Glasgow e la street art: il City Centre Mural Trail

Benché più di una persona mi avesse consigliato di dare la priorità ad altre cittadine scozzesi prima di dedicarci a Glasgow, su di me la città aveva sempre avuto un certo richiamo. Anche perché, dall’altro lato, c’era chi mi diceva che certo, Edimburgo è un gioiello, ma la “vera Scozia” è quella dei centri più industriali. Glasgow appunto, oppure Aberdeen. Insomma, la curiosità era tanta e la decisione di iniziare il nostro viaggio proprio da lì è stata semplice una volta appurato che la metropoli più grande a nord del Vallo può vantare un vero e proprio Mural Trail.

Cos’è il Glasgow City Centre Mural Trail

Il progetto di colorare i vicoli della città con graffiti e murales è partito nel 2008. Lo scopo è chiaro e semplice: rivitalizzando edifici ed aree depresse del centro, riducendo l’impatto visivo “negativo”, si cerca di restituirgli quel fascino che invogli cittadini e visitatori a spingersi in ogni angolo, dando così possibilità anche alle piccole attività locali di sopravvivere. Questo percorso di street art, che parte dal cuore di Glasgow, si sta espandendo anche nelle sue immediate vicinanze con opere sempre più realistiche e  mastodontiche!
Gli artisti che hanno preso e stanno prendendo parte al progetto possono esprimersi in totale libertà anche quando i lavori sono commissionati, e la varietà di rappresentazioni che si possono ammirare è amplissima. D’altra parte, è proprio il Glasgow City Council a promuovere e mettere a disposizione fondi perché questa inspirante opera di rivitalizzazione vada avanti. In molti dovrebbero prenderlo da esempio.

Va da sè che la brochure ufficiale dell’inziativa, consultabile e scaricabile dal sito del municipio, possa non essere completamente aggiornata: sono 24 i murales segnalati, ma ad oggi se ne contano 26; e gli artisti non hanno certo voglia di fermarsi qui! Per questo vi consiglio di tenere sott’occhio la pagina dedicata al Mural Trail con la sua utilissima mappa interattiva, molto più semplice da aggiornare e con tante informazioni.
Nel post vi parlerò soltanto della nostra esperienza, dei murales che siamo stati in grado di inviduare in una intensissima giornata tra le strade del centro di Glasgow. Per tutto il resto ci sono i riferimenti di cui sopra, ma contiamo di finire il lavoro quanto prima!

glasgow city centre mural trail fellow glasgow residents

Saint Mungo (High Street)

Il mio interesse per il Mural Trail di Glasgow è scaturito quando, su Instagram (sì, è ancora utile a qualcosa), mi sono imbattuta in uno dei murales più famosi e fotografati della città, quello che ritrae un moderno Saint Mungo in compagnia di due uccellini. L’opera di Smug si trova in High Street, proprio di strada tra il nostro hotel e la Cattedrale (dove riposa il patrono della città, St Mungo appunto); è datata 2014 e pensate che nella prima settimana di vita è stata condivisa sul web qualcosa come 1,5 milioni di volte!! Il riferimento è ad uno dei 4 miracoli che il santo avrebbe compiuto, e che sono racchiusi in una filastrocca che viene insegnata ai bambini:

Here’s the Bird that never flew
Here’s the Tree that never grew
Here’s the Bell that never rang
Here’s the Fish that never swam

Si narra infatti che alcuni compagni di scuola di Mungo uccisero un pettirosso per far cadere la colpa su di lui e farlo rimproverare, ma preso l’uccellino tra le mani e recitando una preghiera, il bambino gli restituì la vita. E credetemi, un’aura spirituale il murales ce l’ha, eccome.

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St Enoch and Child (High Street/George Street)

Per assistere alla storia di St Mungo dal principio, basta andare all’altro capo della fila di identici edifici.
Lì, lo troveremo bambino tra le braccia di sua madre, Saint Enoch, in compagnia del suo inseparabile pettirosso. L’opera appartiene ancora a Smug, che ha voluto reinterpretare a suo modo la leggenda che di fatto porterà alla fondazione della città.
Tutto ebbe inizio con lo stupro subito da Enoch, o Teneu, principessa bretone, da un principe gallese, del quale rimase incinta; il padre la condannò a morte, ma Enoch sopravvisse miracolosamente alla caduta da un dirupo, scappando a Culross. Lì partorì il suo bambino Kentigern, ribattezzato affettuosamente Mungo, futuro fondatore Glasgow.
L’amore della madre per il figlio, la dolcezza, il senso di protezione. A questo dolcissimo murales non manca niente.

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Strathclyde University Wonderwall (George Street)

L’edificio che ospita parte dell’Università di Strathclyde è stato usato come tela per vari lavori, anche al di fuori del progetto del Mural Trail. I principali celebrano gli studenti e gli importanti obiettivi da loro raggiunti negli anni, non a caso sono stati commissionati per il 50° anniversario del decreto regio che ha sancito lo status di questa importantissima istituzione cittadina. Gli artisti coinvolti sono Rogue-One e Ejek.

Fellow Glasgow residents (Ingram Street)

Non capita tutti i giorni di imbattersi in un parcheggio di quartiere che, al posto di un muraglione grigio ed imbrattato da chissà cosa, sembra prendere vita attraverso i simpatici musetti di tanti giganteschi animali!! Smug, ancora lui, ha voluto raffigurare i “concittadini di Glasgow”, quelli che si possono trovare nei parchi e negli spazi verdi della città e dei suoi immediati dintorni, come se sbucassero da un gigantesco buco nella parete. Non manca nemmeno la componente umana, della quale si vedono però solo un paio di stivaloni, l’orlo del kilt e una mano che raccoglie un fungo; decisamente in secondo piano rispetto ai padroni incontrastati di questo coloratissimo ed unico spazio nel cuore di Merchant City.

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Badminton (Wilson Street)

A Guido van Helten sono stati commissionati vari murales per celebrare i giochi del Commonwealth del 2014 che si sono tenuti a Glasgow. A Merchant City si può ammirare quello dedicato al badminton, che vede ritratto il giocatore scozzese Kieran Merrilees in azione, come a sottolinearne la velocità e l’atleticità; nei pressi della stazione di Partick sono invece rappresentati hockey, rugby e netball.

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Study of a woman in black (2 esempi, Bridgegate Path)

Completamente diversi dagli altri lavori sono due murales dalle dimensioni abbastanza ridotte, ma con un’attenzione al dettaglio davvero notevole. James Klinge ha voluto rappresentare due soggetti anonimi, due donne, attraverso un misterioso ritratto in bianco e nero.

The Clutha (Gorbals Street/Stockwell Street)

All’angolo tra Gorbals Street e Stockweel Street, tutt’intorno all’iconico Clutha & Victoria bar, Rogue-One e Ejek hanno creato un murales che omaggia il luogo e celebra le personalità che lo hanno visitato nel corso degli anni. Il bar, famoso per l’atmosfera e la musica dal vivo, è uno dei preferiti dagli abitanti della città, ed ora grazie al lavoro degli artisti non può venire ignorato nemmeno dai visitatori. Abbiamo notato un’evidente “aggiunta” rispetto alle mappe online, ovvero il faccione di Charles Rennie Mackintosh, architetto designer e pittore scozzese e tra i maggiori promotori dell’Art Nouveau nel Regno Unito.

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Glasgow’s Tiger (Custom House Quay)

È lungo la riva del fiume Clyde, linfa vitale della città, che si nasconde un altro dei murales più celebri, opera di James Klinge. La “tigre di Glasgow” è sorta al posto di una precedente raffigurazione dello stesso animale ed è già diventata un’icona. Come non potrebbe? Il livello e la quantità dei dettagli è sorprendente, ci si sente proprio come se un grosso felino stesse per attaccarci! Ma anche in questo caso, il gattone me lo sarei portato a casa…

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Dr. Connolly I presume? (Dixon Street) e Billy Connolly (Osborne Street)

Billy Connolly è uno degli attori-comici-musicisti più amati di Scozia, e nativo di Glasgow. Per celebrare il suo 75 compleanno, BBC Scotland ha commissionato 3 ritratti in accordo con il City Council che rappresentassero lui ed i suoi lavori. Noi ne abbiamo beccati due, opera di Rogue-One. Il primo richiama il tour scozzese del 1994 dal titolo omonimo, “Dr. Connolly I presume?” e lo raffigura mentre viene spazzato via da una tempesta sulla costa vicino John O’Groats; il secondo è un ritratto incorniciato.

The World’s Most Economical Taxi (Mitchell Street)

Un altro murales con il quale ci siamo divertiti tantissimo è quello del “taxi più economico del mondo”, un taxi che vola trasportato da palloncini e che si presta benissimo a foto sceme! Scherzi a parte l’artista, ancora una volta Rogue-One (la firma nella targa è mitica), ha prestato una grandissima attenzione ai dettagli, oltre ad uscirsene con una battuta alquanto emblematica al momento dell’inaugurazione:

Can’t believe I painted a wall to look like a brick wall just because I wanted a brick wall!

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Honey, I Shrunk the Kids (Mitchell Street)

Pochi passi più avanti, stesso identico vicolo, è Smug a farsi nuovamente spazio, con un altra gigantesca opera verticale.
Il corrispettivo italiano di “Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi” (i figli degli anni ’80 come me si ricorderanno anche la commedia made in USA dallo stesso titolo) è rappresentato da una ragazza che scruta la strada con un enorme lente di ingrandimento, come se volesse raccogliere qualcosa da terra.

glasgow mural trail honey i shrunk the kids

Wind power (Mitchell Street)

Il trittico di opere a Mitchell Street si completa con quella forse più bistrattata. Durante il nostro passaggio, un macchinone ci aveva tranquillamente parcheggiato davanti, ed in moltissime foto ho visto che vi vengono regolarmente piazzati dei bidoni di rifiuti giganti. Ed è davvero un peccato, perchè la ragazza che soffiando trasforma i petali di tarassaco in turbine eoliche è un piccolo capolavoro, e celebra l’impegno della Scozia nel campo delle energie rinnovabili. Un altro super lavoro di Rogue-One.

glasgow mural trail turbine eolice tarassaco

Glasgow’s Panda (Gordon Lane)

A Glasgow avere la propria personalissima tigre non bastava, certo che no. Glasgow doveva avere anche il suo panda, proprio di fronte all’ingresso del Lighthouse!
Il “padre” non poteva che essere nuovamente Klingatron, aka James Klinge, ma devo dire che l’impatto che ha avuto almeno su di me non è stato altrettanto emozionante. Sarà che il vicolo, uno dei più centrali della città, era buio e un tantino maleodorante…

glasgow mural trail panda

14 murales su 26 con una giornata a disposizione, più un paio visti di sfuggita dai finestrini dell’auto (dei quali però non ho scatti). Non male come primo impatto, non vi pare? Come dicevo all’inizio, una delle ragioni per cui mi piacerebbe tornare a Glasgow è proprio per completare il Mural Trail (non ho visto “Crazy cat lady“, inaccettabile!!), anche perché scommetto che a breve sorgeranno altre incredibili opere per le strade del centro. Senza contare che il celeberrimo birrificio Tennent’s, a pochissima distanza dalla Cattedrale, può vantare alcuni personalissimi murales all’ingresso. Street art e birra, un connubio perfetto!

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