Curiosità

Le tradizioni pasquali della Repubblica Ceca

12/04/2019

Dopo avervi parlato delle tradizioni natalizie ceche, visto il periodo non potevo non fare lo stesso con l’altra festività religiosa più importante, la Pasqua. Le tradizioni pasquali in Repubblica Ceca non sono altrettanto radicate, almeno non in tutto il paese, vuoi perché durante il regime sovietico la celebrazione cristiana venne sostituita con un omaggio all’arrivo della primavera, vuoi perché ai cechi probabilmente un grande evento sacro l’anno basta ed avanza. Non devo certo ricordarvi io che sono tra i più atei al mondo, vero?

La settimana santa (Svatý týden)

La parola ceca per Pasqua è Velikonoce, termine derivato da velká noc, grande notte, ovvero il giorno successivo alla notte in cui Gesù Cristo è resuscitato. Paradossalmente, così come la Vigilia è la giornata più importante delle festività natalizie, il lunedì santo lo è di quelle pasquali, tanto che la domenica è più che altro giorno di preparazione per quello che sarà. Come succede anche in Italia, la settimana santa è scandita dal ricordo di avvenimenti ben precisi, tanto che ogni giorno assume un nome specifico:

Škaredá středa. Il “brutto mercoledì” ricorda il tradimento di Giuda;
Zelený čtvrtek. Il “giovedì verde” celebra l’ultima cena, ed è probabilmente così chiamato perché non si dovrebbe mangiare carne ma solo verdure. Da bravi cechi, viene consumata anche la birra verde, prodotta unicamente dal birrificio Starobrno a Brno;
Velký pátek. Il “grande venerdì” corrisponde la nostro venerdì santo e ricorda la crocifissione di Cristo. A partire dal 2016 è stato ristabilito come giorno festivo, usanza questa che era stata interrotta negli anni ’50 dal regime;
Bílá sobota. Il “sabato bianco” non può essere che un giorno di luce, in quanto celebra la resurrezione di Gesù;
Velikonoce o Velikonoční neděle, il giorno di Pasqua;
Velikonoční pondělí, la nostra Pasquetta.

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Usanze e celebrazioni

Le tradizioni pasquali in Repubblica Ceca sono molteplici e diffuse soprattutto nei territori della Moravia, mentre in Boemia si è fedeli alle 2-3 che di religioso hanno poco o nulla.

Le uova decorate a mano (kraslice) sono il simbolo indiscusso della Pasqua ceca ed è facile rendersene conto perché si trovano un po’ ovunque. Fate un giro per i mercatini di Praga e mi saprete dire! A scuola i bambini ne dipingono a volontà, e ci sono anche vere e proprie gare di paese per decretare chi sia riuscito a sfornare la decorazione più bella. Tradizione vuole che le ragazze trascorrano il giorno di Pasqua tra gusci ed acquarelli (anche se le tecniche sono molteplici: decoupage, cera d’api, cannucce, buccia di cipolla, ecc.) per omaggiare i ragazzi il lunedì santo.
Il colore prediletto è il rosso, che sta a simboleggiare la gioia e la vita che la primavera porta con sè o, religiosamente parlando, il sangue di Cristo.

E qui arriviamo ad un’usanza folkloristica estremamente radicata, ma che a prima vista potrebbe far storcere il naso se non si conosce cosa c’è dietro: quella della pomlázka. Pomlázka viene dal verbo pomladit, ringiovanire, e vede i ragazzi recarsi a casa delle ragazze e… frustarle sulle gambe e sul sedere! Ovviamente non c’è niente di violento, si tratta di un piccolo rituale che vuole portare fortuna, salute e fertilità alle “vittime”. Anzi, in passato erano le massaie che usavano frustare bestiame, uomini e bambini, sempre come rito scaramantico per scacciare malattie e spiriti cattivi.

Ma come si svolge questo piccolo rituale? Nel giorno di Pasquetta uomini più o meno giovani vanno a chiedere offerte alle donne, frustandole scherzosamente; per farli smettere, le signore gli porgono in dono alcune delle uova decorate il giorno precedente (o ancora meglio dolci o alcol), anche se le più temerarie decidono di ribellarsi e rispondono con una bella secchiata d’acqua. Girl power!!

Hody, hody doprovody,
dejte vejce malovaný,
nedáte-li malovaný,
dejte aspoň bílý,
slepička vám snese jiný…

 

La frusta è fatta da rami di salice intrecciati ed ornati da nastri colorati. In passato i ragazzi se la facevano da soli, più numerosi erano i rami e più arduo era il compito. Oggi purtroppo questa tradizione si è un po’ persa, e la pomlázka si può tranquillamente acquistare nei negozi o ai mercati… in alternativa c’è chi usa un singolo rametto, o un mestolo di legno. Che però, parere personale, in questo contesto proprio stona.
Pure in Slovacchia l’usanza è molto sentita, anche se viene chiamata con un nome diverso: Šibačka.

In alcuni villaggi della Moravia ragazzi e uomini girano per le strade agitando una raganella, in ceco řehtačka, dal giovedì al sabato santo, per richiamare la gente in chiesa visto che le campane sono “volate a Roma” per essere benedette (modo di dire ceco nel periodo pasquale) e non possono svolgere il loro lavoro. È un modo per spaventare Giuda, e pure per intascare qualche dono dalla gente che vuole farli smettere.

josef lada tradizioni pasqua repubblica ceca campane

La Pasqua a tavola

Anticamente come portata principale veniva servito l’agnello arrosto, adesso spesso sostituito dalla variante dolce che dell’originale mantiere solo la forma, il berànek. Come molti altri dessert pasquali, per la preparazione viene impiegato il perník, il tipico ed amatissimo pan pepato ceco (il più famoso viene prodotto a Pardubice), che nei mercatini si trova spesso sottoforma di cuore.
Le jidáše sono delle trecce dolci lievitate a base di miele cucinate e mangiate durante il “giovedì verde”, la cui forma ricorda la corda con cui Giuda si impiccò.
Il mazanec è uno dei protagonisti del sabato santo ed è fatto dello stesso impasto della natalizia vánočka; al suo interno troviamo uvetta e frutta candita, mentre sopra viene incisa una croce sulla quale sono versate mandorle tagliate a listarelle.
Infine i boží milosti, “grazia di Dio”, sono una specie di frittelle zuccherate di pasta choux dal gusto simile a quello dei churros spagnoli.

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La Pasqua a Praga: i mercatini

A Praga la Pasqua si fa sentire anche per turisti e visitatori, e nella forma che la capitale conosce meglio: i mercatini.
Quelli in Piazza della Città Vecchia ricordano molto per la forma i corrispettivi natalizi, soprattutto per la passerella rialzata e decorata dalla quale si può godere di una bellissima vista su tutto il circondario. Quest’anno le sue 90 bancarelle sono aperte dal 6 al 28 aprile dalle 10 alle 22 (mezzanotte per chi vende cibo); al solito si potranno trovare oggetti di artigianato locale, uova dipinte a mano, giocattoli in legno, porcellane, ceramiche, decorazioni di vario genere e tanto altro. Inoltre sul palco allestito accanto alla statua di Hus, ogni giorno dalle 16 alle 19 si terranno spettacoli con danze tradizionali folkloristiche e concerti di cori formati da bambini.

Non crediate tuttavia che l’iconica piazza sia la sola a farsi bella per l’occasione: Piazza Venceslao e Piazza della Repubblica non saranno da meno, e da quest’anno anche le mura del castello custodiscono un mercatino uno tutto loro. Dal 4 aprile al 5 maggio l’atmosfera sarà ancora più speciale!

I meravigliosi disegni presenti nel post (presi dai siti www.03varvara.wordpress.com e www.zakrasnejsivimperk.cz) sono opera del grande illustratore ceco Josef Lada e sono famosissimi in patria. Lada, oltre a rappresentare festività, stagioni e tradizioni ceche, è particolarmente conosciuto per aver dato un volto ad uno dei grandi personaggi della letteratura, “Il buon soldato Švejk” di Jaroslav Hašek.
  1. Post interessantissimo Celeste, adoro saperne di più su usi e costumi di altri popoli, anche durante eventi come Pasqua, Natale, Carnevale… Illustrazioni magnifiche!

    1. Le illustrazioni di Lada sono meravigliose, mi dimentico sempre di cercare un libro che raccolga le più belle. Sulle tradizioni pasquali non ero particolarmente informata, forse perché Pavel non mi ha mai riconrso con la frusta xD comunque la differenza tra Boemia e Moravia in questo caso è davvero enorme. E ora che mi ci fai pensare, sul carnevale in effetti non ho ancora scritto niente!

    1. Non ne ho idea se ce ne siano anche in Italia ad essere sincera, non credo di averne mai visti! A Praga però sono tantissimi anni che lo organizzano, diciamo che ogni occasione è buona per mettere in piazza l’artigianato locale. I Grazia di Dio non li ho mai assaggiati nemmeno io, questa estate mi informo 😀

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