Il forte di Vindolanda ed il Chesterholm Museum

La visita al Vallo di Adriano non può non essere preceduta o succeduta da un’altra visita ad un sito che, dal punto di vista storico, riveste altrettanta importanza. Anzi, forse addirittura maggiore.
Perché al forte romano di Vindolanda, ad un paio di chilometri a sud del tratto centrale del Vallo, nella zona di Hexham (Northumbria), dobbiamo davvero tantissimo. E non solo in termini di reperti, visto che al suo interno vivevano sia soldati che civili (famiglie, donne, bambini) con una vita attivissima e, per quanto possibile, normale. Scarpe, gioielli, vestiti, utensili, tavole splendidamente conservate: sono questi i doni che ci ha regalato, e che continua a regalarci, Vindolanda.

Vindolanda: un po’ di storia

La costruzione del forte di Vindolanda risale a prima di quella del Vallo di Adriano, che è avvenuta a partire dal 122 d.C.
Il castrum si trova esattamente a metà del percorso tra l’estuario del fiume Solvay ed il fiume Tyne, lungo l’antica strada romana chiamata Stanegate. All’interno dei confini della Britannia quindi, ma a pochissima distanza dall’odierno confine scozzese. O, per dirla “all’antica”, dai Pitti. Dai barbari.
Vindolanda, occupata dai romani dall’85 al 370 d.C. circa, venne ricostruita più volte (si stimano almeno 9) ed inglobata nel sistema difensivo nel Vallo al momento della sua costruzione, ricoprendo il ruolo di guarnigione che riuniva fanteria e cavalleria. Si passò quindi da un piccolo forte fatto di tufo e legno (i cui resti giacciono 13 metri sottoterra), ad uno ben più robusto in pietra, ad una serie di costruzioni militari accompagnate da capanne per ospitare le famiglie dei soldati.

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Quest’ultima soluzione fu anch’essa spazzata via a favore di un altro forte in pietra, che vide lo svilupparsi di un vicus ad ovest delle sue mura; è proprio grazie ad un altare qui rinvenuto del 1914 che si è potuti risalire al nome del sito, Vindolanda appunto.
All’ennesima ricostruzione del castrum (300 d.C. circa), il vicus rimase tuttavia inabitato (forse per ragioni di sicurezza) e mai più rioccupato; declino che colpì anche il corpo principale, riparato probabilmente da soldati irregolari ed abbandonato gradualmente a partire dal 370. In realtà, Vindolanda continuò ad essere occupata da civili per altri 400 anni, ma è sul periodo militare che, ovviamente, si è rivolta l’attenzione durante gli scavi iniziati negli anni ’30 del 1900 dall’archeologo Eric Birley, e proseguiti da figli e nipoti. Che tutt’oggi se ne stanno occupando.
Già, perché il forte di Vindolanda era così vasto che ne è stato rinvenuto appena il 24%! Gli scavi proseguono senza sosta e ne abbiamo potuti ammirare alcuni anche durante la nostra visita. Come sentirsi parte di una storia millenaria!

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Vindolanda oggi: i resti ed i reperti

Inutile dire quanto sia emozionante poter camminare su pietre rimaste sepolte per quasi 2 millenni, provare ad immaginare la vita che i soldati e le loro famiglie conducevano in questa straordinaria e particolarmente suggestiva zona d’Inghilterra. Il sito è vasto ed è possibile passeggiare liberamente tra i resti dei vari edifici, dove quasi ovunque ci sono targhe esplicative. Un’infarinatura si ha già all’ingresso, dove si trovano dei pannelli introduttivi ed una riproduzione in scala di ciò che doveva essere il forte nel periodo di massimo splendore.
Sul lato est, è proposta anche una ricostruzione in legno di una tipica sezione del Vallo di Adriano, perfetta per farsi un’idea di come il leggendario sistema difensivo doveva apparire.

Ammirare gli scavi è un’altra delle attività alle quali non è possibile rinunciare durante la visita; sia mai che venga scoperto qualcosa di unico proprio come nel 2017. Le ultime Tavolette di Vindolanda sono state riesumate proprio allora, e vanno ad aggiungersi alle oltre 200 riemerse dal 1973 in poi. Nel loro complesso, sono state votate come il reperto archeologico più importante nella storia della Gran Bretagna, “Britain’s Top Treasure“. La ragione è presto detta: le piccole tavole in legno sono i secondi reperti scritti a mano più antichi del paese, di pochi anni più giovani delle “Bloomberg tablets“. Le condizioni climatiche particolarmente umide e fresche hanno permesso che le tavolette rimanessero pressoché intatte, questo nonostante si trovassero diversi metri sottoterra. Straordinario è che, attraverso di esse, gli archeologi siano riusciti a ricostruire spaccati di vita quotidiana all’interno di Vindolanda; non solo quindi soldati e comunicazioni militari, ma anche corrispondenza privata. La lettera scritta dalla signora Claudia Severa, moglie di un comandante, alla sorella Lepidina per invitarla al suo compleanno, è ad esempio il più antico documento esistente scritto in latino da una donna.

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Vindolanda ed il Chesterholm Museum

Le Tavole si erano “accasate” in massa al British Museum di Londra, almeno fino al 2011, anno in cui una parte è stata resa “in prestito” a Vindolanda ed al suo piccolo ma notevole museo. Prima di parlare del Chesterholm Museum, è però doveroso spendere qualche parola per l’angolo di paradiso nel quale si colloca, un luogo davvero fuori dal tempo e dallo spazio. Se infatti la parte superiore del sito è occupata dagli scavi, c’è una piccola ed appartata oasi di pace nella quale sono stati fedelmente riprodotti un tempio, una casa ed un negozio di epoca romana. Il verde predomina su tutto, ed il fiumiciattolo che attraversa il giardino rende il quadro perfetto, sembra di essere davvero in un’altra dimensione.

Ma veniamo al pezzo forte, il Chesterholm Museum appunto. Le collezioni esposte al suo interno sono in continuo aggiornamento e vanno di pari passo con i ritrovamenti fatti durante gli scavi giornalieri. Insieme ad oggetti ed utensili di uso quotidiano, inclusi gioielli, fermagli e capi di vestiario, ci sono anche scheletri di animali domestici; nella parte aperta di recente sono invece esposti reperti in legno, che vedono tra i pezzi forti la spada giocattolo di un bambino ed un primitivo water! C’è anche una sala ideale per grandi e piccini dov’è possibile travestirsi da soldato romano, della quale noi potremmo o non potremmo avere approfittato…
Dulcis in fundo, all’ingresso del museo, insieme al negozio di souvenir, si trova una caffetteria davvero ottima che offre bevande calde/fredde e cibi dolci/salati. Tutto fresco e tutto delizioso! Il pranzo con vista “giardino dell’Eden” è stata la ciliegina sulla torta.

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Visitare Vindolanda: qualche informazione pratica

Il sito di Vindolanda è aperto da aprile a dicembre, con orari che variano a seconda della stagione. Se infatti l’accesso è sempre dalle 10 in poi, la chiusura è alle 18 da aprile a settembre, alle 17 ad ottobre e alle 16 a novembre e dicembre.
Varia anche il costo del biglietto d’ingresso: è possibile acquistarlo scontato in coppia con quello del Roman Army Museum di Greenhead, situato ad una decina di chilometri di distanza. Si va dalle 7,43£ (biglietto singolo senza donazione del 10% al Vindolanda Trust) al “pacchetto” con donazione a 12,20£. Sul sito ufficiale di Vindolanda ci sono tutte le informazioni dettagliate, incluse eventuali riduzioni.

Infine, come raggiungere i resti del forte? Il modo migliore è l’auto, di gran lunga. Il parcheggio riservato ai clienti è proprio all’ingresso, ed il costo è compreso nel biglietto. Ci sono anche dei bus locali da Newcastle a Carlisle (e viceversa) che effettuano fermate a
Bardon Mill, il villaggio più vicino; altrimenti, da vari stop lungo diversi tratti del muro è possibile raggiungere Vindolanda a piedi; il mezzo migliore è l’AD122, che però effettua corse solo da metà aprile a fine settembre. Tutte le modalità sono perfettamente riassunte ancora una volta sul sito ufficiale.

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L’accoppiata Vindolanda + Vallo di Adriano ha rappresentato forse la giornata più intensa del nostro viaggio nell’Inghilterra del Nord. La scelta totalmente casuale di dare la precedenza al forte ci ha permesso di comprendere meglio la storia del muro stesso, e di come doveva essere la vita da quelle parti 2000 anni fa prima e dopo la sua costruzione.
Il lavoro di conservazione e recupero portato avanti dal Vindolanda Trust è davvero magnifico, ed il fatto che dia la possibilità a chi è interessato di unirsi al team di archeologi, o che organizzi dei seminari e dei workshop a tema, dimostra quanto sia importante il coinvolgimento non solo di esperti del settore, ma di tutti coloro che amano la storia.
In fondo, ciò che si sta tentando di recuperare e ricostruire non è forse un pezzo di un (importantissimo) passato comune?

There are 2 comments
  1. Sto pensando di organizzare per l’anno prossimo e penso che lo infilerò nell’itinerario. Certo con i mezzi pubblici è più tosta ma non impossibile. Grazie per le informazioni!! *_*

  2. Con i mezzi pubblici purtroppo è un tantino complicato.
    Il forte non è lontanissimo dalla strada principale però, e magari informandosi da Carlisle o Newcastle ci sta che facciano delle gite giornaliere. Se hai in programma di andare in zona, Vindolanda è davvero davvero imperdibile!

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