Capitali europee

Le mie impressioni su Atene ed il bilancio del viaggio

01/02/2019

Atene sporca? Massì, un pochino dai…..
Atene caotica? Altroché!!!
Atene incubo per automobilisti e chi viaggia in bus/tram? Assolutamente sì.
Atene chiassosa? Accidenti se non lo è!
Atene un gran casino? Sicuramente.

Detta così non viene molta voglia di partire per la capitale greca, vero? Eppure vi assicuro che non ci penserei due volte a salire su un aereo e passarci molto più che un misero fine settimana. Perché Atene sarà quanto sopra, ma è anche e soprattutto moooolto moooooooooolto di più.
Atene è i suoi coloratissimi murales che sbucano ovunque; Atene è le bancarelle che vendono cibo ad ogni angolo; Atene è le decine di dolcissimi e paciocchissimi gatti che la popolano; Atene è i suoi contrasti, il suo custodire tante piccole città e una moltitudine di culture nel suo abbraccio; Atene è i suoi templi millenari, con l’Acropoli che ti guida ovunque ti trovi. Atene è assolutamente imperfetta, ma totalmente reale, senza tanti fronzoli né inutili abbellimenti. È così e basta, prendere o lasciare.

Nel post pre-partenza avevo già riflettuto su cosa mi aspettassi e su quanto, già sulla carta, mi ricordasse in qualche modo Belgrado. Che dire… c’avevo preso in pieno. Entrambe a modo loro mi hanno rapita per la loro genuinità e ci hanno regalato dei ricordi indelebili. Che poi diciamocela tutta, basterebbe il patrimonio storico e culturale a rendere un viaggio del genere indimenticabile; ma all’Atene di oggi venire semplicemente identificata col suo passato glorioso gli sta proprio stretto…
Insomma, Atene per noi è un grosso grossissimo esagerato Sì. Per provare a spiegare meglio la nostra breve ma travolgente esperienza, al solito per ora lascio parlare i post che quotidianamente pubblico sulla pagina Facebook (l’avete già lasciato il vostro like, sì?) quando sono in viaggio, ridimensionandoli ed “rivitalizzandoli” un po’.

acropoli atene grecia vista sulla città

Day 1 -> Acropoli, quartieri centrali, street art, gatti. Tanti gatti.

Il viaggio d’andata è stato una sorta di incubo, iniziato in compagnia di più di qualche linea di febbre e finito con un male alle orecchie e alla testa durante l’atterraggio che non auguro a nessuno. O quasi.
Come se non bastasse, l’aereo accumula 45 minuti di ritardo, l’autista del bus navetta decide chissà perché di saltare la nostra fermata nonostante continuassimo a prenotarla, il tassista chiede il mio telefono con GPS acceso che non ha idea di dove sia l’hotel. Bene. Ottimo.

Il sabato mattina, ancora mezza sorda e con la borsa piena di fazzolettini salva-vita, mi impasticco preventivamente, illudendomi che l’avremmo presa con calma per una volta, visti gli evidenti limiti. Peccato che Atene sia troppo sorprendente, ricca, colorata, viva per permetterti di lasciare qualcosa indietro. Chiede di essere vista con calma, con quella flemma tipica dei greci, ma col poco tempo a disposizione questo lusso non ce l’abbiamo, ed io indietro voglio avere meno “rimpianti” possibili.
Lo sapevo, me lo SENTIVO che ci avrebbe conquistato in qualche modo, ma non mi aspettavo ad un livello così profondo.

Ci sono gatti. Gatti OVUNQUE. Gatti bellissimi, morbidissimi, pelosissimi e dolciottissimi. Ci sono tanti vicoli sgarrupati, ma nemmeno un angolo in cui prevalga del triste cemento grigio. Atene appartiene ai gatti e agli street artists, non c’è dubbio.
E poi la parte ovvia, quella speciale che hai sempre letto sui libri e dove non ti sei mai immaginata, anche se l’hai spesso sognata: i templi, l’acropoli, i teatri. Colonne su colonne vecchie migliaia di anni, che raccontano una storia incredibile ed ancora vivissima. Nonostante il caos, nonostante i continui contrasti. Nel giro di un pomeriggio ci è sembrato di aver girato minimo 3 città completamente diverse ma forse, solo forse, complementari.

La compagnia di Daria, guida volontaria del progetto “This is my Athens“, che da buona local sfrecciava da un quartiere all’altro raccontandoci com’è vivere lì da expat, è stata determinante da questo punto di vista.
Con lei abbiamo passeggiato per i quartieri di Kolonaki, Plaka, Monastiraki. Uno dopo l’altro. Il lato chic, quello antico, quello caotico. Le facce di Atene.
Day 1: only the brave

Salire sull’Acropoli senza collassare
Assaggiare quei dolcetti greci che mi facevano taaaanta gola in foto
Passeggiare per il centro ansia-free ✘✘
Rimanere del tutto indifferente di fronte ai millemila gattuzzi ✘
Mangiare qualcosa al mercato ✘
Salire sulla collina di Filopappou ✘
Fare scorpacciata di murales nel quartiere di Exarchia ✘
Dare una seconda opportunità alle foglie di vite ripiene (si ma no, non ci si garba) ✘
Sentirsi dentro un libro di storia
Non collassare

atene cambio della guardia parlamento grecia

Day 2 -> stadio Panathinaiko, Zeus, il mercatino delle pulci, Agorà, Licabetto.

Vorrei poter dire di aver iniziato la seconda giornata ateniese dall’alto della collina di Licabetto, invece prendiamo subito una pessima decisione e, vista la vicinanza con l’hotel, la lasciamo come ultima esperienza prima del ritiro bagagli e della partenza.
È vero che questo ci ha permesso di vedere un’altra delle meraviglie cittadine, lo stadio Panathinaiko, primo impianto ad ospitare le olimpiadi moderne, in quasi totale solitudine! Abbiamo perso la cognizione del tempo, abbagliati da quel marmo splendente e dalla storia irresistibile, oltre che dalla vista privilegiata sull’Acropoli ed un piccolo museo dedicato appunto ai giochi, con un’esposizione di fiaccole e relativo manifesto corrispondente. Poteva poi mancare lo scatto sul podio?? Io mi sono presa una piiiiccola rivincita su Pavel e sul suo prendermi in giro per il mio essere “diversamente alta”.

Da lì abbiamo proseguito verso l’altrettanto straordinario tempio di Zeus, per poi catapultarci brevemente nel caos del centro città domenicale, dove a farla da padrona è il famoso mercatino delle pulci di Monastiraki; ammetto che mi sono sentita quasi catapultata nei mercati nord-africani, stesso casino.
E cosa dire dell’Agorà Romana, ma soprattutto di quella Antica, un sito formidabile in cui forse si percepisce quanto straordinario sia il passato di Atene forse più che sull’Acropoli?
A chiusura di un fine settimana decisamente intenso ma meravigliosamente unico, la sgroppata per raggiungere la cabinovia che porta sulla cima del Licabetto; pessima decisione dicevo, vuoi per la tantissima gente che per scattare mille selfie non ti lascia quasi avvicinare al parapetto, vuoi per il sole accecante proprio alle spalle del Partenone. Grazie a Zeus mi sono comprata la mega-lente per la mia Sony…

Il viaggio in metro verso l’aeroporto mi ha fatto ripiombare nell’abbraccio di tutti i miei acciacchi, quasi miracolosamente “spariti” durante le immense camminate (parliamo di 37,2km in due giorni); la zona duty-free, piena zeppa di specialità gastronimiche greche invitantissime, mi ha fatto notare che ci siamo dimenticati di assaggiare lo yogurt… il viaggio, circondati da una scolaresca tutta al femminile (ma non per questo più tranquilla, anzi), che vogliamo rimettere il culo su un aereo quanto prima. Ecco.
Day 2: ma sicuri sicuri che non posso rimanere qui e fare la gattara di professione???

Comprare il souvenir più pacchiano di tutta Atene
Fare foto sceme sul podio dello stadio Panathinaiko
Tornare con più calma ad Anafiotika ✘
Continuare ad importunare gatti
Trovare la sciarpa della Fiorentina al mercato delle pulci
Percepire tutta la grandezza di Atene passeggiando per l’Antica Agorà
Non lasciare un polmone sulla salita per la cabinovia (lasciati entrambi) ✘
Non collassare

Atene centro quartiere Plaka street art graffiti grecia

Presto posterò un resoconto più approfondito e corredato da ulteriori impressioni su Atene, città che (non mi stancherò più di dirlo) ci ha completamente sorpreso. Non credevo che Pavel ne sarebbe rimasto entusiasta quanto me, invece già parla della prossima volta… perché si sa, il nostro metro di giudizio per valutare se un luogo ci sia davvero piaciuto o meno è sempre quello: ci tornerei?
Atene, il nostro è un immenso SÌ!!!

  1. Ho letto il tuo resoconto tutto d’un fiato! Hai visto quanto è bella Atene? Anche io ci sono rimasta poco tempo, e ci tornerei domani. L’hai descritta alla perfezione, e hai descritto alla perfezione le stesse sensazioni che ho provato io. È una città che colpisce direttamente al cuore. Non vedo l’ora di leggere i prossimi post!

    1. Silvia che dire? Avevi ragione su tutta la linea, ma io lo sapevo già prima di partire che era così 😀
      E mi fa troppo piacere leggere che hai provato le stesse sensazioni, non è facile descriverle perché uno potrebbe pensare “si, ma che c’è di bello in una roba del genere?”. Invece c’è, eccome se c’è!!
      Io aspetto i tuoi di post <3

  2. Si sente proprio che Atene ti è piaciuta. C’è un entusiasmo che serpeggia per tutto il post e che lo ha reso piacevolissimo. Io aspetto tutti gli altri post, specie quello sui gatti❤️❤️❤️

    1. Mi è piaciuta e ne sono rimasta genuinamente sorpresa! Avevo aspettative altissime e sono state tutte confermate, se non superate. Spero di approfondire questo punto anche se non è semplice trovare le parole giuste. Per i gatti invece non ci sono problemi, lì si va di sdolcinatezza xD

  3. Quanto ti capisco Celeste!
    Sono stata ad Atene un paio di anni fa per qualche giorno a trovare un amico ed è uno dei viaggi che ricordo con più piacere. Me ne avevano parlato male in tanti e io stessa non avevo grandi aspettative… che dire, Atene non è “bella” nel senso stretto della parola forse, però se si riesce ad andare oltre la sporcizia e il caos, è facile innamorarsi della sua atmosfera easy e rilassata, dei suoi abitanti e del loro stile di vita.
    Io ho la fortuna di avere questo amico ateniese là, quindi spero di tornarci a breve! Lo auguro anche a te 🙂 un bacione

    1. Diletta, sei stata una delle mie fonti d’ispirazione, sappilo!
      Ho letto il tuo post sull’avventura con il tuo amico ed ho visto la splendida galleria fotografica, ed è stato stupendo ritrovare le tue sensazioni per le strade della città. Atene non è sicuramente bella in senso classico, ma forse proprio per questo rimane ancora più impressa. Fossi in te tornerei a trovarlo mooooolto presto 😀
      Un bacione!!

  4. Oddio mi dispiace per il mal d’orecchie all’atterraggio, dev’essere stato terribile, forse accentuato dalla pressurizzazione in cabina? GATTI? E come faccio adesso a stilare un eventuale itinerario con questa premessa? Perderei ore per strada, già lo so! Segno il sito della guida, mi sembra un’ottima iniziativa e se ne parli bene tu allora mi fido. Hahahahah ma sai che pure io ho preso tanto di quel freddo gelido e sono stata daddio e come siamo rientrati in Italia (musi lunghi) e influenza? E’ il viaggio che ci fa stare bene non c’è niente da fare! Anche io aspetto il resto, un grande saluto e buona domenica! 🙂

    1. Orsa, quell’atterraggio è stato il dolore assoluto, pensavo mi implodesse la testa. E la parte meglio è che Pavel se la dormiva alla grande e l’hostess accanto a me porella che cercava di distrarmi e darmi consigli per il viaggio di ritorno. È sicuramente stata la pressurizzazione in cabina che ha compresso i catarri.. non lo auguro davvero a nessuno.
      GATTI, GATTI OVUNQUE!!! Cioè non c’è malattia che tenga. Che poi li chiamavi e venivano correndo solo per essere dolciosi, non si aspettavano niente. Roba che i miei quando li chiamo spesso mi snobbano completamente. E anche quella guida è stata molto interessante, mi sarebbe piaciuto fosse stata più specifica su certi punti, ma abbiamo visitato luoghi che senza di lei non avremmo mai trovato probabilmente. Insomma, le nostre origini greche non tradiscono! I nostri avi aspettano anche te <3

  5. Urca Celeste, la vacanza greca era partita maluccio, ma direi che si è ripresa alla grande, come la protagonista! 🙂
    Adesso ciò che dirò risulterà impopolarissimo, ma probabilmente io e Kiki insieme non andremo mai ad Atene, proprio per la presenza dei gatti! Purtroppo Kiki ne ha la fobia ed è uno dei motivi per il quale, dopo una vacanza di quasi dieci anni fa tra Rodi e Karpathos, non abbiamo più inserito la terra ellenica tra le nostre destinazioni! Peccato, perché tra i tuoi racconti e quelli di Silvia, ho capito che oltre ai simpatici felini c’è una magia in grado di conquistare i cuori di noi viaggiatori! 😉

    1. Era partita malissimo Ale, infatti non so come non abbia fatto sul serio a non collassare… tachipirina a gogo che manco un dopato può competere mi sa!
      Noooooooooooooooo!!! Scherzo ovviamente, perché un conto è essere schizzinosi, un conto è avere una vera e propria fobia; è come se a me mi portassi nel paradiso terrestre che però è pieno di rane, piuttosto rimango tra l’immondizia che metterci piede. Mi dispiace perchè, felini a parte, sono davvero luoghi che ti entrano dentro. Per fortuna il mondo è vasto e chiunque può trovare la propria dimensione! Un bacione e buona giornata!

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