Città europee | Guida

Alla scoperta della città più antica di Slovenia: cosa vedere a Ptuj

29/09/2018
cosa vedere a ptuj

Una mezza giornata a Ptuj non è certo bastata per conoscere a fondo la città, che tra l’altro può fregiarsi del titolo di più antica di Slovenia, ma è stata in grado di farci capire quanto i suoi abitanti siano orgogliosi della propria storia e delle proprie tradizioni, e come ogni occasione sia buona per celebrarle. Passato e presente, sacro e profano, tradizione ed innovazione si fondono continuamente, dando vita ad un luogo quasi sospeso nel tempo.

Quindi non chiedetemi quale sia il periodo migliore per scoprirla, perché ogni stagione è quella giusta! Noi ad esempio l’abbiamo esplorata in un caldissimo pomeriggio estivo, quando per le sue strade c’eravamo praticamente solo noi ed Aljoša, la guida gentilmente messa a nostra disposizione dall’ufficio del turismo di Ptuj. Anzi, in questo caso guida è riduttivo: Aljoša è anche e soprattutto uno storico appassionato, ed è riuscito trasmetterci l’amore incodizionato degli abitanti per la città e l’orgoglio di far parte della sua attivissima comunità. Racchiusi da uno dei suoi simboli per eccellenza, un minaccioso bestione ricoperto di pelo!

Cosa vedere a Ptuj: il Kurent

Il bestione di cui sopra è il Kurent, una famosa maschera carnevalesca conosciuta in tutta l’Europa centrale la cui tradizione è così radicata nella storia di Ptuj da essersi meritata di entrare a far parte del patrimonio immateriale dell’UNESCO. Non sorprenderà quindi che il periodo migliore per apprezzarla sia febbraio, in corrispondenza dello stupendo carnevale cittadino, il Kurentovanje. Oggi chiunque può indossare la maschera, ma un tempo era un privilegio riservato solo agli uomini non ancora sposati; lo scopo rimane tuttavia lo stesso: scacciare l’inverno a suon di rituali e campanacci, per far posto ad un nuovo e fruttuoso inizio. Presso il centro informazioni turistiche di Ptuj è possibile ammirarne un esemplare ed osservare ogni dettaglio del travestimento, dal pelo ai denti (di fagioli), dai campanacci alla mazza, dai lunghissimi baffi alla inquietante maschera.

Cosa vedere a Ptuj: Slovenski Trg

Nonostante le dimensioni ridotte, Slovenski trg è a tutti gli effetti la piazza più importante di Ptuj.
Non solo infatti ospita il teatro cittadino, il vecchio municipio ed il centro informazioni, ma anche e soprattutto il Monumento ad Orfeo (Orfejev spomenik). Pensate che la stele funeraria, che rappresenta Orfeo mentre ammansisce le belve, risale addirittura al II secolo. Il monolite è alto 5 metri e largo 1,8 ed è il resto romano più imponente ad essere stato ritrovato nella Pannonia Superiore, nonchè il più antico di Slovenia che si trova ancora nel luogo originario. Non stupisce quindi che venga considerato il simbolo della città al pari del Kurent. I fori che si notano nella parte bassa sono “prodotti” medievali, quando cioè la lapide veniva usata come gogna per i criminali locali.

Alle sue spalle sorge la torre civica (mestni stolp), eretta nel XVI ma sulle cui pareti esterne, circa 300 anni dopo, l’allora parroco fece murare delle pietre funerarie ed altri reperti rinvenuti in città, creando di fatto un piccolo museo a cielo aperto. Curiosamente, l’orologio appare solo su 3 dei 4 lati della torre, la parte rivolta verso il castello ne è sprovvista. Il motivo? Intorno alla metà del 1600 l’attuale campanile aveva bisogno di un restauro; l’allora signore della città era il ricco lord Walter Leslie che, secondo leggenda, da buon scozzese si rifiutò di contribuire. Per vendetta, gli abitanti decisero quindi che lui non meritasse di leggere l’ora!

Leggermente più defilata, si trova infine  la cattedrale di San Giorgio (Stolnica cerkev svetega Jurija) che, oltre ad un interno ricco di stili diversi, custodisce una splendida statua in legno del suo patrono nell’atto di sconfiggere il drago.

Cosa vedere a Ptuj: Mestni trg

A pochi passi dalla piazza principale se ne apre un’altra, quella che ospita il municipio cittadino. L’edificio è in stile viennese, e nonostante i molti dettagli non può che ricordarmi tantissimi suoi simili sparsi in Slovenia, Austria e Repubblica Ceca. Di certo c’è che tra le sue mura ci si da un gran da fare, visto che qui vengono celebrati più di cento matrimoni ogni anno! Non è stato possibile accedere all’interno (come è ovvio di domenica pomeriggio), quindi abbiamo deciso di studiare la sua facciata da una delle caffetterie di fronte, mentre gustavamo un’ottima fetta di torta s’intende…
Nella piazza è presente anche la colonna con la statua di San Floriano, eretta in onore del santo a seguito di un enorme incendio che quasi rase al suolo la città.

municipio ptuj slovenia

Cosa vedere a Ptuj: il convento dei frati minori e la chiesa di San Pietro e Paolo

Dirigendosi verso le sponde della Drava, si incontra il convento dei frati minori, affiancato dalla chiesa di San Pietro e Paolo  (Minoritski samostan sv. Petra in Pavla). Non sono solo le dimensioni ad attirare l’attenzione: sarei rimasta ore, ORE, ad ammirarne la facciata. Soprattutto dopo averne conosciuto la storia. Aljoša ci ha infatti raccontato che il complesso risale al XIII secolo, ma che nel corso della II guerra mondiale la chiesa fu completamente distrutta, ad eccezione del presbiterio e del monastero col suo chiostro. Non chiedetemi perché, non è stato in grado di capirlo nemmeno lui, ma al suo posto venne costruito un ufficio postale, uno di quegli edifici in classico stile sovietico.

Finalmente, agli inizi del 2000 l’amministrazione cittadina decise di erigere la perfetta replica della chiesa distrutta, che è stata inaugurata nel 2011. Le foto del prima e del dopo, appese in una piccola cappella al suo interno, dicono più di mille parole: il lavoro che hanno fatto è magistrale!
Il bellissimo chiostro del monastero invece viene utilizzato come una delle principali location per gli innumerevoli festival organizzati a Ptuj nel corso dell’anno. Durante la nostra visita era stato allestito un palco, ma vi si tengono anche mercati gastronomici e di oggettistica. Devo dire che mi ha molto colpito un coinvolgimento così totale dell’autorità religiosa in celebrazioni “pagane”, il mettere a disposizione i loro spazi per tutta la comunità. E non è l’unico esempio.

Cosa vedere a Ptuj: la vecchia torre ed il lungofiume

Per raggiungere il lungofiume dal monastero, mi hanno incuriosito tantissimo dei grossi cuori dipinti sui marciapiedi  in prossimità degli attraversamenti pedonali; vi immaginereste mai che sono stati messi lì per i bambini? Anche in Slovenia l’andare a scuola la mattina è visto come un sacrificio abnorme, ed Aljoša ci ha spiegato che quei cuori vogliono segnalare ai bambini più sconsolati che camminano a testa bassa dove prestare attenzione. Non è un’iniziativa intelligente e dolcissima allo stesso tempo?

Prosegendo, ci si imbatte in una piccola torre che nel medioevo faceva parte delle mura a protezione della città. Una torre che vi colpirà già dall’esterno, con applicazioni decisamente moderne da una parte, e palle di cannone infilzate dall’altra. Al suo interno è custodita la Galleria Mihelič, in onore del grande artista sloveno France Mihelič, che donò alla città di Ptuj le sue opere. Oltre ad un’esposizione permanente, la torre ne ospita altre temporanee, che solitamente seguono un tema comune insieme ad altre sparse per gli spazi espositivi di Ptuj. Ad esempio quest’anno il soggetto scelto è “FRAGILE”.

Poco più avanti, sul piccolo ponte pedonale è possibile ammirare il castello di Ptuj in tutto il suo splendore, ma non solo: seguendo con lo sguardo il corso del fiume verso la torre è possibile vedere il Ptujsko jezero, un lago artificiale nel quale vivono e si riproducono diverse speci protette; spostando l’attenzione dalla parte opposta, si può invece scorgere il centro termale, famoso e rinomato in tutta Europa.

Cosa vedere a Ptuj: Vrazov trg

Chiedo venia, ma devo ripetermi: Ptuj non ha veramente niente da invidiare a città molto più grandi in quanto ad eventi. Tranne forse gennaio ed ottobre, ogni mese ha qualcosa di spettacolare in serbo. Alla fine di agosto ad esempio si celebrano le “Giornate della poesia e del vino” (Dnevi poezije in vina) nella piccola ma coloratissima Vrazov trg. Di cosa si tratta? Artisti e poeti arrivano a Ptuj da tutto il mondo per una vera e propria gara che ogni anno elegge il suo vincitore, il cui nome verrà poi affisso sulle mura del Muzikafe, insieme all’anno ed al titolo della composizione. Il tutto accompagnato dalla bevanda più famosa ed amata della zona, il vino appunto; non va infatti dimenticato che la tradizione di Ptuj in questo campo è vecchia secoli, e che sono molte le cantine storiche visitabili.

Cosa vedere a Ptuj: il castello

La collina che ospita il castello di Ptuj (ptujski grad) è il luogo in cui ebbe origine il nucleo della città, abitata già dal V secolo a.C. Nonostante abbia adorato la vista dal ponte verso l’alto, lo spettacolo che si gode dai giardini della fortezza è davvero unico. Ogni elemento è facilmente riconoscibile, ogni strada percorsa rintracciabile. Purtroppo però il tempo a nostra disposizione non ci ha permesso di visitare gli interni ed i loro tesori di grandissimo pregio.

Aljoša ha particolarmente insisito sulla collezione di strumenti musicali, considerata una delle più complete al mondo e che può vantare anche un rarissimo flauto romano del III secolo. C’è anche il museo delle armi e quello delle maschere tradizionali carnevalesche (e la sua collezione di Kurent) o ancora la raccolta di dipinti su vetro ed i sotterranei con i resti romani dedicati al culto del dio del sole Mitra.
Non che l’esterno sia meno spettacolare, intendiamoci: le arcate hanno lo stile tipico del rinascimento italiano, ed è possibile ammirare la lapide in marmo rosso dell’ultimo signore di Ptuj, Frederick IX, morto nel 1438. Nel cortile, oltre ad alcune opere di arte moderna, è piantata una delle “figlie” della stara trta di Maribor, proprio come al castello di Celje.

Cosa vedere a Ptuj: il monastero domenicano

Il nostro pomeriggio alla scoperta di Ptuj si è concluso con uno dei luoghi che speravo davvero rientrassero nel giro progettato da Aljoša, uno di quei luoghi per cui amerò per sempre Instagram, nonostante tutto. La facciata rosa e bianca del monastero domenicano (dominikanski samostan) mi si era piantata in testa dalla prima occhiata sullo schermo del mio smartphone, e quando me la sono trovata davanti sono sinceramente rimasta a bocca aperta! Anche se il mega omino di pan pepato versione turista un po’ mi ha urtato…
Lo spazio è da qualche anno stato trasformato in un centro culturale dove si tengono anche congressi, quindi spesso ospita mostre ed esposizioni temporanee. È un contrasto decisamente interessante vedere delle opere artistiche, nel nostro caso decisamente moderne, inserite in un contesto fatto da arcate, corridoi gotici, volte, affreschi. Una gioia vera per gli occhi e per il cuore.

E così questa è Ptuj, o meglio, Ptuj come l’abbiamo vissuta noi. Una città antichissima e da un passato glorioso, dove cultura, storia, arte e relax vanno a braccetto come accade in rare occasioni. È questa la sensazione che mi è provato: la forza di una comunità non numerosissima (circa 20.000 anime) ma unita ed orgogliosa della propria storia e delle proprie tradizioni; e che vuole condividerle con lo “straniero”.
Per questo se si vuole conoscere la Slovenia, conoscerla davvero, una visita a Ptuj non può proprio mancare.

  1. E’ incredibile come ogni cittadina della Slovenia abbia qualcosa di particolare che la contraddistingue. Io purtroppo non sono riuscita a vederla ma inizialmente l’avevo inserita nella lista.
    Che dire, dovrò rifarmi! XD

    1. È verissimo, davvero incredibile come anche il più piccolo centro nasconda qualcosa di unico! È una delle ragioni per cui non mi stanco mai di tornare in Slovenia… e te almeno hai una buona scusa per farci un altro viaggetto 😉

  2. Quanta tradizione e cultura in una città così piccola! Hai ragione sai, credo non si possa conoscere la Slovenia senza includere una visita anche a Ptuj. Io mi sono innamorata del monastero domenicano, mentre la maschera è davvero inquietante. Mi ricorda vagamente i Mamuthones sardi…
    Ciao bella, buona serata!

    1. È piccolissima anche per i loro “standard” di città, ed è un motivo in più per rimanerci di sasso nel vedere quanti tesori ci siano! Il monastero domenicano è qualcosa di eccezionale, anche le mostre che ci organizzano fanno rimanere a bocca aperta, ed io non ne sono un’amante di solito! Un bacione bella!

  3. Mi sa che qualcosa è andato storto con il mio commento, per cui se per caso te ne ritrovi due cancellane pure uno 😅
    Comunque ti volevo dire che è impossibile non innamorarsi di una città dove il vino ha tanta importanza. Queste feste mi piacciono tantissimo e questa in particolare mi ricorda dalla festa del Pelaverga che viene organizzata ogni anno a fine estate a Verduno, qui dalle mie parti.
    Temo che la maschera la sognerò questa notte 😱

    1. Ogni tanto questi moduli (utilissssimi tra l’altro) per la privacy fanno i capricci, comunque niente doppio commento 😉
      Guarda, sarò sincera: il vino è l’aspetto che mi ha colpito meno, nonostante per loro sia importantissimo. Sarà deformazione professionale al contrario, ma sento un rigetto proprio. Cambia invece la questione quando si parla di birra, ma per quella dovevo rimanere dalle parti di Celje! Il festival della poesia e del vino è però senza dubbio super interessante, anche se capisco poco sia dell’uno che dell’altro 😀
      Dalle tue parti deve essere uno spettacolo comunque, sembra ci sia sempre un sacco da fare! La maschera lasciamo perdere, mi piacerebbe vedere il carnevale ma il pensiero di essere circondata da quei bestioni…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *