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I 12 siti patrimonio UNESCO della Repubblica Ceca

26/01/2018

La Repubblica Ceca è una nazione piccolina, eppure tra i suoi confini nasconde gioielli di inestimabile valore.
Se n’è accorta, e vorrei ben vedere, anche l’UNESCO, i cui ferrei criteri di valutazione hanno ritenuto ben 12 di loro idonei ad entrare a far parte della lista dei patrimoni protetti. Senza dimenticare che altri 16 sono in lizza per eventuali future canditature. Considerando che, ad oggi, i siti inclusi sono in totale 1073, un risultato simile è davvero di grande prestigio.
E allora quali sono questi gioielli? Vi anticipo che alcuni sono “scontati”, altri completamente sconosciuti ai più, ma una cosa è certa: vi lasceranno tutti, indistintamente, a bocca aperta.

Il centro storico di Praga (1992)

The historic centre represents a supreme manifestation of Medieval urbanism (the New Town of Emperor Charles IV built as the New Jerusalem). It has been saved from any large-scale urban renewal or massive demolitions and thus preserves its overall configuration, pattern and spatial composition.
(UNESCO)

 

Non credo serva che esalti per l’ennesima volta le meraviglie di Praga. La città parla da sola, così come i suoi incredibili edifici. Benchè nel patrimonio UNESCO sia stato incluso il centro storico nella sua totalità, è su 11 elementi che si concentra particolarmente l’attenzione. Non sono tutti così ovvi, per cui non dimenticatevi di appuntarveli per il prossimo viaggio nella capitale ceca.

  • Il castello
  • La Cattedrale di San Vito
  • La piazza di Hradčany di fronte al castello
  • Il Palazzo Valdštejn
  • Il Ponte Carlo
  • La rotonda romanica della Santa Croce
  • Le arcate che circondano Piazza della Città Vecchia
  • La chiesa di Týn
  • La chiesa di San Giacomo nella Città Vecchia
  • La sinagoga vecchio-nuova nel quartiere ebraico
  • Gli edifici del tardo XIX secolo e il pianta cittadina medievale della Città Nuova.
Il Ponte Carlo e la Moldava (mio scatto, agosto 2016)

Il centro storico di Český Krumlov (1992)

The Historic Centre of Český Krumlov is an outstanding example of a small Central European medieval town whose architectural heritage has remained intact thanks to its peaceful evolution over more than several centuries.
(UNESCO)

 

Basta trovarsi al cospetto di una semplice immagine che raffigura Český Krumlov per comprendere all’istante il motivo per cui la piccola cittadina ceca fa parte del patrimonio UNESCO.
La fortuna del borgo sta tutta nel nome di un’importante casata nobiliare: i Rožmberk. Tutto ebbe inizio nel 1302, quando re Václav II cedette il primo insediamento ed il piccolo castello ai Rožmberk, che li trasformarono nel villaggio da fiaba medievale che possiamo ammirare ancora oggi.
Vicoli stretti e coloratissimi, botteghe, osterie, ponticini in legno, la Moldava che abbraccia il piccolo centro sormontato dal castello e la sua possente torre. Un misto di stili e scorci di cui è impossibile non innamorarsi.

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Il castello di Český Krumlov (mio scatto, agosto 2011)

Il centro storico di Telč (1992)

The outstanding nature of Telč, in terms of the quality and authenticity of its cultural elements, the tangible evidence of its origins and evolution represented by its original layout and architecture, and its picturesque setting is unquestionable.
(UNESCO)

 

Telč è una piccola cittadina al confine tra Boemia e Moravia, fondata nel XIV per tentare di controllare un’area occupata prevalentemente da foreste. Il nucleo originario in legno, distrutto da un incendio, venne rimpiazzato da edifici in pietra circondati da mura e rafforzati da dei laghetti artificiali.
È la piazza centrale a catturare immediatamente l’attenzione: di forma triangolare, è attorniata da coloratissime casette in stile barocco e rinascimentale tutte della stessa altezza e grandezza.
A delimitarla nella parte nord, il complesso rinascimentale del castello, con il suo giardino all’inglese ed i suoi ricchissimi interni.

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La piazza di Telč (mio scatto, marzo 2007 - so che la qualità non è il massimo, ma ci tenevo a metterla!)

La chiesa di San Giovanni Nepomuceno di Zelená Hora (1994)

The ensemble is an outstanding example of architecture of transition between the Gothic and the Baroque styles. The composition of the property is based on the aesthetic concept of a perfect central complex with an explicit central vertical dominant.
(UNESCO)

 

La leggenda di San Giovanni Nepomuceno è una delle più conosciute in terra ceca: non volendo svelare al re Václav IV  la confessione della regina, questi lo fece prima torturare e poi gettare nella Moldava dal Ponte Carlo. Si narrà che nel momento in cui il corpo toccò l’acqua, apparvero cinque stelle (tante quante le sue virtù), che da allora sono uno dei simboli del santo. E la chiesa a lui dedicata (Kostel Svatého Jana Nepomuckého) a Zelená Hora, vicino a Žďár nad Sázavou, richiama continuamente questa credenza.
La pianta a 5 punte, le 5 porte, i 5 altari, sono solo alcune delle caratteristiche dell’edificio sacro opera del grande architetto boemo Jan Blažej Santini. Il suo più grande merito, quello che ha permesso alla chiesa di entrare a far parte del patrimonio UNESCO, è tuttavia la transizione di stili tra barocco e gotico.

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La chiesa a Zelená hora (www.blesk.cz)

La cattedrale di Santa Barbara e la chiesa di Nostra Signora di Sedlec di Kutná Hora (1995)

The Church of St Barbara and the former Cistercian monastery church of Our Lady and St. John the Baptist in Sedlec, located at a distance of approximately 1.5 km to the north-east of the historic centre, were to influence considerably the architecture of Central Europe. Today, these masterpieces, representing cathedral architecture, form the dominants of a well-preserved medieval town-planning structure filled with Gothic and Baroque urban fabric.
(UNESCO)

 

La città di Kutná Hora deve la sua fortuna alle miniere d’argento, che nel medioevo le donarono un ruolo così di spicco da essere seconda solo a Praga. Non fu quindi un caso che il monarca boemo Václav IV la scegliesse come sua sede ufficiale, aprendovi anche l’unica zecca del regno.
Fu in quest’ottica di grandezza e splendore che venne costruita la Cattedrale consacrata a Santa Barbara (Chrám svaté Barbory), patrona dei minatori. In realtà, per vedere l’edificio sacro completato ci vollero ben 500 anni, ma trovandosi al suo cospetto, posso assicurarvi che il lungo lavoro è stato ampiamente ripagato.

La Chiesa di Nostra Signora di Sedlec (Kostel Nanebevzetí Panny Marie) è uno dei più begli esempi di stile gotico barocco in Repubblica Ceca. Il nucleo originario venne eretto sui resti di un’altra chiesa, come parte dell’abbazia cistercenze di Sedlec, la più antica di Boemia, fondata già nel 1142. A seguito di un devastante incendio, l’edificio venne praticamente abbandonato fino al 1700, quando ancora lui, Jan Blažej Santini, lo riportò ai fasti antichi.
Kutnà Hora è facilmente raggiungibile da Praga con i mezzi in poco meno di un’ora, una visita che vi consiglio caldamente di fare.

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La cattedrale di Santa Barbara (mio scatto, marzo 2007)

Il paesaggio culturale di Lednice-Valtice (1996)

The Lednice-Valtice Cultural Landscape is an exceptional example of a designed cultural landscape, which is made particularly impressive by the number and variety of cultural and natural elements that it contains.
(UNESCO)

 

Quello di Lednice-Valtice è di fatto un complesso naturale/culturale modellato dalla casata reale del Liechtenstein tra il XVII ed il XX secolo, benchè questa fetta di Moravia al confine con l’Austria fosse nelle loro mani già dal 1249.
Ciò che salta subito all’occhio all’interno di questo straordinario paesaggio di “appena” 283 chilometri quadrati sono i due castelli: Lednice e Valtice appunto. I duchi, oltre a modellare i due manieri e gli edifici circostanti in perfetto stile gotico e barocco, unirono le proprietà con un enorme giardino all’inglese. Giardino poi arricchito da collonnati, archi, strade e laghi artificiali.

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L'area vista dall'alto (www.en.czech-unesco.org)

I giardini ed il castello di Kroměříž (1998)

The “Gardens and Castle at Kroměříž” constitute a remarkably well preserved and basically unchanged example of a Baroque aristocratic ensemble (in this case the seat of an influential ecclesiastic) of residence and pleasure garden, with a larger park that reflects the Romanticism of the 19th century.
(UNESCO)

 

La prima residenza episcopale di Kroměříž risale al 1497, ma sarà solo nel 1664, grazie al vescovo Karel II del Liechtenstein, che il palazzo verrà completamente rinnovato in stile barocco. A completamento della grandiosità dell’edificio, il “Giardino del Piacere”, arrivato fino ai nostri giorni come un raro esempio praticamente intatto di giardino barocco.

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I giardini di Kroměříž (www.czechtourism.com)

Villaggio etnografico di Holašovice (1998)

Holašovice is an exceptionally complete and well-preserved example of a traditional central European village. It has a large number of outstanding 18th- and 19th-century vernacular buildings in a style known as ‘South Bohemian folk Baroque’, and preserves a ground plan dating from the Middle Ages.
(UNESCO)

 

Il villaggio di Holašovice, dalla sua fondazione nel XIII secolo, ha mantenuto lo stesso numero di edifici: 23 fattorie disposte intorno ad un piazzale erboso. A queste, nel corso dei secoli si sono aggiunti la chiesa dedicata a San Giovanni Nepomuceno, una fucina, una croce, un piccolo stagno e due osterie.
Lo stile barocco rurale che lo caraterizza è frutto del XIX secolo e dell’abolizione del vassallaggio. Ma non pensiate che Holašovice sia una sorta di museo a cielo aperto: alcune fattorie sono visitabili, ma soltanto perchè i suoi abitanti lo permettono!

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Le fattorie di Holašovice (www.panoramio.com)

Il castello di Litomyšl (1999)

Litomyšl Castle is an outstanding and immaculately preserved example of the arcade castle, a type of building first developed in Italy and modified in the Czech lands to create an evolved form of special architectural quality.
(UNESCO)

 

Il castello di Litomyšl è uno dei più grandi palazzi in stile rinascimentale della Repubblica Ceca. La sua unicità sta nel fatto che il complesso venne adattato alle condizioni e allo stile di vita dei paesi d’oltralpe. Oltre alle finissime decorazioni ed alle splendide arcate, ad impreziosirlo ulteriormente ci hanno pensato i dettagli barocchi aggiunti successivamente, come il bellissimo teatro interno.

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Il castello (www.zamek-litomysl.cz)

La Colonna della Santissima Trinità di Olomouc (2000)

This memorial column is the most outstanding example of the Moravian Baroque style that developed in the 18th century in Central Europe. It has a high symbolic value as it represents the religious devotion and the sense of pride of the inhabitants of this city, to which it owes its existence.
(UNESCO)

 

La costruzione della Colonna della Santissima Trinità (Sloup Nejsvětější Trojice) nella piazza centrale di Olomouc richiese molti anni di lavoro (1716-1754). Il monumento voleva celebrare la chiesa e la fede cattolica, ed omaggiare la fine dell’epidemia di peste che si era abbattuta in Moravia nel 1713.
La stupefacente colonna in stile barocco, alta ben 35 metri, divenne ben presto motivo di vanto ed orgoglio per gli abitanti: architetti, artisti ed artigiani impiegati nella costruzione erano infatti tutti cittadini di Olomouc, e la finanziarono in prima persona.
Si tratta anche del più grande gruppo scultoreo barocco della Repubblica Ceca, e per le sue dimensioni monumentali, la ricercatezza e la cura nei dettagli (come la cappella incorporata alla base), non ha eguali tra i suoi numerosi simili in tutta l’Europa centrale.

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La colonna "della peste" di Olomouc (www.tourism.olomouc.eu)

Villa Tugendhat a Brno (2001)

The Tugendhat Villa in Brno is a pioneering work of modern 20th century residential architecture. It embodies innovative spatial and aesthetic concepts that were developed in housing at that time to meet the new needs arising from the modern way of life, by taking advantage of the opportunities afforded by modern industrial production.
(UNESCO)

 

Villa Tugendhat è il primo esempio di architettura residenziale moderna in Repubblica Ceca, ed uno dei 4 edifici del genere al mondo ad essere entrato nel patrimonio UNESCO.
La villa fu commissionata al celeberrimo architetto tedesco Ludwig Mies van der Rohe da Grete e Frits Tugendhat, una famiglia di ricchi industriali di Brno, nel 1928. I coniugi poterono godersi la loro speciale dimora per appena 8 anni: con lo scoppio della guerra, da ebrei, furono costretti a fuggire.
Ludwig Mies van der Rohe non progettò soltanto l’edificio, ma anche i mobili (alcuni di essi sono ancora in produzione) ed i giardini esterni, rendendo la villa un vero munumento.

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L'esterno di villa Tugendhat (www.architectural-review.com)

Il quartiere ebraico e la basilica di San Procopio di Třebíč (2003)

The ensemble of the Jewish Quarter, the old Jewish cemetery and the Basilica of St Procopius in Třebíč are reminders of the co-existence of Jewish and Christian cultures from the Middle Ages to the 20th century. St Procopius’ Basilica, built as part of the Benedictine monastery in the early 13th century, is a remarkable example of the influence of Western European architectural heritage in this region.
(UNESCO)

 

Il quartiere ebraico di Třebíč rimane ancora oggi uno dei più grandi e meglio conservati d’Europa, e testimonia di come le comunità ebraica e cristiana riuscissero a convivere nella cittadina. Nel ghetto, caratterizzato da pittoreschi vicoli, si trovano ancora oggi due sinagoghe, la casa del rabbino, il municipio ed uno dei cimiteri ebraici più grandi del continente, che ricorda vagamente quello di Praga.
Sulla collina al suo fianco, svetta la basilica di San Procopio, uno dei primi esempi di influenza dell’architettura occidentale nell’Europa centrale.

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Cimitero ebraico di Třebíč (mio scatto, marzo 2007)

Monumenti il lizza per future candidature:

  1. Le case rinascimentali di Slavonice (2001)
  2. Le fabbriche di carta a Velké Losiny (2001)
  3. La rete dei laghi da pesca Třeboň (2001)
  4. Il Paradiso Boemo (2001)
  5. I luoghi della Grande Moravia: l’insediamento fortificato slavo di Mikulčice (2001)
  6. I complessi industriali ad Ostrava (2001)
  7. La fortezza di Terezín (2001)
  8. Le terme di Luhacovice (2001)
  9. Le sculture in pietra vicino Kuks (2001)
  10. Il castello di Karlštejn (2001)
  11. L’estensione del sito “Centro storico di Praga” con monumenti importanti in prossimità (2001)
  12. Il panorama culturale degli allevamenti di cavalli a Kladruby nad Labem (2007)
  13. L’hotel e il trasmettitore sulla cima della montagna di Ještěd (2007)
  14. Žatec – la città del luppolo (2007)
  15. Il triangolo termale boemo (2008)
  16. Il paesaggio culturale delle miniere di Erzgebirge/Krušnohoří (2012)

Se non mi credevate del tutto quando dicevo che la Repubblica Ceca ha tantissimo da offrire, spero che questo post possa essere illuminante. Inutile specificare che la varietà culturale, paesaggistica ed architettonica del paese è immensa, e non si limita certo a queste 12 meraviglie iscritte nel patrimonio UNESCO.
Non nego che uno dei miei sogni è proprio quello di visitarle tutte, visto che al momento sono ferma ad un misero 5.  Spero di avervi incuriosito, ed avervi dato qualche ragione in più per girare in lungo ed in largo questa splendida nazione!

  1. Sono senza parole Celeste!
    La chiesa a Zelena Hora è meravigliosa!! E i giardini e il villaggio e… ❤ Non saprei da dove iniziare, so solo che aver visto solo Praga è decisamente troppo poco. La Repubblica Ceca merita moooolta più attenzione, quindi grazie perché me ne fai sempre conoscere un pezzetto.
    Un bacione

    1. E qui ho elencato soltanto i siti patrimonio UNESCO, ma vedessi che roba che si trova in giro 😉 ad esempio una parte di Narnia (quando c’è la neve e loro attraversano quell’enorme arco di pietra) è stata girata a nord, in una bellissima riserva naturale neanche troppo distante da dove abita Pavel. Da questa estate devo assolutamente riuscire a girare di più! Sono felice di averti “ispirata”, se mai ti servisse qualche dritta sai dove trovarmi :*
      Buona settimana Silvia, un bacione e grazie di essere passata!

  2. A parte Praga, devo confessare la mia ignoranza e ammettere che non solo non sapevo che ci fossero ben 12 siti parte del patrimonio dell’Unesco in Repubblica Ceca. E tra l’altro mi sembrano tutte mete bellissime, in particolare la cittadina di Telč 😍

    1. Telč è un gioiello!! Purtroppo l’ho vista solo in un’occasione, ovvero quando sono stata in Erasmus, ma era marzo e c’era un tempo non proprio ideale per far risplendere i colori di quella piazza incredibile (infatti la foto è un po’ meh…). Spero di riuscire a visitarla un’altra volta, anche se per me il massimo rimane Český Krumlov, sembra uscita da una fiaba!!
      Grazie di essere passata Silvia, un bacione!

  3. Peccato, io in Repubblica Ceca sono stata solo a Praga, che mi è piaciuta (soprattutto il centro storico) ma non rientra tra le mie mete preferite. A quanto vedo qui sembra davvero un paese pieno di sorprese, con tanta storia e cultura. Mi è piaciuta molto la leggenda di San Giovanni Nepomuceno, se posso tornarci volentieri visiterò alcuni o tutti questi siti!

    1. Stefania, secondo me un bel giro per la Repubblica Ceca come hai fatto per altri paesi europei meriterebbe eccome! So che Praga non rientra tra le tue preferite, ma sono convinta che così ti ricrederesti 😉
      Grazie di essere passata, un bacione!

  4. Non finirò mai di dire quale incanto sia la Repubblica Ceca, e spero di poter presto tornare per visitare altri splendidi siti.
    Francamente, non immaginavo che tanti fossero Patrimonio Unesco: qualcuno l’ho visitato anche io, ma ancora me ne mancano tantissimi.
    Sono incuriosita molto dal villaggio etnografico, perché adoro questo tipo di visita e, soprattutto, dalla Chiesa di San Giovanni Nepomuceno. È incredibile, così particolare e ricca di simboli!
    Celeste, niente da dire, come sempre sei una guru per quanto riguarda la Repubblica Ceca. Davvero complimenti!
    Bacioni,
    Claudia B.

    1. Guarda che alla fine non ci vuole molto di più che andare in Baviera, quindi sarebbe fattibilissimo come on the road! Magari andata passando per Vienna/Brno e ritorno attraverso Krumlov, così becchereste la maggior parte di queste meraviglie lungo la strada.
      Quel villaggio etnografico questa estate l’ho sfiorato per ben due volte, e la prossima non mi scappa davvero. E di quella chiesa mi sono innamorata anch’io!
      Grazie di cuore per i complimenti, da guru a guru <3

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