notevole è stata riuscire a far coincidere il mio tirocinio in Canada con il tour nordamericano dei Within Temptation. Tombola! Per non parlare dei concerti che andavo a vedere in Italia quando non abitavo in Italia. Insomma, andare in giro per concerti è una cosa che mi è sempre piaciuta un casino!

    1. Ciao Eva!
      Dov’è che abiti di bello? Hai ragione, è difficile far capire a chi non viaggia cosa si prova e quello che “spinge” a farlo. La musica è uno degli elementi imprescindibili nella mia vita, e se posso unirla al viaggio tanto meglio. Sto aspettando con ansia il prossimo anno per pianificare qualcosa in tal proposito…
      Non conosco Anneke van Giersbergen, ma i Nightwish piacciono anche a dei miei amici, se non sbaglio sono andati a vederli in Germania.
      Grazie per essere passata, a presto!

      1. Adesso sono in Svezia da 3 anni e purtroppo vedo meno concerti di un tempo perché il viaggio fino a Stoccolma, il pernottamento in città e poi anche il prezzo dei concerti qui alla fine vengono a costare un po’ troppo per concedersi questo lusso troppo spesso. Quando vivevo a Cracovia era una pacchia, un sacco di gruppi ci venivano a suonare, i prezzi erano più accessibili e almeno mi trovavo in partenza nella stessa città dove c’erano i concerti 😀 Comunque la capatina in Olanda per Anneke l’ho fatta anche da qui l’anno scorso. A certe cose non si rinuncia!!

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