Itinerario on the road estate 2015: da Westendorf a Ratisbona

Da qualche anno a questa parte, le nostre ferie estive le passiamo in Repubblica Ceca, saltando dai divani dei parenti a quelli degli amici.
Il tempo a disposizione è solitamente intorno alle 2 settimane, che sembrano abbastanza ma non lo sono mai.
Per questo avevamo sempre optato per il viaggio in aereo, almeno finché non ci siamo messi a tavolino ed abbiamo constatato che:

1 – Non è che risparmiavamo tutto sto tempo, considerando che 1100km in circa 11 ore si fanno;
2 – prendere l’aereo con varie valigie strabordanti e pesantucce non è proprio una passeggiata di salute;
3 – mettiamoci pure i millemila gradi sia in Italia che in Cechia, zeppando le suddette valigie, ed il quadro è completo.

Bye bye cieli, benvenute strade!!!
Il volerci trasformare in piloti provetti è stata senza dubbio una delle decisioni migliori mai prese, non solo per oggettiva comodità. Fermarsi quando e dove si vuole, raggiungere angoli altrimenti irraggiungibili… senso di libertà. Ecco, è quella a non avere prezzo.

Westendorf, 4 Agosto 2015

Libertà fino ad un certo punto, visto che la meta è sempre la stessa e di deviazioni degne di nota per strada, a lungo andare, non è che ce siano poi tante. Certo è che a noi 11 ore filate in auto pesano, quindi ogni occasione è buona per andare a cercare, se non il paesello da cartolina, almeno un po’ di pace. Ed è così che finiamo puntualmente tra le montagne austriache, nel bel mezzo del Tirolo.

Westendorf, a circa 80km a nord di Innsbruck, ai più non dirà poi molto, ma per ciò che cerchiamo noi, una sosta a metà strada dove godere di un po’ di fresco, è la scelta perfetta.
La nostra notte la passiamo alla Pension Sonnwend: gestione familiare, camera molto carina con un bel bagno, terrazzo sulle montagne, parcheggio di fronte all’ingresso, colazione casalinga inclusa; il tutto a 55€ (prezzo 2015) per una matrimoniale.

In realtà Westendorf l’avevamo pianificata come un semplice punto d’appoggio per raggiungere la più famosa (e vicina) Kitzbühel. Ma dopo una rapida ricognizione, ci rendiamo conto che anche lei merita. Così ci ritroviamo a bighellonare tra i pochi negozi ed il supermercato locale (i supermercati, nostra croce e delizia), prima di cercare un posto dove mangiare. Di gente in giro ce n’è abbastanza e i ristoranti sono quasi pieni, il che significa che il tavolino fuori al fresco possiamo anche scordarcelo.

Ceniamo all’interno di un locale carino e caratteristico; il servizio però va molto a rilento, per pagare ci vuole un’eternità… ma sul mio schnitzel non ho niente da ridire! Ottimo, e con la birra alla spina sta da dio. Passiamo il resto della serata giocando a minigolf e, giusto perché alla gola non si comanda, chiudiamo in bellezza concedendoci una “fettina” di Sacher.

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Ratisbona e Plzeň, 5 Agosto 2015

Ci svegliamo riposati e in pace con il mondo dopo aver finalmente passato una notte sotto il piumino con la finestra chiusa, invece di tenerla spalancata pregando per un filo di vento. Fatta colazione e fatto il pieno alla macchina (per la cronaca, gasolio a 0,99€/lt), ci avviamo alla volta di Plzeň, dove ci aspetta una coppia di amici.

È ancora presto, e decidiamo di spezzare i 400km che dividono le due città con una sosta a Ratisbona, città il cui centro storico è iscritto nel patrimonio mondiale dell’UNESCO. Peccato che, tra i lavori continui sull’autostrada austriaca e un immenso ingorgo intorno a Monaco di Baviera, impieghiamo molto più del previsto. È ora di pranzo quando finalmente parcheggiamo.
Tranne qualche locale dotato di ombrelloni o aria condizionata, la città è semideserta e il clima rovente; vorrei unirmi agli altri in cerca di refrigerio, ma siamo in Germania e Pavel vuole tassativamente mangiare kebab

Nonostante il caldo davvero torrido, passiamo pian piano in rassegna le stradine del centro città, che è piccolo ma tenuto benissimo, e molto suggestivo: spicca in particolare lo splendido ed imponente Duomo in stile gotico di San Pietro. Con il naso all’insù per ammirare torri ed edifici, arriviamo velocemente alle rive del Danubio, dove tra le varie chiatte vediamo anche gente fare il bagno. Vorremmo attraversare il ponte Steinerne, ma ovviamente è chiuso per ristrutturazione… non il ponte Eiserne, ultima tappa prima di ripartire.

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C’è da fare un ultimo stop prima di proseguire per la Repubblica Ceca, ovvero il tempio di Walhalla, distante una manciata di chilometri. Mi è capitato per caso sott’occhio mentre curiosavo in cerca di informazioni su Ratisbona e mi ha colpito il fatto di trovare un tempio neoclassico dal nome vichingo in quest’area. Da appassionati della serie “Vikings“, si è trasformato in una tappa obbligata!
Tuttavia, anche se di vichinghi o affini non ve ne può importare di meno, una visita la merita senz’altro.

L’edificio e la sua imponente scalinata si estendono sul fianco di una collina affacciata sul Danubio per volontà di Ludovico I di Baviera, al fine di commemorare i personaggi più importanti della storia della Germania attraverso tavole e busti. Piccola nota: nella tradizione nordica, il Valhalla era il luogo dove si riunivano le anime degli eroi morti in battaglia. Abbiamo dato una rapida occhiata all’interno dall’esterno, decidendo alla fine di non entrare e di goderci il tempio semplicemente percorrendone il perimetro e le roventi scalinate. Ci avrei tranquillamente trascorso tutto il pomeriggio, se non fosse stato per il caldo davvero insopportabile.

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A differenza del tratto di autostrada precedente, quello tra Ratisbona e Plzeň è praticamente deserto ed è addirittura rilassante percorrerlo. I nostri amici abitano in uno dei principali viali della città a ridosso del centro, quindi li troviamo abbastanza facilmente. Il tempo di mettere qualcosa sotto i denti e via, alla volta della Doosan Aréna, recentemente ristrutturata e dove metteremo piede per la prima volta. Piccola curiosità: lo stadio sorge tra i fiumi Radbuza e Mže, che si uniscono insieme ad altri due corsi d’acqua nel fiume Berounka, uno dei principali affluenti della Vltava; superando il ponticino sul Radbuza, si arriva direttamente a quello che è probabilmente il birrificio più importante e famoso della nazione, quello della Pilsner Urquell.

La partita è tremenda, rientriamo decisamente abbacchiati tanto che, dopo una breve consultazione, ci rimettiamo in macchina verso Praga, per passare la notte nell’appartamento delle figlie. C’è un altro viaggetto da fare insieme, di nuovo alla volta dell’Austria, stavolta destinazione Vienna!
I due giorni successivi, trascorsi tra la città di Sissi e Bratislava, vi aspettano nel prossimo diario!

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