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Scozia 3.0: Edimburgo ed i suoi angoli più nascosti

30/12/2017

Diario di viaggio

Sabato 4 novembre – sera

Stranamente, non è stato facile trovare un appartamento a buon mercato ad Edimburgo, benché la ricerca fosse cominciata mesi fa.
Stavolta non avevamo nemmeno la necessità di stabilirci in centro, visto che l’aereo di Pavel e Týna sarebbe partito presto (troppo presto) la mattina successiva. Alla fine abbiamo trovato un buon compromesso nella zona di Holyrood, ai piedi del celebre parco cittadino.

Arriviamo nella capitale prima del previsto, non trovando particolare traffico da Pitlochry. Ci godiamo un po’ di meritato riposo in compagnia di programmi televisivi super trash (avete presente quello in cui il tizio o la tizia di turno devono scegliere 3 tizi su 5 con chi uscire solo guardando il menù pensato per loro???), prima di prepararci per la cena da Usquabae, che ormai non credo abbia bisogno di presentazioni. Inutile girarci intorno: il locale è sempre bellissimo ed il cibo divino. Tanto che da solo vale un passaggio da Edimburgo.

Domenica 5 novembre

La sveglia suona prestissimo.
I nostri amici devono essere in aeroporto per le 8.30, mentre noi abbiamo a disposizione qualche ora in più, che so perfettamente come sfruttare, anche con un Pavel versione zombie al mio fianco. Ci facciamo lasciare alla stazione degli autobus a St. Andrew Square per depositare le valigie e poi via, verso il quartiere di Stockbridge. L’aria mattutina è davvero gelida, e vista l’ora in giro non c’è un’anima. L’ideale per me, che voglio immergermi a Circus Lane, uno dei vicoli più fotografati ed instagrammati della città.

Da lì, raggiungere Water of Leith è un attimo. Costeggiamo il fiume godendoci la pace assoluta, parzialmente interrotta solo da qualche corridore solitario. Gli scorci che regala quest’angolo di paradiso sono da togliere il fiato, e non mi riferisco solo al St Bernard’s Well o al St George’s Well: per me vince a man bassa un’imponente chiesa cristiana in stile gotico che svetta un po’ defilata sullo sfondo.
Con tutta la calma del mondo, raggiungiamo l’altra fetta instagrammatissima di Edimburgo, il Dean Village. Affascinante ed unico come in foto, sembra un paesino in piena campagna, non certo un quartiere a poche centinaia di metri dall’affollatissima Princes Street. Purtroppo, tra la foga e lo stato semi-comatoso di Pavel, non lo visito bene come vorrei, e mi lascio stupidamente sfuggire il Well Court. Il “bello” è che me ne accorgo solo a casa, a 2.334km di distanza…

Apro una piccola parentesi, giusto per ribadire che una delle cose che amo di più della Scozia sono i suoi abitanti: nel tragitto dal Dean Village a Princes Street, incontriamo vari sconosciuti, più o meno avanti con gli anni, a passeggio con il cane o in solitaria, che ci salutano come se fossimo vicini di casa da una vita. Sarà che non ci sono abituata, visto che nemmeno i miei effettivi vicini di casa da quasi 27 anni non sempre si degnano di un saluto, ma ogni volta mi si scalda il cuore.

La prossima tappa è il cimitero di Greyfriars, che avevo trovato chiuso le volte precedenti. O almeno così credevo: il piccolo ingresso verso Grassmarket è sempre serrato, l’unica entrata è quella di fronte alla statua del cagnolino Bobby (qua la mano, rincoglionita); ed è proprio la tomba della mascotte di Edimburgo a dare il “benvenuto” in un altro luogo di pace assoluta, da cui è possibile ammirare le guglie del centro città da una prospettiva diversa.
Il piano di una visita lampo al National Museum of Scotland è invece spazzato via dai brontolii del mio stomaco, che per una volta ha la meglio. Senza contare che i chilometri macinati sono già davvero tanti, e non sono nemmeno le 11.

edimburgo

Con la pancia piena, ci dirigiamo verso un affollato Royal Mile. In lista ho il Ramsay Garden, con la sua scalinata molto pittoresca appena sotto il castello, ed il Witches Well, una piccola fontana che si trova nel punto in cui le streghe venivano bruciate al rogo. A prima vista non sembra assolutamente niente di macabro, ci pensa la targa apposta a illuminare sulla sua triste storia.
Prego Pavel di accontentarmi per l’ultima volta, e di salire con me sullo Scott Monument. La giornata è splendida, ed il sole illumina ogni angolo della città. Ma niente, non vuole proprio sentire ragioni. Credo di averlo spinto un po’ al limite stavolta…

Ai piedi del monumento, è stato allestito come un piccolo “cimitero” commemorativo fatto di croci in legno e papaveri, in ricordo dei veterani britannici; la mia attenzione è ormai completamente rivolta a loro, e alle persone di tutte le età che piantano croci in memoria dei propri cari. Un monito, un filo dal recente passato al presente ed al futuro, per non dimenticare quello che è stato, per non commettere gli stessi errori. E dire che oggi sembra quasi un’utopia.

Chiudiamo la nostra toccata e fuga ad Edimburgo con una visita al grande magazzino storico, Jenners, al solo scopo di dare un’occhiata al reparto uomo della Barbour (io) ed ammirare i cartonati di Sam Heughan nelle campagne scozzesi… almeno su questo Pavel non ha avuto niente da ridire, e non avrei comunque desistito tanto facilmente!
Da lì, St Andrew Square è a due passi. Riritiamo le valigie ed aspettiamo il tram che ci porterà dritti in aeroporto.

L’avventura è finita. Mesi e mesi ad aspettarla, ed è passata in un lampo.
Ancora una volta, mi vedo costretta a lasciare qui un bel pezzo del mio cuore, sperando di venire a recuperarlo il prima possibile. Perchè, cara la mia Edimburgo, io e te non abbiamo ancora finito.

Dove dormire ad Edimburgo

Per motivi sia di prezzo che di posizione, abbiamo prenotato presso Holyrood Hideaway, a pochi passi dal celebre parco. Avevamo bisogno di un appartamento con parcheggio incluso senza spendere una fortuna, e le 114£ totali ci sono sembrate decisamente oneste. Soprattutto perché, in tutti i miei viaggi, una padrona di casa come Sarah non l’ho mai trovata. Ci siamo sentite innumerevoli volte sia prima che durante il soggiorno, ed ha fatto in modo che tutto fosse perfetto e curato nei minimi dettagli.

 

Dove mangiare ad Edimburgo

Terza volta in città, terza volta da Usquabae. Non importa essere appassionati di whisky, visto che ogni piatto che esce dalla cucina è semplicemente divino! In più, il personale è tra i più gentili e preparati che abbia mai incontrato, e l’ambiente davvero unico. Il costo è leggermente più elevato della media, ma credetemi quando dico che vale ogni sterlina spesa.

 

Edimburgo sì o Edimburgo no?

E me lo chiedete???????

  1. Rivedere o anche solo sentire nominare la parola “Edimburgo” ci fa sussultare.
    Adoriamo ancora di più vedere che effetto abbia una città che abbiamo adorato sulle altre persone.
    Proprio per questo, ancora una volta, non smettiamo di stupirci per il fatto che chiunque sia stato a contatto con Edimburgo finisce per adorarla.
    Crediamo sia fisicamente impossibile il contrario. ❤️

    1. Come non darvi ragione? Ogni volta mi sento come se mi trovassi in un’altra epoca, specialmente negli angoli meno battuti dai turisti. È una città davvero magica, che ha tanto da offrire e che non stanca mai.
      Grazie di essere passati ragazzi, tantissimi auguri per un 2018 pieno di felicità <3

  2. Che tu abbia un rapporto speciale con Edimburgo si capisce da ogni riga ❤
    Io non sono particolarmente amante dei cimiteri, ma il cimitero di Greyfriars sembra davvero un luogo di serenità e pace assoluta. E la statua del cagnolino mi ha fatto sciogliere!
    Sai che leggendo i tuoi cari diari a volte mi sembra quasi di essere stata in Scozia? 😊
    Un bacione Celeste e buon anno, che ti porti a realizzare tanti sogni!

    1. Cerco di non ripetermi, anche perchè ormai ho scritto di Edimburgo davvero tante volte, ma è difficile, lo ammetto!
      I cimiteri scozzesi sono un elemento che probabilmente meriterebbe un post a parte; sono dei luoghi fuori dal tempo, con la loro splendida chiesa gotica e delle cornici quasi da fiaba.
      Silvia, ti auguro tutto il meglio per questo 2018, che magari ci aiuti anche finalmente ad incontrarci 🙂 e che ti porti finalmente in Scozia, sono sicura che la amerai. Un bacione

  3. Il Dean Village lo voglio assolutamente vedere: dev’essere bellissimo trovarsi in una grande città e sentirsi come a casa, con la gente che ti saluta. Ho notato che succede anche nei piccoli villaggi scozzesi, a differenza dei miei vicini di casa che, come i tuoi, se non li saluto io per prima fanno finta di niente – e abito nello stesso posto da vent’anni più o meno 😩
    Adoro il Barbour! Io l’ho ricomprato questa primavera dopo anni di “astinenza” 😉

    1. Il Dean Village è davvero un luogo speciale, con il fiume che scorre in mezzo e quelle casette quasi uscite da un film. E la gente, anche a Grassmarket abbiamo trovato un sacco di persone che ci fermavano a salutarci, altro che i vicini di casa ingrati…
      Silvia, tantissimi auguri di buon anno, per un 2018 pieno di felicità e di viaggi <3

  4. Io la domanda mi rifiuto di fartela!!!! So perfettamente cosa risponderesti: Edimburgo si o no? Ambrogio, prepara le valigie che mi trasferisco!!! (O qualcosa di simile, insomma).
    Celeste, questa è la parte di Edimburgo che manca anche a me. Okay, il cimitero di Greyfriars l’ho visitato, molto suggestivo, anche se non ho incontrato strane presenze.
    Invece la zona di Dean Village, mannaggia a me, mi manca completamente.
    A mia discolpa, posso dire che ho avuto solo una giornata a disposizione ad Edimburgo e, credimi, l’ho sfruttata oltre ogni dire. Ciò non toglie che io e lei abbiamo un lungo conto in sospeso, perché resta per me la capitale europea più bella in assoluto.
    Quindi quando verrà il momento, diventerò la tua personale stalker, per estorcerti informazioni dettagliate.
    Di Sam non voglio scrivere nulla, nulla…ma una curiosità ce l’ho: hai preso qualche cartonato come souvenir????
    Un bacio,
    Claudia B.

    1. Niente qualcosa di simile, sono proprio le parole che userei! Che poi da questo punto di vista, con Pavel siamo sulla stessa identica lunghezza d’onda.
      Con una sola giornata a disposizione per Edimburgo, ti sei vista di tutto e di più, e non era pensabile aggiungere il giro anche al Dean Village, che non sarà lontano ma è comunque un po’ decentrato rispetto al resto. Io ho trovato delle chicche per le prossime volte… quindi quando vuoi, sono qui!
      (no i cartonati non li ho presi, le commesse mi guardavano con sospetto già solo per le foto…)
      Baciotti!!

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