La prima volta in Lituania: cosa vedere a Vilnius e Trakai

Il ponte di Pasqua per noi è una vera e propria istituzione, una boccata d’aria fresca che ci permette di staccare la spina per un paio di giorni e rifugiarci in qualche angolo d’Europa, possibilmente non preso ancora di mira dal turismo di massa. Nel 2016, forse per la prima volta, abbiamo deciso di passarlo in una capitale poco affollata ed ancora poco conosciuta, ma non per questo priva di fascino: Vilnius.

Diario di viaggio: alla scoperta del centro di Vilnius

Partiamo il venerdì sera con volo Wizzair da Roma Fiumicino, atterrando alle 00.30 ora locale (la Lituania è un’ora avanti rispetto all’Italia). Poichè i mezzi pubblici che collegano il centro città all’aeroporto circolano fino alle 22 circa, optiamo per un taxi, che al costo di 15€ ci porta al nostro hotel, il City Hotels Rudninkai. Dove troviamo subito una graditissima sorpresa: camera molto più grande del previsto, con cucina e divano, molto colorata e comoda; il tutto situato a metà strada tra la stazione dei treni e la Piazza della Cattedrale (Katedros varpinė), che scopriremo distare un quarto d’ora circa a piedi.

Il sabato mattina ce la prendiamo comoda, già decisi a cominciare la scoperta della città percorrendo la strada che dall’hotel conduce alla Cattedrale; zona che, a prima vista, sembra davvero ricchissima di punti di interesse. In ordine troviamo:

– La Chiesa di Ognissanti (Visų Šventųjų bažnyčia) che si rivelerà essere la prima di un’infinità di edifici religiosi;

– il monumento a Zemach Shabad, che è stato una figura importantissima della comunità ebraica locale. L’aerea circostante l’hotel faceva parte di quello che veniva definito il “grande ghetto”, di cui rimane praticamente soltanto la grande sinagoga;

– il municipio (Vilniaus rotušė), un edificio in stile neoclassico dove troviamo il primo ufficio turistico, pieno di mappe e brochure di ogni tipo. Nella piazza antistante, dalla strana forma triangolare, è stato allestito un megaschermo per il Vilnius International Film Festival, uno degli eventi culturali più importanti dell’anno;

– la chiesa ortodossa di San Nicola (Šv. Nikolajaus cerkvė)​, una delle più antiche della città del suo genere ma ricostruita più di una volta nel corso dei secoli;

– l’università di Vilnius, una delle più antiche e famose d’Europa. Oltre alle varie facoltà ed al cortile, include anche la basilica e il campanile di San Giorgio (Šv. Jono Krikštytojo)​, dal quale si dovrebbe godere di una bellissima vista sulla città vecchia.

palazzo stile greco municipio vilnius piazza triangolare

A questo punto ci ritroviamo lungo Pilies gatvė, la principale via pedonale, piena di souvenir ed innumerevoli negozi che vendono ambra. Ce n’è davvero per tutti i gusti, anche se la maggior parte degli oggetti esposti sono decisamente proibitivi per le nostre tasche. Proseguiamo diretti alla cattedrale, dedicata ai santi Stanislao e Ladislao, la cui piazza antistante si trova ai piedi della collina della torre di Gedimino. Sulla piazza si affacciano anche la il campanile, distaccato dal resto della chiesa, il palazzo dei Granduchi di Lituania (Nacionalinis muziejus Lietuvos Didžiosios Kunigaikštystės valdovų rūmai), sede del museo nazionale, e la statua dedicata al Granduca Gediminas.

In piazza si trova anche una mattonella sulla quale è impressa una parola speciale: Stebuklas.
Miracolo.
La mattonella segna la fine (o l’inizio) della catena umana di ben 2 milioni di persone che nel 1989 da Tallinn arrivava a Vilnius, come protesta politica pacifica contro l’occupazione sovietica. Piccola curiosità: la mattonella va “scovata”, in nessuna guida viene data un’indicazione precisa su dove si trovi, e se lo chiedete in giro non vi verrà detto. Bisogna aguzzare la vista, ma non è particolarmente difficile capire dov’è.

Dopo le varie foto di rito ed un giretto intorno alla collina di Gedimino, ci dedichiamo subito al museo più importante della città, ovvero il Genocido Auku Muziejus, il museo delle vittime del genocidio. Per farlo, percorriamo la via Gedimino, moderna e con moltissimi negozi, dove però non ci soffermiamo. L’edificio è imponente e si nota subito. Come potrebbe essere altrimenti? Sui mattoni che lo rivestono sono impressi i nomi di molte delle persone che hanno perso la vita durante il regime. L’edificio è stato infatti per oltre 50 anni la sede del KGB, delle prigioni e della polizia segreta russa, utilizzato per un biennio anche dalle SS.

Il museo si sviluppa su 3 piani: al piano terra e al 1 piano è spiegata in ordine cronologico attraverso varie esposizioni tematiche la storia dell’oppressione della Lituania e delle lotte partigiane. Il più angosciante è senz’altro il seminterrato, dove le prigioni sono state mantenute come furono lasciate nel 1991: oltre alle celle, le stanze riservate alle guardie ed il “cortile” per l'”ora d’aria”, troviamo anche la stanza delle torture e delle esecuzioni, sulle cui pareti possono ancora essere visti i fori lasciati dai proiettili.

Sfortunatamente molto simile alla “Terror Haza” di Budapest, che però in qualche modo affronta il tema in modo diverso, questo museo colpisce perchè è stato volutamente lasciato come era ai tempi dell’oppressione. Si esce con un’angoscia pressante che attanaglia lo stomaco. E’ una tappa dolorosa ma imprescindibile per capire la storia di una nazione un tempo gloriosa, che ha sofferto tanto, ma che con grande coraggio è riuscita pian piano a riemergere.

museo delle vittime del genocidio nomi vittime regime su mura esterne

Una volta usciti dal museo, ci soffermiamo sulla piazza antistante (Lukiškių aikštė), che è la più grande di Vilnius e sulla quale si affacciano molti edifici istituzionali; oltre alle dimensioni, l’enorme bandiera con lo stemma cittadino che sventola al centro la rende riconoscibilissima.
Decidiamo di alleggerire un po’ l’atmosfera che aleggia nell’aria dopo la visita al museo, e da buoni gattofili ci dirigiamo al vicino Cat Cafè. Ci accoglie una ragazza molto gentile che parla fluentemente italiano, che ci fa mettere le pattine e ci fa accomodare: al centro della stanza sorge un tiragraffi gigante dotato di tante ceste “ripiene” di bellissimi micioni. Ordiniamo un panino e una birra e nel mentre ci divertiamo a giocare con i nuovi amici pelosi; alcuni sono molto amichevoli, tanto che uno si sistema sulla mia borsa e si addormenta beatamente. Passiamo così un paio d’ore splendide, esperienza da replicare assolutamente!

cat cafe vilnius cataholic

Gambe in spalla, attraversiamo nuovamente il centro in direzione della chiesa di Sant’Anna (Šv. Onos bažnyčia), non prima di essere passati dal palazzo presidenziale per una foto ricordo. La chiesa esternamente è probabilmente una delle più belle che io abbia mai visto: in stile neogotico, fatta di ben 33 tipi di mattone, con le sue 3 torri si staglia imponente insieme all’adiacente chiesa di San Francesco e a degli edifici più piccoli, una volta parte di un monastero benedettino.

La Repubblica di Užupis

Da qui, attraversiamo un ponticino sul fiume Vilnia per entrare nella Repubblica di Užupis: precedentemente quartiere ebraico, durante il regime venne completamente svuotato, e i suoi edifici fatiscenti occupati da senzatetto e prostitute. Negli anni ’90, grazie ai prezzi bassissimi degli appartamenti, cominciarono a trasferirvisi anche artisti ed intellettuali. Nel 1997, per ridare vita ad un quartiere il cui cuore aveva ricominciato a battere, viene ufficialmente fondata la Repubblica indipendente di Užupis. Repubblica a tutti gli effetti, con un proprio presidente, la propria bandiera, il proprio piccolo esercito e soprattutto la propria costituzione, affissa in molteplici lingue lungo uno dei vicoli su dei pannelli a specchio, pare per far riflettere colui che la legge. Inutile dire che ogni punto della costituzione è geniale e segue i principi di libertà d’espressione e di pensiero che stanno alla base della nascita di questa comunità unica al mondo, e che vanta tra i suoi cittadini onorari anche il Dalai Lama.

Vilnius da gustare

E’ ora di cena, e come al solito ci mettiamo in cerca di un locale che serva piatti tipici. Ne avevo già individuato qualcuno in rete, e quello che più ci convince è Forto Dvaras, in pieno centro lungo proprio lungo via Pilies. La fila che c’è per entrare smaltisce in fretta, e quello che pensavamo essere un locale di dimensioni medie si rivela in realtà enorme! La cameriera ci fa accomodare al piano sotterraneo, che è come scavato nella pietra ed è molto suggestivo; opto per un piatto di cui non ricordo il nome, ma che è assolutamente divino e super pesante! Accompagnamo il tutto con la birra lituana, scegliendo un po’ a caso la Švyturys Baltas, e sorpresa! Posso dire senza ombra di dubbio che è una delle più buone mai assaggiate. Ce la caviamo con 25€ in totale e decidiamo all’istante che il ricchissimo menù merita di essere messo nuovamente alla prova il giorno seguente.

Chiudiamo la serata al King & Mouse Whisky Bar, anche questo non lontano dal nostro hotel. Il locale è fornitissimo di whisky scozzesi, il barman molto competente, e passiamo due piacevolissime ore finchè diventa davvero troppo affollato per i nostri gusti.

Un tuffo nella storia lituana: il castello di Trakai

Gli autobus che collegano Vilnius alla cittadina di Trakai sono frequentissimi, ragion per cui ce la prendiamo con calma.
La stazione dei bus, adiacente a quella dei treni, è vicina all’hotel; dopo aver acquistato il biglietto, ci sistemiamo a bordo di un mezzo abbastanza scalcinato, ma incredibilmente dotato di connessione wifi! Dopo quasi un’ora di viaggio, eccoci a destinazione. Scopriamo presto che c’è un bel po’ di strada da fare a piedi, un paio di chilometri che sembrano infiniti, ma che ci permettono di apprezzare il resto del paesino.

Il castello si trova su un’isola del lago Galve ed è collegato alla terraferma attraverso un ponte di legno. Troviamo il lago ancora parzialmente ghiacciato e pochissimi turisti nei dintorni, nonostante sia Pasqua. Ci avventuriamo quindi al suo interno, e con grande sorpresa scopriamo che il 90% è stato ricostruito in tempi recentissimi; gli ultimi lavori sono datati 1961, dopo che per 3 secoli era stato lasciato andare in rovina. Il castello è uno dei monumenti che il popolo lituano ha più a cuore e che rammenta a loro e al mondo la grande importanza che la loro nazione ha avuto nel passato, quindi la ricostruzione ha avuto un valore molto profondo.  Anche le istituzioni lo considerano come un simbolo, tanto che usano le sue sale per accogliere ospiti politici internazionali.

Dopo aver acquistato qualche souvenir e addentato un tramezzino al volo, ce ne torniamo verso la stazione mentre vari gruppi di turisti stanno al contrario arrivando. Alla fine optiamo per il treno, che ha orari migliori e ci permette di godere di panorami urbani di cui altrimenti avremmo ignorato l’esistenza.

Punti panoramici da sogno: Vilnius dall’alto

Una volta raggiunta Vilnius, decidiamo di visitare brevemente la Porta dell’Aurora e dirigerci verso la piazza della cattedrale per cimentarci nella “scalata” alla collina di Gedimino. La strada è abbastanza accidentata e difficoltosa, ma la vista dalla cima vale la piccola fatica: si ha una visuale della città da togliere il fiato, e il centro storico da lassù sembra ancora più bello. Si riescono a vedere bene anche le tre croci che si trovano sulla cima della collina adiacente, ma per motivi di tempo non riusciamo a raggiungerle.

Con nello stomaco il misero tramezzino del pranzo, andiamo a cena presto. Veniamo accomodati nuovamente al piano sotterraneo in una saletta molto carina, tanto che un paio di persone ci fanno spostare per prendere il nostro posto e fare una foto ricordo. Prendiamo un antipasto di affettati misti locali e il piatto tipico lituano per eccellenza, i Cepelinai, letteralmente zeppelin, per la loro forma che ricorda un dirigibile. Buonissimi, ma un passettino indietro rispetto al piatto mangiato la sera prima. Ad accompagnare il tutto, inutile dirlo, la fida Švyturys. Spesa, 20€.

Siamo abbastanza stanchi e decidiamo di andare pian piano verso l’hotel, facendo solo una breve tappa lungo la Literatų gatvė, una piccola galleria a cielo aperto che celebra scrittori e poeti e lungo la cui strada ha vissuto il famosissimo poeta polacco Adam Mickiewicz.

Col lunedì, arriva la nostra ultima mezza giornata in terra lituana. Da malati di calcio, decidiamo di andare a cercare la sciarpa della squadra della città, l’FK Žalgiris. Peccato che lo sport nazionale sia il basket, e che in centro di gadget legati al mondo del pallone non ce ne sia nemmeno l’ombra. Per fortuna sono previdente e mi sono portata da casa l’indirizzo del negozio ufficiale, che si trova all’interno di un centro commerciale enorme fuori dal centro. Usiamo quindi per la prima volta i mezzi pubblici e ci dirigiamo all’Akropolis, dove pranziamo velocemente ad un self-service e acquistiamo la tanta agognata sciarpa, sotto gli occhi perplessi della commessa.

Da qui, ultimissimo stop alla torre della televisione (Vilniaus TV bokštas). Davanti ai nostri occhi si staglia una costruzione alta ben 326 metri…  e mi assalgono mille dubbi sul salire o meno. Ci facciamo coraggio e prendiamo l’ascensore, che si ferma sulla terrazza panoramica a 165 metri di altezza, dove troviamo un bar/ristorante che ha una pedana che ruota intorno al pilone principale per dare una visuale della città  a 360°. Escludendo il senso di vertigine e i rumori non proprio tranquillizzanti provenienti dai meccanismi, è veramente una bellissima esperienza che ci dà la possibilità di vedere ogni zona da un’altra prospettiva. Centro città incluso.

torre televisiva vilnius lituania

La torre è l’ultimissima fermata. Dopo aver preso le valigie, ci aspetta il bus per l’aeroporto, dove nell’attesa facciamo incetta di souvenir: pane nero, vodka lituana, un vino aromatizzato al lampone.

Saliamo sull’aereo e un po’ a sorpresa sentiamo già un acuto senso di nostalgia: non avevamo idea di cosa aspettarci, le informazioni che avevamo reperito prima della partenza erano frammentarie, eppure…
Vilnius, la sua gente, il suo cibo, i suoi monumenti…. ci è rimasto tutto nel cuore, e non sarei sorpresa se, tra qualche anno, dovessimo ritrovarci a percorrere i vicoletti di Užupis da veri “anarchici”!

I dettagli del viaggio

Partenza –> 25 marzo 2016
Ritorno –> 28 marzo 2016

Costo volo Roma Fiumicino-Vilnius –> con Wizzair, circa 130€ a testa con bagaglio grande da acquistare separatamente.
Costo hotel 3 notti –> 132€ solo pernottamento in camera matrimoniale.
Spesa totale –> circa 350€ a testa, inclusi volo e hotel.

There are 5 comments
  1. […] capitali baltiche mi hanno sempre attratto, a maggior ragione dopo aver visitato la bellissima Vilnius. Ho grandi aspettative soprattutto su Tallinn, che sembra quasi essere uscita da una fiaba. Gli […]

  2. […] quella del 2014, Londra, si era rivelata da questo punto di vista sbagliatissima, mentre l'ultima, Vilnius, ideale. Magari non per tutti è così, personalmente preferisco passeggiare che venire presa a […]

  3. […] sono invece state riprodotte le prigioni e le sale di tortura. È per forza di cose molto simile al Museo del Genocidio di Vilnius, che però ho trovato più autentico e […]

  4. […] questi giorni Facebook continua a ricordarmi che esattamente un anno fa ero a Vilnius, a godermi il ponte di Pasqua. Godermi, nel vero senso della parola: presente quelle rare occasioni […]

  5. […] essermi consultata con Pavel per capire da quali ricordi cominciare. La nostra scelta è caduta su Vilnius, una città vera, autentica, ancora lontana dal diventare destinazione del turismo di massa; un po' […]

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