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Come ho scelto la Repubblica Ceca, o come lei ha scelto me.

13/02/2018

Sono una smemorata cronica, io. Spesso ho difficoltà a ricordarmi cosa ho mangiato il giorno prima, per non parlare poi di quando mi si presentano più persone contemporaneamente e quei nomi rimangono lì, sospesi in aria e ben lontani dall’entrarmi in testa, ma prontissimi a ripiombarmi sulle spalle a tempo debito, così, giusto per farmi fare una figuraccia colossale.
Eppure ricordo perfettamente cosa stessi facendo intorno alle 10.30 di mattina del 13 febbraio 2007, esattamente 11 anni fa: mi trovavo a Praga, in Piazza Venceslao, dopo aver affrontato il viaggio più allucinante della mia vita. Avevo un appuntamento importante quel giorno, un appuntamento che, inutile negarlo, aspettavo da una vita. Incontrare LUI. LUI, inteso come l’anima gemella, l’altra metà della mela, il pezzo mancante del puzzle e tutte ste robe qui.

Lui, che già conoscevo virtualmente da qualche anno e che, proprio come me, aveva contato i giorni che mancavano al mio arrivo in terra ceca, fin dalla conferma della mia università: “ok, ti hanno accettato, andrai 5 mesi in Erasmus a Praga“.
Ma come ci sono arrivata lì, sotto alla gloriosa statua di San Venceslao a cavallo, e di fronte a quel ragazzo alto e mingherlino (giuro, lo era!!), con una faccia pulita ed una giacca di pelle decisamente troppo grande, che mi stava aspettando con una rosa in mano?
Ci siamo, finalmente mi sento pronta a raccontarvela la prima grande storia d’amore della mia vita, la ragione per cui scrivo tanto e spesso della Repubblica Ceca. Che no, non è Pavel, ma Praga. O forse Firenze. Giudicate voi.

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San Valentino 2007 - piccini e di belle speranze

Sono sempre stata una bambina vivace ed allegra, con mille passioni che ancora mi tengo ben strette. La musica in primis, ed a pari merito il calcio. Sarà che il babbo ha giocato a pallone per una vita, e che la mamma mi portava a vederlo già da quando ero in fasce. Giusto per farvi capire il livello: leggenda metropolitana narra che, intorno ai 4-5 anni, andammo in chiesa per la messa di Natale e che, al momento della Comunione, io me ne sia uscita con un “meno male che è finito il primo tempo“; seguito da cazziatone della vecchietta di turno, ovviamente non a me, dolce e piccola bambina “fuorviata” da genitori irresponsabili.

La squadra da tifare, purtroppo o per fortuna, l’ho ereditata dai nonni materni, gente che se ne andava allo stadio Franchi di Firenze già negli anni ’60/’70. È così che sono cresciuta: amante del calcio, partita-dipendente, tifossissima della Fiorentina e di conseguenza devota a quella città così bella e perfetta, lontana anni luce dal paesello di campagna da 2000 anime scarse.
Il fuoco, già bello potente, veniva quotidianamente attizzato anche a casa, con amiche molto più grandi di me con cui condividevo la mia passione, ed a scuola, dove la mitica maestra Alida, anche lei super tifosa viola, ci portava a leggere ogni mese una rivista dedicata alla Fiorentina, chiamata semplicemente “Viola”. Rivista che cominciai a farmi regalare dal nonno una volta finite le elementari.

In quel periodo di giocatori forti, ma forti per davvero, ce ne avevamo a bizzeffe: Batistuta, Rui Costa, Toldo sono ancora considerati tra i migliori degli ultimi decenni, il primo probabilmente della storia. Eppure io mi fissai con uno dal nome apparentemente impronunciabile, arrivato a Firenze nell’estate del ’98 grazie ad una partita di coppa contro lo Sparta Praga: Tomáš Řepka si chiamava, ed era uno dei difensori centrali più forti e cazzuti che abbia mai avuto la fortuna di veder giocare. Era cattivo quanto bastava, non mollava mai, ogni tanto faceva qualche minchiata, ma ce la metteva tutta. Non era un caso che lo chiamassero San Tommaso.

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La mia Firenze... che le vuoi dire?

Insomma, sarà stata l’adolescenza, sarà stato che Řepka aveva sulla schiena lo stesso numero 2 del babbo, ma mi partì la brocca. Tanto che, dopo aver letto una sua intervista su “Viola” dove disse semplicemente “amo Firenze perché mi ricorda tanto Praga“, cominciai a pregare i miei genitori in ginocchio perché mi portassero a vederla, sta Praga. Se lui aveva detto così, sicuramente era una città bellissimissima. Ed io, che viziata noooooo ma quando mai, la ebbi vinta senza nemmeno troppo sforzo. Agosto 2000, tutti a bordo della scomodissima Hyundai Coupé viola del babbo: Praga, arrivo!

Ora, non so se fosse la sicurezza che la città mi sarebbe piaciuta “per forza”, o se si trattasse del primo vero viaggio on the road, o se fossi esaltata perché la meta l’avevo scelta io. Fatto sta che Praga mi stese. Aveva ragione il mio Jepka (o Grepka, come lo chiamavano in TV): il paragone con Firenze era palese. Non nell’architettura, e nemmeno nelle dimensioni. Ma per la bellezza assoluta e l’atmosfera magica che si respira, quello sì. Ed io me ne innamorai, stavolta consapevolmente, all’istante. C’era un unico problema: come puoi conoscere una città così ricca e complessa in pochi giorni? Semplice, non puoi. Avevo bisogno di più tempo, ed incominciai a riflettere su come trovarlo.

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Il primo incontro - agosto 2000

Quello che successe negli anni a venire sul fronte Fiorentina lasciamolo stare: Řepka venne mandato via a calci per fare cassa, così come il resto dei migliori della rosa, eppure nemmeno questo evitò il fallimento. Fu proprio dal nuovo inizio in C2 che cominciai ad andare regolarmente allo stadio, ma questa è un’altra storia. Di certo c’è che quel calciatore che così inconsapevolmente aveva segnato la mia vita non riuscii mai ad incontrarlo, e quasi 20 dopo inseguo ancora questo traguardo.

Più si avvicinava l’ora di lasciare le superiori, più mi era chiaro cosa ne sarebbe stato di me: avrei studiato a Firenze ovviamente, alla facoltà di lingue, altrettanto ovviamente. Anche se venivo da un liceo scientifico, l’inglese era da sempre la mia materia preferita, e me la cavavo piuttosto bene. Avevo fatto in contemporanea anche francese, lingua che però mi aveva stancato. Quindi perché non il ceco da affiancare all’inglese? Inutile dire che le “proteste” di genitori e parenti per questa mia scelta (“che lo fai a fare, è inutile“) le ho rispedite tutte al mittente. Anzi, non fecero altro che rafforzare la mia idea: avrei studiato ceco e sarei andata in Erasmus a Praga, punto. E così è stato.

Nel frattempo, credo fosse all’incirca metà 2004, su un forum di tifosi viola in giro per il mondo al quale mi ero iscritta, spuntò un ragazzo dal nome “sospetto”: Pavel. Mmmmmmm, questo è ceco, sicuro. Aveva creato un suo sito sulla Fiorentina, ed aveva cominciato a studicchiare l’italiano per cercare di carpire qualche informazione dalla rete. Mi offrii di dargli una mano, e di girargli le foto che scattavo allo stadio. Così cominciammo a sentirci non più solo sul forum, ma anche per mail. Dalla mail passammo poi alle chat di Yahoo e MSN (dio, se mi sento vecchia), grandi chiacchierate virtuali fino a notte fonda.

A rafforzare il legame, il caso volle che la Fiorentina acquistasse un altro difensore centrale ceco, tale Tomáš Ujfaluši, che (che ve lo dico a fà) nel giro di 2 secondi netti diventò il mio preferito. Con base a Firenze e più consapevolezza nei miei mezzi, dopo circa un anno dal suo arrivo andai a presentarmi e gli parlai di Pavel e del suo nuovo sito, fatto per me, esclusivamente dedicato a lui. Ufo apprezzò, e molto, tanto che ogni qual volta andavo agli allenamenti con le amiche (=quasi tutti i giorni) mi salutava e si fermava a fare due chiacchiere. Il connubio Celeste/cechi finalmente aveva preso a funzionare.

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Un post partita decisamente soddisfacente

Tutto questo per arrivare al 12 febbraio 2007, il giorno della partenza per l’Erasmus. Sarei rimasta a Praga 5 mesi, unica della mia università. Per aiutarmi con le valigie, e come supporto psicologico, si unirono nel viaggio mamma e nonna. E grazie al cielo: arrivate a Fiumicino, scoprimmo che il volo era stato soppresso. Nessuno che sapesse dirci come e perchè. Io al telefono con Pavel in lacrime, mia mamma disperata, la nonna l’unica lucida e capace di imbarcarci su un volo della ČSA per farci arrivare a Praga. Non la ringrazierò mai abbastanza.
Arrivate al mio kolej (dormitorio) in culo ai lupi, con mille valigie e sotto il diluvio, i tizi se ne uscirono col fatto di volere il pagamento anticipato del primo mese. Ovviamente non accettavano euro, e non avevano un cacchio di POS. Noi di corone in tasca nemmeno a parlarne. Non vi dico la tragedia, vera, per trovare un bancomat di notte, in mezzo al nulla, in un mondo sconosciuto, stanche morte.

Insomma, a quel primo ncontro con Pavel io ci arrivai non esattamente in perfetta forma. O forse sì, visto che da allora non ci siamo più lasciati.
Non per lunghi periodi almeno: finiti i 5 mesi, durante i quali riuscii a dare i 2 esami come programmato e migliorare il mio ceco, oltre che a fare nuove e bellissime amicizie (ciao Debbi ciao), esplorare un po’ la Repubblica Ceca e fare un paio di visite a sorpresa ad Ufo, abbiamo vissuto lontano per i successivi 3 anni. Non so come, ma riuscivamo a vederci quasi con cadenza mensile, anche se per pochissimi giorni. Era più il tempo che passavo a piangere, che quello in cui stavamo insieme. Fino ad arrivare al momento di prendere una decisione inevitabile, che ha visto Pavel trasferirsi in Toscana. Più passa il tempo e più mi convinco che sarebbe stato meglio l’opposto, ma tant’è…

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Salute a noi <3

Nonostante ci sia tornata mille volte più di quante, in quell’agosto del 2000, avrei mai potuto sognare e sperare, Praga ancora non mi ha ancora “stancato”. Saranno i ricordi stupendi ed indelebili legati a quei 5 mesi, ma ogni volta che la vado a trovare, la amo un pochino di più. Mi sorprende un pochino di più. Non sempre in positivo, quello no. Ed essere stata spettatrice e testimone degli enormi cambiamenti che ha subito nel corso di questi 18 anni, me ne fa sentire parte. È un pezzo della Celeste di oggi e spero, con le mie parole e questo mio piccolo blog, di averle reso in parte quello che lei ha dato a me.

Se siete arrivati fin qui, leggendo tutto sto papiro o semplicemente saltando fino ai titoli di coda, vi ringrazio. Sentivo la necessità di scrivere questo post a mano libera, e semplicemente spiegare la mia travolgente passione per una terra splendida, da dove viene quella pressante necessità di parlarne e condividerne tutte le sfaccettature. Volevo farlo senza dilungarmi troppo (oops), senza cadere nel sentimentale o nel lagnoso. Credo di esserci riuscita, e di aver “confezionato” la mia storia nel modo più giusto.
In fondo, non è mica da tutti far nascere da una passione l’amore di una vita. 

  1. Una delle più belle dichiarazioni d’amore, che ho letto nella mia vita. Perché questa è davvero una dichiarazione, ma di quelle che durano per sempre. Non avevo idea, Celeste, che il tuo rapporto con la Repubblica Ceca fosse così profondo e….antico? Ora, aspetta! Non far la grulla che mi lanci il cazziatone (stile anziana in chiesa a genitori disgraziati). Non intendo dire che tu sei antica-vecchia-vintage. Altrimenti io che sarei? Intendo dire che non avevo la più pallida idea, che tutto fosse iniziato ancor prima di Pavel (si, con quel nome era sicuramente ceco, ahahahahahah…troppo forte), quando eri solo una bambina.
    Lasciami dire che sei un concentrato di sorprese, che ho amato alla follia questo post, che mi hai fatta ridere col singhiozzo e pure piangere perché, senza voler essere mielosa (come non lo sei stata tu), una cosa l’ho pensata per tutto il tempo: siete davvero due metà che si cercavano. Tu e Pavel, tu e la Repubblica Ceca, Pavel e l’Italia. Veramente impressionante….
    NOTA: nessuncalciatoreèstatomolestatonéstalkerizzatodurantelastesuradiquestopost. Prima si, però…
    Bacioni,
    Claudia B.

    1. Claudia, sai benissimo quanto ci tenga al tuo parere, e quello che dici non può che farmi piacere perchè sento di aver proprio centrato il punto. Sono contenta di non averlo fatto in modo melenso, ho cercato di ridurre al massimo termini e parole superflue per andare dritta al punto.
      Eh sì, Pavel non è che una “conseguenza” di una fissa nata moooolto prima di conoscerlo. Credo lo sapesse, ma se non lo sapeva, adesso ne è consapevole xD
      Cosa deve sopportare povero… però io nel destino ci credo, e credo anche che se, nonostante la lontananza ci siamo trovati, doveva essere così. Grazie ancora, un abbraccio

      PS: io li ho taggati entrambi i “molestati”, sia mai che col primo finalmente riesca a mettermi in contatto. Mica mollo xD

  2. Celeste è bellissimo questo post, letto tutto d’un fiato 😍 le storie d’amore con i luoghi sono sempre bellissime, se ci sono anche persone di mezzo ancora di più!

    1. Veronica ti ringrazio tanto per le tue parole.
      Eh sì, diciamo che la mia per essere veramente completa doveva forzatamente includere anche le persone, e lo metto al plurale perchè ormai anche i miei migliori amici sono cechi.
      Grazie di essere passata, un bacione!

  3. Oddio che storia meravigliosa che hai (e che avete)! Praga era proprio nel tuo destino culturale e personale *_*
    A parte le risate ti confesso che mi hai fatto anche commuovere e non è una cosa semplicissima eh! 😉
    I nomi dei calciatori che hai citato li ricordo tutti perché sono una vecchiazza (ma non come quella della chiesa 😀 )
    Buon SanValentino ragazzi, di cuore!
    PS: il giorno del tuo matrimonio secondo me dovresti vestirti di viola, nel tuo caso porterebbe un sacco ma un sacco di bene! 😉

    1. Daniela, sappi che sta cosa che ti ho fatto commuovere mi segnerà a vita. Io non volevooo, ho cercato di essere il più “leggera” possibile. Ma mi fa piacere, perché significa che ho colto nel segno e ho trasmesso quello che Praga significa per me.
      Buon San Valentino anche a voi Orsetti!!
      E grazie davvero per le tue parole <3

      (PS: non credo ci sposeremo mai, comunque di viola ci ho fatto anche la copertina della tesi, con tutti che mi guardavano straniti xD)

  4. Celeste, che storia romantica!! Mi è sembrato di leggere un libro! Ovviamente non conoscevo tutti questi dettagli ed ora capisco benissimo l’amore speciale che ti lega a Praga <3
    Vedo che la sfiga in quanto a voli cancellati/in ritardo/problemi durante il viaggio ti perseguita fin dalla tenera età, ma questi dai, sono piccoli dettagli! Eheheheh 🙂

    1. Sono sollevata dal fatto che a risaltare sia il lato più romantico e non quello psicolabile della sottoscritta!! Credo che nessuno tranne me li conoscesse, forse in parte Pavel, e ora mi sento un po’ più leggera, lo ammetto…
      Sisisi la sfiga dei voli mi ha sempre accompagnato, andiamo a braccetto ormai…
      Bea grazie di essere passata, e per le tue belle parole. Un bacione!

  5. Che bella che sei Celeste. Mi sembra molto chiaro che sei una brava ragazza e ti dico grazio per averci fatto entrare nella tua vita. Non sapevo avessi fatto l’Erasmus a Praga, città che trovo bellissima. E ti dirò che io amo tantissimo Firenze. Spero di tornarci presto. Ti abbraccio forte.
    Tizi

    1. Tiziana, ti ringrazio di cuore per le tue bellissime parole. Praga non solo è bellissima, ma se glielo permetti, ti entra proprio dentro.
      Quando ricapiti a Firenze, mi raccomando fammi sapere, che se possibile sarebbe bello vedersi. Un bacione, e grazie ancora!

  6. Sai che mi chiedevo in effetti come fossi finita a Praga e come da qui fossi tornata a Firenze? Sapevo che era “colpa” dell’amore e dell’incontro con Pavel, ma non sapevo come fosse successo. Noooooo non sono per niente curiosa 😉 Scherzi a parte, mi piace scoprire la storie delle persone e questa storia è bellissima e anche insolita, nel senso che non avrei mai più immaginato un ruolo così importante del calcio.
    La scena del primo tempo in chiesa mi ha fatto morire 😂

    1. Ehhh Silvia, diciamo che quando è arrivata l’ora di fare una scelta, ho forse pensato troppo agli altri che a noi. Sono figlia unica, e genitori e nonne sono legate a me abbastanza morbosamente. Ancora mi sento in colpa nei confronti di Pavel, che ama l’Italia ma che lavorativamente parlando ha avuto un problema dietro l’altro, come la sottoscritta d’altra parte. Ma nella vita mai dire mai, no? In fondo una casa ad un centinaio di chilometri da Praga ce l’avremo sempre!
      Eh si, non so se sia colpa del calcio o del fatto che quando io mi appassiono davvero a qualcosa, ci esco di testa xD
      Sai che quando mia mamma me lo racconta ancora, sono profondamente offesa dalla vecchietta? È stata un’uscita geniale, sù!!!
      Grazie del tuo commento carinissimo Silvia, un bacione!

  7. Repka lo visto giocare dal vivo nel 2000 al Delle Alpi in un Toro – Viola 1-0, una delle migliori partite nel peggior periodo storico granata, altalena tra A e B perenni, giocatori orribili e presidenti grotteschi… Il mio tifo per la serie A era tutto viola, grandissimi giocatori, Batigol, Edmundo (un attaccante fantastico) Balbo, Rui Costa, Mijatović… Squadra bellissima e Repka mi ricordava la cattiveria di Pasquale “O’Animale” Bruno, veramente uno dei difensori più forti passati in Italia.
    Bellissima storia, bravi ragazzi 😊 Fondamentalmente sono un romantico, magari prima o poi vi racconto di come per amore, un anno, convinsi Silvia a fare l’abbonamento in Curva Maratona 😁
    Buona serata!

    1. In quel periodo le partite le guardavo tutte al bar del paese, il preludio alla fine…
      Quella era davvero una signora squadra, e pensare che non abbia vinto altro che una misera Coppa Italia mi convince spesso che non vinceremo mai un altro scudetto da qui alla fine del mondo. (Edmundo gran giocatore sì, ma se potessi lo prenderei a sprangate nei denti anche dopo tutto questo tempo). Repka era cattivo, ma con classe dai xD Quei difensori vecchio stampo che ormai non si vedono più. E dire che avrei preferito rimanere con quell’immagine “romantica” che avevo di lui, da quando è sui social mi sta crollando un mito vero…
      Io la storia di Silvia in Curva però voglio saperla…. magari un altro tuo post a tema calcio?? SILVIA MI SENTI???
      Grazie del tuo commento, davvero super apprezzato! Buona giornata prigioniero 😉

      1. Per prima cosa mi scuso, ma ogni tanto il mio analfabetismo (dis)funzionale viene fuori in tutta la sua potenza😁 LO visto… Silvia mi sta prendendo per il sedere da tre giorni🤨
        Forse c’è una speranza per un post a tema calcistico, vediamo se me lo lascia scrivere 😊

        1. Ahahahahahha ma sai che non c’avevo nemmeno fatto caso??? Sono un po’ stordita… comunque può succede dai 😉 Aspetto con ansia il post, SILVIA LASCIAGLIELO SCRIVERE!!!

  8. Incredibile Celeste! Sembra proprio che Praga dovesse incrociare il tuo destino fin da piccolissima.. un’attrazione fatale per una città che doveva diventare parte della tua vita in molti sensi a tutti i costi. Un po’ il fato, un po’ la tua sana ostinazione ti hanno consentito di raggiungere la città e tornarci più e più volte, arricchita di esperienze e di Pavel. La vita è davvero sorprendente a volte 🙂

    1. Sono convintissima che Praga fosse nel mio destino, era già scritto da qualche parte, non può essere altrimenti! E diciamo che ho trovato il modo di assicurarmi di tornarci appena possibile, il “modo” più dolce che potevo scovare in effetti…
      Grazie di essere passata Roberta, un bacione!

  9. Che bello Celeste, una vera e propria storia d’amore nei confronti della città, nei confronti di Pavel… una dolcezza infinita che mi ha generato grande commozione! Sono felice tu abbia condiviso qui questi ricordi così belli, sentiti. <3

    1. Lucrezia, che carina che sei! Ti ringrazio tanto per questo tuo commento. Sentivo il bisogno di condividere certi dettagli della mia vita, me li ero tenuti dentro per troppi anni. Un piccolo sfogo, ed un ricordo indelebile <3
      Un bacione, e grazie di essere passata!

  10. Che bella storia!!! Davvero commovente. Sono così felice per te, e per Pavel. Diverse volte i viaggi ci portano a conoscere persone inaspettate, per qualcuno il viaggio è solo un mezzo della propria passione, come nel tuo caso, per altri è esso stesso la passione. Mai avrei immaginato questa relazione Firenze- Praga, soprattutto in ambito calcistico XD. Ad ogni modo è davvero una storia emozionante, Praga è davvero bella e magica, e tu sei davvero fortunata, come lo è Pavel. Anche se sai che non si tratta solo di fortuna. Chissà, se non ti fossi intestardita a studiare il ceco forse tante cose non sarebbero successe. Forse l’hai sentito in anticipo. Continua così e segui quello che senti, a volte la magia accade. Ho detto forse continua? Intendevo continuate! 🙂 Siete bellissimi!!

    1. Stefi io ti avrò fatto commuovere, ma ti assicuro che con il tuo commento hai fatto lo stesso con me. Grazie, grazie di cuore per le tue bellissime parole. Io sono testarda, ma riesco seriamente a farmi “rispettare” solo quando ci tengo allo sfinimento. In quel caso ci tenevo e ci credevo, e quello che è successo mi ha dato ragione. Non voglio nemmeno immaginarmi, Pavel o non Pavel, cosa sarebbe stata la mia vita senza l’arricchimento di un’esperienza come l’Erasmus, e della conoscenza profonda di una città come Praga. Eravamo fatte l’una per l’altra <3
      Grazie ancora, anche da parte dell'orso che mi sta a fianco 😀 Un bacione

  11. Bellissima questa “doppia” storia d’amore, mi sono emozionata leggendo questo post ❤
    Ora capisco come mai sei così profondamente legata alla Repubblica Ceca.
    È davvero bello che tu ne abbia parlato qui sul blog, un modo dolce per farci entrare nel tuo mondo e farci conoscere qualcosa in più.
    Un bacione!

    1. Silvia ti ringrazio per le tue parole <3
      Sentivo il bisogno di spiegare questo legame, altrimenti potevo venire scambiata per una pazza... non che così abbia migliorato la mia situazione, anzi!!!
      Ti mando un bacione, grazie ancora :*

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