Itinerario di due giorni nel Lake District

Il Lake District National Park, comunemente Lake District o Lakeland o The Lakes,  con i suoi 2292km² è il secondo parco più grande del Regno Unito, dietro solo allo scozzese Cairngorms National Park. Grazie ai circa 16 milioni di turisti l’anno, vanta il titolo di più visitato, anche se il riconoscimento più ambito è arrivato nel 2017 nientemeno che dall’UNESCO, che lo ha inserito tra i 31 siti britannici protetti.

Il suo territorio fa interamente parte della Cumbria, regione nel nord-ovest dell’Inghilterra, e pur includendo dei tratti di costa, sono valli, montagne e naturalmente laghi a farla da padroni assoluti. Sia la conformazione che la vastità sono chiari segnali che per un itinerario di due giorni nel Lake District bisogna fare scelte obbligate, e spesso dolorose, perché quarantotto ore sono un lasso di tempo quasi ridicolo. Noi abbiamo deciso di seguire un percorso abbastanza classico, alternando natura a villaggi; qualche camminata di bassa difficoltà, tentate arrampicate, niente trekking, un bel po’ d’auto.
Ma… vabbè, i giudizi li lascio per dopo. Meglio iniziare dal percorso.

Lake District, parte nord: itinerario 1° giorno

La breve visita alla scoperta dell’enorme parco nazionale, fatta tra il 23 e 24 aprile (2 giorni dopo Pasqua, tanto per dare un’idea del periodo), inizia in realtà da una cittadina appena al di fuori dei suoi confini (5km scarsi). Nelle campagne di Penrith abbiamo trascorso la notte, e ci sembrava quasi doveroso dedicarle un’oretta del nostro tempo, nell’attesa che la seconda tappa a Lowther aprisse i battenti. Oltre ai resti del castello nella parte alta e la torre dell’orologio nel centro della piccola Market Square, sono stati i piccoli negozi locali ad attirare maggiormente la nostra attenzione; qui “shop local” è un vero motto, tanto che il City Council ha creato una mappa con tutte le attività storiche.

penrith castle resti castello cumbria inghilterra

Facendosi strada verso il cuore del Lake District, molto vicino a Penrith si trova il Castello di Lowther, o meglio ciò che ne rimane. È William Lowther, conte di Lonsdale, che nel 1806 ne commissiona i lavori a Sir Robert Smirke; il nobile diventa amico e benefattore di un altro William, il grandissimo poeta Wordsworth, saldando grossi debiti contratti con la sua famiglia dal cugino James. I  versi dedicati dallo scrittore alla proprietà danno un’idea precisa di quanto dovesse essere grandiosa nel XIX secolo.

“Lowther! in thy majestic Pile are seen
Cathedral pomp and grace in apt accord
With the baronial castle’s sterner mien”

La fortuna di Lowther si arresta con il 5° conte di Lonsdale, Hugh, che sperpera tutto il patrimonio di famiglia, costringendo il castello a chiudere nel 1937. Utilizzato come magazzino di deposito ed assemblaggio di carri armati durante la guerra, quando i Lowther ne tornano in possesso nel 1954 non hanno le risorse per mantenerlo, tanto che per pagare le tasse devono prima privarlo del tetto, e poi smantellarlo quasi completamente. Grazie ad uno sforzo congiunto, nel 2000 i 130 acri di terreno passano nelle mani dell’English Heritage e di varie associazioni, che lo riaprono nell’aprile del 2011.

Ma di lavoro da fare ce n’è ancora moltissimo. Non tanto per le rovine dell’antico palazzo, che posseggono un fascino senza tempo e che rientrano tra i ricordi indelebili del “nostro” Lake District, ma per i giardini: uno spazio immenso suddiviso in varie aree che però abbiamo trovato spesso abbandonate a loro stesse. Il parco giochi in legno per i bambini è ben fatto, il roseto è in costruzione, il prato inglese perfetto, ma tutto ciò che si trova nel bosco circostante non è all’altezza del resto. Minimamente. Voglio lasciargli il beneficio del dubbio però, forse fine aprile è considerato ancora fuori stagione nonostante il numero di visitatori…

lowther castle ingresso castello inghilterra lake district

Proseguiamo costeggiamo il secondo lago più grande del Parco Nazionale, Ullswater. Il cielo è grigio e l’atmosfera non quella che speravamo, anche se i dintorni sono completamente deserti e possiamo fare quattro passi indisturbati. Forse perché tutti i visitatori della zona sono ammassati nel parcheggio che da accesso alle cascate di Aira Force, unico punto dov’è possibile lasciare le auto per proseguire poi a piedi; non dovrebbe sorprendere quindi (ma non è il nostro caso) l’affollamento, la quasi totale mancanza di spazi liberi (ne ho contati un paio) e una serie di guardiani/controllori che mai ci saremmo immaginati QUI, di fatto in mezzo al nulla.

Perché nonostante si tratti di meraviglie naturali teoricamente accessibili a tutti, bisogna sganciare un minimo di 3£ per la sosta. In questo punto addirittura 5.
Disorientati e alla ricerca di una pace che davamo per scontata, decidiamo quindi di passare direttamente alla tappa successiva: il cerchio di pietre di Castlerigg.
Non so perché (o forse sì… vero Outlander?), ma quando penso ai cerchi di pietre mi viene in mente solo la Scozia, come se l’Inghilterra potesse vantare Stonehenge e nulla più. Così quando sulla cartina ho visto che pure il Lake District ha il proprio, non potevo quasi crederci! Castlerigg è bellissimo, quasi nascosto sulla cima di una verdissima collina, ma ahimé… la tanto agognata pace rimane un sogno.

Non siamo due poveri illusi e siamo ben consapevoli del fatto che avere tutto il sito per noi come spesso ci succede in Scozia è un’utopia. Ma la mega gita di bimbetti urlanti che saltano da una pietra all’altra… no, a questo non eravamo preparati. Ciò che più mi sconvolge è che i cerchi di pietre erano luoghi sacri, e per me quella sacralità continuano a mantenerla, quindi vedere quello che ci arrampica e quell’altro che ci cammina sopra… no. NO! A malincuore rimaniamo lo stretto necessario, e poi via, verso Keswick.

lake district inghilterra cerchio di pietre di castlerigg keswick

Nonostante le dimensioni ridotte, Keswick è il maggior centro turistico della parte nord del Lake District. Il villaggio è bello trafficato, sia grazie alla vicinanza con il lago Derwentwater che per l’abbondanza di ristoranti, negozi e pure musei; senza contare che ogni giovedì e sabato si tiene anche il rinomato mercato locale. Escludendo i musei a priori, ci ritroviamo a passeggiare per Main Street, rivolgendo la nostra attenzione in particolare a Moot Hall, oggi sede del centro turistico, e ai cibi locali in bella mostra. Dopo aver ammirato una ragazza creare del fudge, mi concedo il primo scotch egg della mia vita, che nonostante il nome è un piatto inglesissimo; anche se scelgo quello ripieno di haggis!

L’ora successiva la passiamo quasi tutta in auto, tranne un breve stop sul Bassenthwaite Lake. Le strade sono strette e semi-deserte, ma i compagni di viaggio di certo non ci mancano; pecore ed agnellini sono ovunque, troppi per poterli contare (ma li salutiamo tutti, non si dice che portano soldi?). Guido fino al parcheggio di Loweswater, che avevo segnalato su Google Maps probabilmente per il lago, ignorando che ci saremmo ritrovati in un percorso pedonale all’interno di un pascolo! E così quelle foto rubate dal finestrino di “mamme e bambini” rimangono un lontano ricordo: nonostante le decine di belati di disapprovazione posso darmi alla pazza gioia con i modelli più dolci che ci siano!

lake district inghilterra agnelli e pecore al pascolo

Segue uno stop lungo il Crummock Water, dove il parcheggio si trova stretto tra il lago e la montagna. Non so come, Pavel mi convince ad affrontare una mini ed estemporanea scalata “per vedere il lago dall’alto, sai che bello”; ma una volta arrivati a destinazione, il senso di vertigini mi paralizza e rimango lì come una scema mentre lui zampetta alla ricerca del punto migliore. Scendere non è il massimo, è come se la sensazione provata lungo il Vallo di Adriano si aplificasse per mille, ma la vista è senz’altro splendida e la fermata successiva riesce a curare tutti i mini traumi psicologici.

L’Honister Pass, nella valle di Borrowdale, ha delle strade dalla pendenza spaventosa (in certi punti anche del 25%), ma è selvaggio ed incontaminato ed io me ne innamoro all’istante. Zero auto, piccole aree di sosta lungo un ruscello, serpentine, pace assoluta. Finalmente.
Nella parte più alta si trova un’importante miniera di ardesia, l’ultima ancora in funzione in tutta l’Inghilterra, che però troviamo chiusa, così come il bar e l’ostello. L’unico segno di vita arriva da un bus urbano che sbuca all’improssivo e che riesce a destreggiarsi su quella strada che è infernale anche nella nostra piccola Polo.

buttermere honister pass miniera ardesia inghilterra

L’Honister Pass segna di fatto la fine della nostra giornata itinerante, visto che la strada che vogliamo prendere per tornare verso Keswick, quella che costeggia la destra del lago Derwentwater e che in teoria è ricca di punti panoramici, è chiusa a tempo indeterminato. La destinazione finale è Ambleside, dove passeremo la notte per poi continuare l’esplorazione della parte sud del Lakeland.

Lake District, parte sud: itinerario 2° giorno

Ambleside si rivela un’ottima scelta. Piccolina, accogliente, anch’essa decisamente turistica come Keswick; ha degli angoli davvero carini come la Bridge House, e le sue schiere di casette colorate la rendono il soggetto ideale per una qualsiasi cartolina. Dopo una breve esplorazione, ci dirigiamo qualche chilometro verso nord, direzione Grasmere. Non senza prima fermarci a Rydal.

Rydal Cave, una grotta immersa nel bosco e non lontana dalle rive del Rydal Water, vince il premio come maggior delusione del viaggio; la strada per raggiungerla dal parcheggio è bellissima, con prati pieni di bluebells da far girare la testa e vista proviliegiata sul lago.  Ma dopo aver camminato per circa 1km ed averla trovata, ci rendiamo conto che è inaccessibile. La bocca è troppo in alto, le pietre troppo lisce e senza reali appigli; ci uniamo a coloro che cercano ingressi alternativi, ma gli unici che riescono a salire sono dei ragazzini super-agili che sembrano scimmie. Epic fail.

lake district grasmere fiori blu viola sui prati

Va decisamente meglio con Rydal Mount, che al contrario vince il premio di “best of Lake District” insieme all’Honister Pass. Rydal Mount altro non è che il cottage con annesso giardino dove visse (e scrisse) per 37 anni William Wordsworth. Ne parlerò più approfonditamente in un post a parte, tanto mi ha colpito questo piccolo paradiso in terra che riesce a spiegare, più di mille libri di letteratura inglese romantica, dove e come il poeta trovasse l’ispirazione per le sue liriche.

Grasmere dista pochissimi chilometri da Rydal, ed è un altro dei luoghi che Wordsworth amava di più. Nel piccolo villaggio creò un suo personale giardino di daffodils, narcisi, proprio lungo il piccolo fiume che si immette nell’omonimo lago; ed è nel cimitero della piccola chiesa di Sant’Osvaldo, a pochi metri, che riposa accanto alla moglie Mary.
Grasmere è anche famosa per aver visto nascere, nel 1854, il gingerbread. Il minuscolo negozio originario è ancora in piedi e continua a sfornare a gran ritmo il pan di zenzero secondo la ricetta originale di Sarah Nelson. Come dimostra la continua fila, uno stop è d’obbligo!

lake district pan di zenzero originale inghilterra

Il tour letterario continua con la visita alla casa di un’altra grande scrittrice inglese, stavolta per bambini: Beatrix Potter. Intorno alla sua figura in questa zona è stato creato un enorme business, culminato con l’apertura di “The World of Beatrix Potter Attraction” a Bowness-on-Windermere.
A me però interessa vedere dove ha vissuto e tratto ispirazione per la creazione dei suoi famosissimi animaletti antropomorfizzati, quindi andiamo dritti a Near Sawery, dove si trova la “fattoria” di Hill Top.

Ho scritto “fattoria” tra virgolette perché il cottage in realtà è molto più piccolo di quello di Wordsworth, così come il giardino e tutto il resto. Nonostante il discreto costo del biglietto, la visita è breve e nemmeno lontanamente emozionate come quella della mattina. Credo di passare più tempo nel negozietto annesso che in casa, ed inutile dire che una copia di Tom the Cat se ne torna in Italia con me!

Il lago Windermere è a pochi chilometri e non resistiamo al richiamo dello specchio d’acqua più grande di tutto il parco nazionale. Ci sfiora anche l’idea di raggiungere l’altra riva traghettando, ma c’è troppo da aspettare e desistiamo ben presto, anche perché l’unico parcheggio dell’area è in una zona dove non c’è nulla da fare o vedere. In più comincia a piovere discretamente, ed è sotto un mezzo acquazzone che ci da il benvenuto l’ultima tappa, Windermere appunto. Il villaggio è senza infamia e senza lode, carino ma niente di speciale rispetto a quanto visto fino a quel momento… probabilmente la scelta più saggia sarebbe proseguire per Bowness, il centro turistico più famoso e frequentato di tutto il Lake District; ed è proprio questo che ce ne allontana. E che mette fine ai nostri due giorni itineranti nel Lakeland.

beatrix potter peter il coniglio lake district

Dove dormire nel Lake District

Da meta turistica ambitissima, va da sé che dormire nel Lake District non sia propriamente economico.
La prima notte infatti l’abbiamo passata al di fuori dei suoi confini, dormendo nella mansarda di un cottage di un’allegra coppia di signori. Per la seconda invece abbiamo cercato una stanza a metà strada, ed abbiamo trovato la soluzione perfetta con la Ambleside Townhouse. Vicinissima al centro del villaggio, con parcheggio privato e ricca colazione inclusa, quello che mi aveva spinto a sceglierla era l’aspetto dell’edificio dall’esterno, con le splendide finestre all’inglese in bella vista. La gioia nel vedere che ne avevamo una personale anche in camera è stata la ciliegina sulla torta! Certo, il bagno era piccolino ed il lavandino si trovava nella stanza principale, ma sono davvero dettagli.
Il costo di una matrimoniale con parcheggio e colazione inclusi è stato di 80£.
Ambleside Townhouse promossa a pieni voti!

dove dormire lake district inghilterra ambleside townhouse

Un ultimo pensiero sul Lake District

Credo sia abbastanza evidente che il Lake District non mi abbia completamente conquistato.
Avevo forse aspettative troppo alte, che stupidamente non avevano tenuto conto del periodo e dell’iper-turisticità della gran parte dei luoghi toccati; di certo non ha aiutato il tempo a disposizione, davvero troppo poco per un’area così vasta.
Tornassi indietro dedicherei il mio tempo alle zone più remote, inserendo sì un paio di villaggi, ma portando dietro scarpe buone per camminare il più possibile e cercare di vedere i laghi dall’alto… perché dalla riva proprio non rendono.
Insomma, il Lake District per noi è stata una mezza delusione, delusione che non attribuisco ai luoghi in sé, ma quasi totalmente ad un’organizzazione un tantino superficiale; o forse alla nostra totale incapacità di smettere di fare paragoni insensati con terre non poi così lontane…

Nessun rimpianto però, la meta l’abbiamo scelta senza pensarci troppo e ci tornerei mille volte anche solo per godermi la pace di Rydal Mount. Perché il Lake District nasconde senza dubbio un verdissimo angolo di paradiso per ognuno di noi.

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