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Cosa vedere a Siviglia in un fine settimana – il nostro itinerario

10/03/2018

Spero che il titolo di questo articolo non lasci sottintendere che bastino 2 giorni per vedere Siviglia. Perché non è assolutamente così.
Certamente ognuno ha i propri interessi, e magari ciò che io avevo inserito nel mio programma, per il vostro non lo avreste preso nemmeno in considerazione; ciò non cambia il fatto che la città andalusa possegga uno dei centri storici più estesi d’Europa, e che probabilmente un giorno in più ci avrebbe permesso di chiudere il cerchio. Dal quale sono rimasti sconsolatamente fuori Casa de Pilatos, l’Hopital de los VenerablesAlameda de Hércules, la Basilica de la Macarena e il Parque de Maria Luisa.

Nonostante le numerose “defezioni”, siamo comunque riusciti a macinare 35km in un misero fine settimana… Portatevi quindi dietro il paio di scarpe più comodo che avete, se volete seguire questo mio itinerario rigorosamente a piedi!

Cosa vedere a Siviglia: la Real Fábrica de Tabacos

Avendo come punto di partenza l’hotel Alcázar, abbiamo deciso di cominciare ad esplorare Siviglia da uno degli edifici che, nel passato, ha rappresentato la grandezza economica della città: la Real Fábrica de Tabacos.
Il maestoso palazzo è stata la prima fabbrica di tabacco in Europa (1750), e senza dubbio l’edificio industriale più importante di Spagna del XVIII secolo. Il tabacco, questo sconosciuto. Eh già, è solo grazie alle colonie americane, con le quali Siviglia inizialmente aveva il monopolio commerciale, che gli europei vennero a conoscenza della sua esistenza.
Oggi la ex fabbrica è sede del rettorato dell’università, oltre ad ospitare alcune delle sue facoltà. L’entrata è libera, e la consiglio anche solo per osservare i dettagli del suo gliorioso passato industriale, ben evidenti già dagli stessi cortili interni.

Ingresso: entrata gratuita.
Orari: da lunedì a venerdì dalle 8 alle 21, il sabato dalle 8 alle 14, mentre la domenica le sue porte sono chiuse. Sono possibili anche visite guidate su richiesta

Cosa vedere a Siviglia: la Cattedrale e la Giralda

La nostra seconda tappa è stata una delle più attese: la Cattedrale di Siviglia, la terza chiesa cristiana più grande al mondo. Per lasciar spazio alla sua costruzione, iniziata nel 1401, venne abbattuta la pre-esistente moschea maggiore, della quale rimangono solo lo splendido Patio de los Naranjos e la torre campanaria, la celeberrima Giralda
L’interno della cattedrale è indescrivibile per la ricchezza dei dettagli e delle finiture, nonché per i molteplici stili utilizzati. L’altare in particolar modo mi ha lasciato di sasso, anche se l’attrazione più gettonata è senza dubbio la presunta tomba di Cristoforo Colombo (o, detta alla spagnola, Cristóbal Colón).

Che dire poi della Giralda? La vista che si gode dalla terrazza, a 70 metri di altezza, ripaga della fatica di doversi trascinare per ben 35 rampe. No, non di scale. Rampe rampe. Nell’antichità infatti i Muezzin raggiungevano la cima a cavallo, cosa che non sarebbe stata possibile con i classici scalini. Chiamali scemi!

Ingresso: il complesso patrimonio UNESCO ha un costo di 9€. Nonostante fosse febbraio, arrivando una mezz’ora prima dell’apertura, c’era già una discreta fila, che però è scorsa davvero velocemente; se avete paura di perdere troppo tempo, è possibile acquistare i biglietti online.
Orari: la Cattedrale è aperta il lunedì dalle 11 alle 15.30, dal martedì al sabato dalle 11 alle 17, la domenica dalle 14.30 alle 18.

Cosa vedere a Siviglia: Plaza de Toros

Nel mio caso, il “cosa vedere” è puramente teorico. 
Nonostante ben consapevoli di quanto le corride siano radicate nella cultura andalusa (e come dimenticarsene, viste anche le teste impagliate dei poveri tori appese in moltissimi ristoranti del centro), non abbiamo comunque voluto alimentare l’interesse per questa “pratica” nemmeno visitando il museo e l’arena. La costruzione in sé è senz’altro molto caratteristica, ma per ulteriori informazioni non posso che rimandarvi al sito ufficiale.

Cosa vedere a Siviglia: il Monasterio de Santa María de las Cuevas (o Monasterio de la Cartuja)

Un bel po’ dei 35km percorsi se ne sono andati nel tragitto per raggiungere la Isla de la Cartuja ed il suo omonimo monastero, oggi sede del centro andaluso di arte contemporanea e teatro di concerti all’aria aperta. 

La storia del monastero è senza dubbio degna di nota: costruito nel luogo dove, secondo leggenda, fu trovata sepolta un’immagine della Vergine, l’edificio ospitò Cristoforo Colombo prima del suo secondo viaggio, per poi conservarne le spoglie per qualche decennio; durante l’invasione napoleonica venne usato come accampamento dalle truppe francesi, venne rioccupato dai monaci ed infine acquistato da un industriale inglese, che vi stabilì una famosa fabbrica di porcellana ed azulejos, attiva fino agli anni ’80 del secolo scorso. Nel 1992, l’isola fu sede dell’Expo, scelta per celebrare i 500 anni dalla prima spedizione di Colombo. 

Insomma, il monastero ne ha viste davvero tante, e continua a vederne! Interessanti l’interno e le esposizioni d’arte moderna, splendide le pareti ricoperte di azulejos. Surreale assistere ad un festival di musica rock in un sabato pomeriggio di febbraio quasi primaverile, dove il pubblico principale era composto da famiglie con bambini piccoli!

Ingresso: a seconda della visita che si intende fare, il costo del biglietto va da 1,80€ a 3,00€.
Orari: il lunedì il complesso è chiuso, mentre da martedì a sabato osserva l’orario 11-21, domenica e festivi 10-15.30. Il sabato l’entrata è gratuita. Più info sul sito ufficiale.

Cosa vedere a Siviglia : Metropol Parasol (o Las Setas)

Una delle costruzioni più controverse di Siviglia è l’enorme struttura in legno del Metropol Parasol, che i locali chiamano comunemente Las Setas, vista la somiglianza con dei funghi giganti. Terminata nel 2011, offre una visuale unica sulla parte più antica della città. Molto amata dai visitatori, meno dai sivigliani, a me ha lasciato un gusto dolce/amaro… niente da dire sul panorama, ma la struttura mi ha colpito molto più dal basso che dall’alto.
Visto l’ingresso molto economico, che comprende anche la visita al museo archeologico situato all’ingresso, rimane a mio avviso comunque imperdibile, anche perché la zona pedonale circostante è davvero bella.

Ingresso: 3,00€.
Orari: da domenica a giovedì dalle 10 alle 23, venerdì e sabato dalle 10 alle 23.30. Ulteriori informazioni sul sito ufficiale.

Cosa vedere a Siviglia: Plaza Nueva e Avenida de la Constitución 

Plaza Nueva è l’elegante cuore amministrativo della città ed è qui che ha sede il municipio. Al suo centro svetta la statua equestre di re Fernando III di Castiglia.
La piazza è collegata alla cattedrale da una delle vie più importanti e trafficate, Avenida de la Constitución. Vi consiglio di attraversarla così come abbiamo fatto noi, ovvero con il naso all’insù: gli edifici che la popolano sono davvero splendidi, primo su tutti quello de La Adriática, in stile neomudéjar.

Cosa vedere a Siviglia: Barrio de Santa Cruz

Se qualcuno mi chiedesse cosa mi è piaciuto di più in tutta Siviglia, non ci penserei due volte: il Barrio de Santa Cruz. L’abbiamo attraversato in continuazione per arrivare in centro dal nostro albergo, ed ogni volta mi sentivo come dentro ad un coloratissimo labirinto. Già, perchè i vicoli del quartiere sono strettissimi, e sembra quasi che siano tutti senza sbocco finché non ci si trova davanti, quasi a sorpresa, la viuzza successiva. La cosa incredibile è che il “labirinto”, una delle antiche juderie (quartieri ebraici) più grandi di Spagna, nasconda delle bellissime piazzette popolate da arance ed azulejos. E non dimenticatevi di cercare la Calle de los Besos, ovvero Calle Reinoso; volete tirare ad indovinare perché si chiama così?
Il barrio è anche famoso per ospitare moltissimi localini e ristoranti tipici, dove noi ci siamo ritrovati spesso a mangiare.

Cosa vedere a Siviglia: il Real Alcázar 

La domenica si è aperta con una delle ragioni, se non LA ragione, per cui volevo assolutamente visitare Siviglia da tantissimo tempo: ammirare con i miei occhi il suo Alcázar. Proprio come per la cattedrale, ad abbagliarmi è stata la mescolanza di stili, anche se quello mudéjar non ha davvero rivali. Vorrei potervi mostrare immagini delle stanze che si snodano intorno al Patio de las Donzellas, il patio reso celebre dalla serie TV Game of Thrones, ma non sono stata in grado ti tirare fuori nulla di decente. Persino i soffitti sono i più belli che abbia mai visto! E se gli interni sono da togliere il fiato, lo stesso si può dire degli immensi giardini: palme infinite, pavoni, fontane, azulejos, persino un labirinto (dove, sorpresa sorpresa, sono riuscita a perdermi).

Ingresso: 11,50€. Per paura di perdere troppo tempo in coda, avevamo acquistato i biglietti online prima della partenza (c’è da aggiungere 1€ a persona per i diritti di vendita). Siamo entrati all’ora di apertura e non c’era praticamente nessuno, ma alla nostra uscita un paio d’ore dopo, la fila era infinita.
Orari: da ottobre a marzo dalle 9.30 alle 17, da aprile a settembre dalle 9.30 alle 19.

Cosa vedere a Siviglia: Archivo General de Indias 

Insieme alla cattedrale e all’Alcázar, l’Archivio Generale delle Indie fa parte del patrimonio UNESCO di Siviglia. 
Avevo già anticipato che la città deteneva il monopolio commerciale con le Americhe subito dopo la loro scoperta, e l’edificio venne costruito per ospitare la Casa de Contratación, ovvero il luogo nel quale venivano controllati i commerci tra Indie e penisola iberica. Quando le contrattazioni vennero spostate per comodità a Cádiz, la costruzione venne adibita a riunire tutti i documenti riguardanti l’impero spagnolo ed i suoi commerci.
Al suo interno in realtà non è possibile consultare documenti, ma c’è un’interessantissima esposizione sull’importanza che il fiume Guadalquivir ha avuto per la nascita e lo sviluppo economico della città. Personalmente, l’ho apprezzata tantissimo, senza considerare che l’edificio è davvero splendido.

Ingresso: l’entrata è gratuita.
Orari: da martedì a sabato dalle 9.30 alle 17, domenica dalle 10 alle 14. Ulteriori informazioni sul sito ufficiale.

Cosa vedere a Siviglia: la Torre del Oro

Avevo dato per scontato che l’unica cosa che la Torre del Oro potesse offrire fosse una bellissima vista sul fiume e sul centro città. Mi era completamente sfuggito che ospitasse il piccolo ma interessantissimo e ricchissimo museo navale di Siviglia! D’altra parte, la torre ha sempre custodito oggetti di grande valore: i beni importati dalle colonie venivano depositati tra le sue mura, prima di raggiungere la destinazione finale. Nonostante i vari restauri, la funzione difensiva è tutt’oggi chiarissima: i suoi 12 lati permettevano infatti di controllare l’accesso alla città da ogni direzione possibile.

Ingresso: 3,00€.
Orari: da lunedì a venerdì dalle 9.30 alle 19, sabato e domenica  dalle 10.30 alle 19. Ulteriori informazioni sul sito ufficiale.

Cosa vedere a Siviglia: il barrio de Triana

Purtroppo non abbiamo avuto tempo di visitare il celebre quartiere sivigliano come avremmo voluto. Ce lo siamo goduti, se così si può dire, soprattutto dalla riva opposta del Guadalquivir, il luogo ideale per ammirare i colori brillanti di Calle Betis, famosa per i suoi locali e ristoranti. Del suo mercato vi ho già parlato, delle sue viuzze e delle sue chiese vorrei potervi dire qualcosa in più.
Il barrio ha dato i natali ai più importanti toreri, ballerini di flamenco, ceramisti e marinai della città, e continua tutt’oggi ha “produrre” talenti di primo piano.

Cosa vedere a Siviglia: Plaza de España

Abbiamo chiuso la nostra brevissima avventura andalusa perdendoci in una delle piazze più belle che abbia mai visto, se non la più bella in assoluto: Plaza de España.
Non saprei quantificare il tempo passato sulle sue panchine, sotto i suoi archi, affacciati ai suoi balconi. Tre ore come minimo. Eppure non credo che siano state sufficienti.
Il primo impatto è stato strano, e mi ci è voluto un po’ per “abituarmi” a tanta grandezza, tanta magnificienza. Poi ho cominciato ad analizzare dettaglio dopo dettaglio, perdendomi nelle splendide ceramiche raffiguranti, in ordine rigorosamente alfabetico, le provincie spagnole. Dei capolavori.

L’enorme complesso, facente parte del Parque de María Luisa, venne costruito nel 1928 per l’Esposizione Iberoamericana dell’anno successivo. Nulla fu lasciato al caso: la forma semicircolare simboleggia l’abbraccio della Spagna e delle sue allora colonie, i ponti rappresentano i quattro antichi regni iberici, l’esposizione verso il fiume Guadalquivir indica la strada per le Americhe.
L’atmosfera della piazza è resa ancora più speciale dalle ballerine di flamenco che si esibiscono per i turisti curiosi sotto alle arcate centrali. Insomma, descriverla come merita è quasi impossibile, quindi, se non siete ancora stati a Siviglia, correte a prenotare un volo!!

Ingresso: gratuito
Orari: non fate il nostro stesso errore e non fidatevi di Google. Volevamo vedere la piazza di notte, convinti che fosse un luogo accessibile a tutte le ore. Sbagliato! In inverno gli enormi cancelli sono aperti dalle 10 alle 20, mentre in estate allungano fino alle 22.

  1. Beh devo ammettere che dalle tue foto scopro delle architetture meravigliose, che colori! Tra l’altro stavo riflettendo sul fatto che un doveroso omaggio alla tomba del nostro patrono viaggiatore prima o poi lo dovrò fare anche io 😉
    A me è il caldo che mi uccide, ho sempre associato Spagna=caldo torrido…ma sicuramente farò come hai fatto tu evitando Siviglia in estate! No importa se trovo il tempaccio 😛

    1. Non potrei immaginare Siviglia col tempaccio. Come te, ho sempre associato l’Andalusia al caldo torrido, e pensare di aver cenato fuori a febbraio mi fa ancora stranissimo quando ci penso. Di certo a luglio/agosto non ci andrei, forse nemmeno se mi regalassero il biglietto come in questo caso!
      Cristoforo Colombo è un po’ ovunque, ma si dice che in realtà potrebbe non essere lì e la tomba sia solo “pubblicità”. Io comunque da ora in poi affermerò che era proprio lui eh, vuoi mettere?
      Un bacio Orsa, buona settimana!

    1. Sai che faccio fatica ad immaginarmi quella piazza senza il Metropol Parasol? Ho letto che l’hanno costruito proprio perché era una zona abbastanza degradata.
      Il Barrio de Santa Cruz invece è qualcosa di speciale <3
      Buona settimana anche a te, un bacione!

  2. Nonostante le varie sortite in quel di Siviglia, non abbiamo mai visitato il Monasterio de la Cartuja e l’Archivio delle Indie… E niente, dovremo tornare un’altra volta!! 😀
    Che magia Sevilla nei giardini dell’Alcazar ci passerei i pomeriggi interi! 😍

    1. Dico la verità, al Monasterio de la Cartuja volevo assolutamente andare per la parete di azulejos, mai avrei immaginato di trovarmi in un simile contesto! È stata davvero una splendida esperienza.
      E l’archivio, anche se i documenti non sono consultabili, è davvero interessante.
      Coi giardini nemmeno comincio, altrimenti potrei non finire più!! Credo che occorrerebbe una settimana per vederli bene come meritano <3
      Grazie di essere passati, buon fine settimana!

  3. Direi 35 km ben spesi! Condivido con te, purtroppo Siviglia in un due giorni la si assaggia solo, ma è comunque un pasto succulento. Personalmente vorrei poter tornare, perché mi manca un sacco da vedere! Voi siete stati davvero bravi ad inserire tante tappe, visitate anche in modo approfondito.
    L’Andalusia è una terra straordinaria, così ricca con la sua commistione di stili e culture 😊.
    Buona domenica Celeste!
    Claudia B.

    1. Adesso ti dico di sì, ben spesi, ma lì per lì ti giuro che volevamo soltanto accasciarci su una panchina di Plaza de España e non rialzarci più xD però non posso che ritenermi soddisfatta, è stata una grossa sfacchinata che mi ha ricordato che un fine settimana va giusto bene per città più piccole (e prenotarono per un’altra capitale)… comunque spero di riuscire a vedere il resto, c’è Granada che con Cordoba mi stanno mandando dei segnali… anche per colpa tua si intende!! Baciotti Claudia!

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