Capitali europee | Curiosità

Atene oltre l’Acropoli: la città dei gatti

05/02/2019

Mia mamma ad Atene c’è andata un bel po’ prima di me. Era la primavera del 2011 se non sbaglio, e da allora non ha più smesso di parlare dei cagnoloni randagi che popolano tutta la zona ai piedi dell’Acropoli, delle bestione dolcissime che si godono il sole a pancia in sù e che nessuno oserebbe mai disturbare. E chissenefrega se c’è chi storce il naso o grida allo scandalo stile “ah ma potrebbero essere pericolosi” (sì, le sue compagne di viaggio), loro di lì non si smuovono. E perché dovrebbero? Sono dei giganti buoni.

Insomma, ottime premesse per un’amante degli animali come me, ma che mai mi avrebbero portato a pensare che avremmo trovato colonie feline in ogni dove!!! Perchè diciamoci la verità: la presenza di cani è massiccia, ma i veri padroni di Atene sono i gatti. E da gattara nell’animo non potevo che sentirmi in paradiso!

La nostra avventura ateniese è cominciata così: emergiamo dalla fermata della metro “Acropoli” e tra i tavoli di un bar vediamo un micio sdraiato a godersi il sole, completamente incurante dei passanti. Il primo istinto è sempre quello, attirare la sua attenzione e provare ad accarezzarlo; convinta del fallimento già prima di provare, immaginate la mia faccia quando vedo che non solo viene verso di me per farsi accarezzare, ma che continua a seguirci pretendendo qualche coccola in più.
Fosse stato un caso isolato, avrei pensato di stare sognando… invece non era che l’inizio.

Atene gatto fermata metro Acropoli grecia

Qualche centinaio di metri più avanti, alla disperata ricerca di un fornaio, imbocchiamo una strada che si snoda di fianco al museo dell’Acropoli. Mentre stiamo gustando delle paste fresche ripiene di crema DIVINE, ci accorgiamo che sul motorino di fianco a noi c’è un gattone che se la dorme tutto acciambellato; non ho il cuore di disturbarlo, anche se non so cosa mi abbia trattenuto… e vogliamo parlare del “custode” del negozio di souvenir poco più avanti? Decisamente made in Greece!

All’ingresso sud dell’Acropoli la fila per la biglietteria la facciamo in compagnia di umani e felini. Un micione morbidissimo fa bella mostra di sé, ma sono proprio pochi quelli che si fermano ad accarezzarlo… ok, il Partenone che sbuca sopra le nostre teste può distrarre, ma come si fa a resistere???
Altra storia invece per il gatto sistemato su una delle colonne più basse nella parte alta del sito, lui è una specie di star iper-fotografata anche se, ancora una volta, di grattini ne riceve pochi… mi sta assalendo il dubbio che forse siamo noi ad essere un tantinello esagerati. Forse.
La prima delusione arriva da un gattone rosso all’uscita ovest dell’Acropoli: lui è il classico stronzetto, tipo i miei a casa. Ti fa credere che puoi toccarlo, ma appena sei a 2 centimetri schizza via manco tu fossi appestato.

A guardia delle ripidissime scale in pietra della Collina dell’Aeropago c’è lui, un micetto morbidoso che non può passare inosservato. Sembra si sia messo proprio in posa, prima mentre osserva la gente che sale a fatica (noi compresi), poi mentre si fa una toiletta completa vista Acropoli; Pavel, che certi slanci non ce l’ha quasi mai, mi prende la macchina e gli fa un mini servizio fotografico che include la foto di copertina, una specie di riassunto perfetto dei nostri due giorni ateniesi. Mai che sia così ispirato quando glielo chiedo io uno scatto che mi ritragga a modo, MAI.

Anche il tratto di strada verso Piazza Syntagma, attraverso il pittoresco ed antico quartiere di Plaka, è di stampo felino; e fa strano, perché ci sono vari musicisti di strada appostati in giro a strimpellare, eppure le attenzioni dei pochi turisti in giro è tutta per la colonia felina intorno a noi. Esemplari bellissimi e regali, anche se il mio personalissimo premio lo do ad un micio nero che si ferma ad assistere all’esibizione di due ragazzi con un’espressione che sembra dire “e quindi, quando vi cavate di qui??”

Atene gatto piedi acropoli plaka grecia

È il giro con Daria, la guida di “This is my Athens“, che si rivela speciale per il cat-watching (o cat-cuddling??). Lei che è gattara tanto quanto noi, lei che non perde occasione per raccontarci o farci vedere foto della sua splendida pelosetta trovatella, ci porta in alcuni angoli della città splendidi e super panoramici che ovviamente sono apprezzati anche dai mici.
E qui non so chi possa vincere il premio originalità: la gattona appostata in mezzo ai prodotti in vendita di un negozio di casalinghi? Quello che con nonchalance scende pigramente per una delle scalinate di Plaka come ne fosse il padrone? La colonia piazzata stile plotone sul cornicione di un edificio abbandonato? O il bestione che se la dorme dentro una scatola nel cuore di Anafiotika? Non saprei chi scegliere… di certo mi rivedo molto nella signora che sfama tutte le bestioline che le capitano a tiro.

Atene gatti su edificio abbandonato anafiotika sfondo agora grecia
Atene gatti con gattara anafiotika grecia

La domenica è molto meno “proficua”, il tempo a disposizione è poco e lo passiamo nella parte più caotica della città, dove sono le auto e un ammasso non indifferente di persone a farla da padrona. Però scoviamo il primo cucciolino, un micetto nero dolcissimo che schizza via ogni qual volta provo ad avvicinarmi; d’altra parte è nobile lui, ha deciso di “abitare” proprio all’interno dell’Antica Agorà, ai piedi del Tempio di Efesto. Mica scemo. Dal cespuglio sbuca anche un fratellino, che si nasconde così veloce che non faccio in tempo nemmeno a fotografarlo. Mi va meglio con quello che probabilmente dell’Agorà è il re, uno splendido esemplare a pelo semi-lungo che si gode il sole.

Ma è sulla Collina di Licabetto che diamo il meglio di noi. Mentre arranchiamo sù per l’infinita scalinata che porta alla cabinovia, sono tanti i gattini in giro viziati da un signore anziano che ha con sé un numero indefinito di scatolette per sfamarli; sono altrettanto numerosi i fogli attaccati ai pali della luce, non capiamo cosa c’è scritto ma sono quasi sicuramente annunci di mici scomparsi. E valli a ritrovare con una quantità tale in giro…

Una volta raggiunta la vetta e constatato che c’è molta più gente del previsto, rivolgiamo le nostre attenzioni ad un gattino affettuosissimo, che però non vuole scollarsi da una tizia che ha deciso che in quell’angolo farà un book fotografico… e che prova più volte a scacciarlo. Tzè. È casa sua ciccia, non tua. Infatti lui non molla proprio e lei un po’ cede davanti al nostro velatissssimo sguardo di disapprovazione. Quando finalmente decide che le foto possono bastare e si sposta… svelato l’arcano: era praticamente seduta sui croccantini!!! Allora stava antipatica anche a te micio, lo sapevo!

Incontriamo l’ultima mini colonia vicino alle scale della cabinovia. Un gattino che ci segue quasi fino all’interno della sala come per darci l’arrivederci. Perché lo sai sì, pelosetto, che questo è solo un arrivederci? Torneremo a molestarvi un giorno!

Atene gatto cima collina licabetto grecia

Qualche informazione seria sulla condizione dei gatti di Atene

Togliendo il velo romantico, quello da gattara, è lecito domandarsi come possano esserci così tanti gatti randagi nel centro di Atene in così buona salute, mansueti, grassetti; se questi animali non siano in qualche modo un “pericolo” per comunità e, in qualche modo, turisti. L’abbiamo chiesto a Daria, che ci ha informato orgogliosamente che c’è un’associazione di volontari che se ne occupa ogni giorno e che utilizza i fondi delle donazioni per nutrirli e sterilizzarli; la punta dell’orecchio tagliata di molti mici con cui siamo entrati in contatto è proprio un segno di riconoscimento.

Nine lives Greece ha veterinari che si prendono cura delle loro patologie, sia quelle che spesso hanno al momento del ritrovamento che quelle contratte. Attraverso il loro sito è possibile dare un contributo all’associazione, anche aquistando dei carinissimi gadgets.
Una grossa mano la danno, inutile dirlo, gli ateniesi, come la signora nella foto sopra; ma abbiamo visto anche diversi ristoratori dare loro avanzi, montagne di carne difficili da fare fuori anche per i felini più affamati. Insomma, in tanti si prendono cura dei mici, cittadini della capitale greca quasi al pari delle persone.
Non sarà sicuramente tutto rose e fiori (ho letto di avvelenamenti ed altre cose atroci), l’impegno è immane e costante, ma a me questa bontà d’animo verso gatti e cani fa ritrovare fede in una parte, seppur piccola, dell’umanità.

Atene gatto collina licabetto grecia
  1. Celeste ci dobbiamo rassegnare, siamo proprio Greche al 100%: l’amore per i gatti è un’altra eredità che prova le nostre origini elleniche! 😉 Ma sono davvero tantissimi e tutti in buona salute dall’aspetto! Mioddio io dovrò calcolare un itinerario che preveda il triplo del tempo!
    Un’altra meta per gattari DOC è Malta sai? Li ho visti a decine e ovunque…solo che quando ho scoperto che uno dei piatti nazionali è il coniglio…lì ho pensato male seriamente 😛
    La foto di copertina è fantastica (complimenti a Pavel), sapevi che quando si lavano il faccino “passando le orecchie” con la zampa vuol dire pioggia in arrivo? La mia ci azzeccava sempre! 😉 Un abbraccio!

    1. Lo siamo Orsa, altro che un quinto (non ricordo te quanto avevi esattamente). Mi ci scambiavano anche sai? Quando me ne uscivo con Kalimera, partivano a parlarmi in greco come fossero sicuri che li avrei capiti.
      Comunque io tutti sti gatti non me li aspettavo, soprattutto in così buona salute; avevo visto foto delle isole dove ce n’erano tanti, ma sembravano tutti un po’ malaticci e secchini. Non qui, e farei una statua a questa associazione personalmente. Malta non l’avevo mai presa in considerazione, ma se mi dici così…..
      Anche da noi si dice che quando si passano le orecchie piove, i miei ogni tanto si mettono giù che dovrebbe arrivare una tempesta xD e ad Atene non ha piovuto, cominciano a fare cilecca! (Pavel con sta foto s’è segnato per la vita). Un bacio grandissimo Orsa gattara!

      1. Ragazze io il test del DNA non l’ho ancora fatto ma i “segni” ci sono tutti:
        – amore a prima vista per Atene
        – amore sfrenato per i gatti
        – essere scambiata per greca
        Comunque quando ero ad Atene mi sono chiesta come facessero a essere così paffutelli e col pelo lucido, e mi fa piacere leggere che c’è un’associazione che se ne occupa. Avevo notato anche tante signore passeggiare per Plaka con i sacchetti di croccantini (io diventerò così, lo so). Un’altra cosa bella di Atene: il suo cuore felino 😍

        1. Silvia… anche senza test del DNA devi essere per buona parte greca anche te, altrimenti non si spiega. E alla lista non hai nemmeno aggiunto la passione per il loro cibo!
          Anch’io non mi spiegavo come potessero essere in così buona salute, e tra l’associazione e le signore avrei fatto una statua a tutti <3 mi piacerebbe avere un po' di tempo ed unirmi a loro che so, per una settimana. A zonzo per Atene con croccantini e scatolette, un sogno!

  2. Questo post è un vero inno per i gattari come noi!
    BelliFFimi questi patatoni ateniesi, sembrano abbastanza in salute e, come dici tu, cicciottini, per fortuna. A Creta invece, quando siamo andati un paio di anni fa, ce n’erano talmente tanti ovunque e così magri che avevamo preso l’abitudine di portare con noi un po’ di cibo e acqua in più anche per loro. Vedi come cambiano le cose a poca distanza (anche se, bisogna dirlo, ho trovato Creta molto più turca che greca…)
    Molto belle le foto…come ti ha scritto già Orsa, quella di copertina “spacca” 😉
    Ciao Celeste, un bacione!

    1. Anch’io ricordo che in Turchia (appunto) avevo trovato cani e gatti randagi, dolci ma tutt’altro che grassottelli… infatti avevo un po’ di paura in questo senso, e veramente Atene mi ha rimesso in pace col mondo per quei due giorni. Avevo visto anche foto delle isole e anche lì non mi parevano molto in salute… sicuramente avrei fatto anch’io come voi <3
      Un bacione Ale, buona giornata!

  3. Non avrei mai pensato che ci potessero essere così tanti gatti in giro per Atene! La cosa bella è che quando ho visto la foto copertina ho pensato: Cavoli, Celeste è proprio brava con gli animali. E’ riuscita persino a far mettere in posa un gatto! MA poi ho capito leggendo che da te posso aspettarmi di questo e di molto molto altro! 😉

    1. Nemmno io prima di partire me lo sarei mai immaginata Simo! È stata una delle millemila sorprese del fine settimana. Il gatto di copertina credo si sia messo in “posa” per sfinimento, vorrei farti vedere quanti scatti gli ha fatto Pavel prima di arrivare a questo xD Però sì, li avrei strapazzati tutti <3

  4. Che belli i gatti della Grecia!! Li adoro! Anche a Kotor, in Montenegro, ce n’erano tantissimi e una simpatica signora, proprietaria di un piccolo negozio di souvenir, se ne prendeva cura…
    Bellissime le foto Celeste, mi hai fatto venir voglia di Grecia e… di scoprire Atene!!

    1. Ciao Selene! Si sono bellissimi in tutte le salse i mici, ma vederli in così buona salute è doppiamente un piacere. Non sapevo che ce ne fossero tanti anche in Montenegro, mi piacerebbe andare un giorno ed anzi, spierò il tuo blog per un on the road nei Balcani… scambiamoci le destinazioni 😀
      Buon fine settimana!

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