Royal Yacht Britannia di Edimburgo, l’ultima nave della famiglia reale britannica

Royal Yacht Britannia. Her Majesty’s Yacht Britannia. HMY Britannia.
Poteva esserci un solo nome per riferirsi a lui, il palazzo reale galleggiante che ha portato Queen Elizabeth II e il resto dell’ingombrantissima Royal Family in giro per il mondo per 43 anni? D’altra parte sulla nave, oggi ormeggiata a Leith, sembra che la regina sia appena passata: tutto è stato lasciato come se dovesse tornare da un momento all’altro. Basti pensare che tutti gli orologi a bordo segnano le 3:01 pm, l’ora in cui sua maestà è sbarcata per l’ultima volta.

Se dovessi scegliere cosa ho apprezzato di più durante la visita, non avrei dubbi: la possibilità di “entrare in contatto” con un mondo, quello reale, spesso off limits a noi comuni mortali. Vedere con vivevano a bordo nobili e meno nobili, tentare di comprendere uno spaccato di vita che in realtà, ad ogni viaggio, si trasformava in una vera e propria missione diplomatica.

Il Royal Yacht Britannia: storia e numeri

Il HMY Britannia è stata la 83° nave reale dal 1660, anno in cui re Carlo II salì al trono.
Fu la regina Elisabetta a vararla, il 16 aprile 1953, anche se l’entrata in servizio è datata 11 gennaio 1954.
Il panfilo venne concepito come dimora itinerante di sua maestà, ma non solo: poteva trasformarsi in ospedale in caso di guerra, o servire da rifugio per lei ed il duca di Edimburgo nell’eventualità di guerra nucleare. Lo scopo principale era però quello di portare i reali in visita nei paesi del Commonwealth, attribuendole grande importanza anche dal punto di vista politico.

Non sorprende quindi che nei suoi quasi 44 anni di servizio abbia percorso oltre un milione di miglia nautiche, pari a più di 2.000.000 di chilometri. E fa un po’ sorridere che proprio sul viaggio inaugurale, da Portsmouth a Malta, a bordo non ci fossero Elisabetta e Filippo ma bensì Carlo ed Anna, che dovevano raggiungere i genitori al termine del loro Commonwealth Tour.

Il veliero ha solcato mari ed oceani per ben 968 volte, ospitando a bordo, oltre a circa 250 membri dell’equipaggio, moltissimi ospiti illustri (Churchill, Nelson Mandela, Eisenhower, Reagan, Margaret Thatcher, Clinton sono solo alcuni). È stata la “love boat” di Carlo e Diana, che vi hanno trascorso la luna di miele nel 1981. Soprattutto, ha portato in salvo 1000 rifugiati da Aden, Yemen, durante la guerra civile del 1986.

Fino ad arrivare al 1997. Il governo conservatore decise di mandarlo in pensione e sostituirlo con uno nuovo al momento della rielezione. Che però non avvenne: con la vittoria dei laburisti, il panfilo venne ritirato e fu deciso che, visti i costi, non avrebbe avuto eredi. La cerimonia di decommissionamento avvenne l’11 dicembre, e si vocifera che la regina Elisabetta abbia addirittura versato una lacrima in pubblico per il dispiacere.

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A bordo del HMY Britannia per una visita “reale”

Insomma, il passato del Royal Yacht Britannia è stato decisamente glorioso (ed importante politicamente, non dimentichiamolo), ma presente e futuro, seppur limitati alle acque del porto di Edimburgo, non saranno da meno. Ancorato perennemente all’Ocean Terminal di Leith, è diventato col passare degli anni una delle attrazioni preferite e più visitate di Scozia secondo tripadvisor, tanto da contare quasi 400.000 visitatori all’anno.
Ma cosa si può ammirare esattamente al suo interno?

Ingresso e museo

La visita comincia nello spazio tra la biglietteria e l’ingresso alla nave, dov’è allestito un piccolo museo che spiega la storia ed i momenti salienti vissuti dal Royal Yacht Britannia. Ci sono varie testimonianze relative all’inaugurazione (ed alla sua portata), e molteplici immagini che ritraggono una Famiglia Reale sorridente e rilassata. Si dà anche molto risalto all’equipaggio, composto da circa 250 unità, un piccolo esercito!

Non dimenticate di dare una sbirciatina fuori dalla finestra prima di procedere: sarà probabilmente la vista d’insieme più chiara che potrete avere della prua della nave. Il suo essere quasi inglobata nel centro commerciale non permette infatti di ammirarla nella sua interezza, non da vicino almeno. Peccato.

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La parte “nobile” del Britannia

Prima di accedere alle 5 rampe di scale che conducono ai rispettivi ponti, viene consegnata una comoda audioguida (inclusa nel prezzo e disponibile anche in italiano), indispensabile per capire ed apprezzare al meglio il ruolo svolto dal Britannia. Ogni stanza ed ogni spazio degno di nota sono contrassegnati da un numero, basta digitarlo sull’apparecchio per ascoltarne la storia.

Il tour vero e proprio parte dalla cabina di comando, dove si possono ammirare i macchinari originali dell’epoca ed avere una bella visuale del ponte di prua, zona questa riservata a piccoli concerti e rappresentazioni teatrali. Si prosegue attraverso le stanze private dell’ammiraglio, decisamente curate e spaziose. Non dovrebbe sorprendere però, in fondo era lui ad avere in mano le sorti della nave.

All’esterno, dopo aver oltrepassato lo spazio che ospita una Land Rover privata, si arriva al Ponte Reale. Come fa intuire il nome, l’area era riservata esclusivamente ad Elisabetta e la sua famiglia. Sulla veranda si prendeva il sole, si faceva il bagno in una piscinetta gonfiabile, si scattavano foto ricordo più o meno ufficiali o, nel caso del Duca di Edimburgo, si dipingeva.

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Dal ponte si accede allo spazio preferito di sua maestà, la sun lounge, una saletta molto accogliente e completamente accessoriata: cavalletto e bar per Filippo, divanetti e libri per lei. Ciò che mi ha davvero colpito, oltre ai peluche dei fidati corgi sparsi un po’ ovunque, è la sobrietà degli ambienti. Siamo abituati ad immaginarci una famiglia reale che galleggia nello sfarzo, stile il Buckingham Palace che possiamo ammirare nella serie “The Crown” per capirsi; invece a bordo del Britannia il lusso è prerogativa solo di un paio di zone, tra cui di certo non rientrano quelle private della regina.

Oltre alla veranda, anche le camere dei regnanti, divise ma unite da una porta comunicante, sono arredate in maniera semplice. Dall’altra parte del corridoio, l’unica stanza con un letto matrimoniale dell’intera nave: quella che divisero Carlo e Diana durante la luna di miele, su richiesta esplicita del principe del Galles.

Scendendo di un piano, si accede all’immensa sala da pranzo dove regna, qui sì, lo sfarzo. Poteva essere altrimenti? Qui venivano accolte ed intrattenute le personalità più importanti al mondo, e tutto doveva necessariamente essere perfetto. Incluso lo spazio tra le posate, misurato con uno speciale righello! Se volete togliervi lo sfizio, la stanza è disponibile per essere affittata da aziende e privati… il costo non voglio nemmeno immaginarlo.

Prima o dopo essersi rifocillati nella sala da pranzo, gli ospiti passavano per il salone dei ricevimenti, uno spazio molto accogliente (forse quello che, più degli altri, sa di casa) che poteva contenere fino a 250 persone. A spiccare, oltre a tappeti e divani, è il bellissimo pianoforte a coda, particolarmente amato da Lady D.

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I ponti inferiori e le stanze dell’equipaggio

Scendendo ancora, si arriva alla zona meno “nobile” del panfilo, quella riservata ad equipaggio e personale di bordo.
Se il lusso non è particolarmente presente ai piani superiori, immaginate qui. Camerate con letti a castello e spazi angusti, piccole salette dove i marinai potevano distrarsi bevendo una birra, una marea di adesivi e foto sparsi ovunque. Anche in questo caso, sembra davvero che gli inquilini siano appena scesi e debbano rientrare da un momento all’altro.

Facendosi strada tra gli angusti corridoi, si approda all’immensa lavanderia, uno degli spazi più importanti del Britannia. Il protocollo infatti imponeva che ogni membro dell’equipaggio si cambiasse ogni giorno (alcuni più volte al giorno), pensate alla mole di lavoro che doveva esserci!!!
Dopo aver attraversato la tanto temuta infermeria, ecco l’ultima sala, quella dei motori. Uno spettacolo anche per chi, come me, di certe cose non ne capisce nulla. Ancora oggi considerata all’avanguardia sia per efficienza che per solidità (non c’è mai stato bisogno di grosse riparazioni o sostituzioni), sembra quasi non sia mai stata utilizzata.

La visita si conclude all’esterno, dove è ancorata un’imbarcazione decisamente più piccola ma non per questo meno importante: lo yacht serviva a far sbarcare la regina ed era dotato di ogni comfort. Poco più in là, sotto una piccola struttura in plastica, ecco una meravigliosa Rolls Royce che sua maestà usava per spostarsi a terra in mancanza di mezzi consoni.

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Dove si trova il Royal Yacht Britannia, come raggiungerlo, orari e prezzi

L’ultima nave posseduta dalla Famiglia Reale Britannica è ancorata presso il porto di Edimburgo, sul Firth of Forth, all’Ocean Terminal di Leith. Ocean Terminal è anche il nome del mastodontico centro commerciale da cui si ha accesso all’imbarcazione. La biglietteria si trova al secondo piano, e solo da lì è possibile salire a bordo.
Per saltare eventuali file (ricordo che si tratta di una delle attrazioni più visitate di Gran Bretagna), è possibile acquistare l’ingresso al HMY Britannia in anticipo allo stesso prezzo: 17£. Il costo include anche l’audioguida.

Gli orari di apertura variano a seconda del periodo. Quelli relativi al 2020 sono:

  • Gennaio – Marzo: 10 – 15.30
  • Aprile – Ottobre: 9.30 – 16.30
  • Novembre – Dicembre: 10 – 15.30

Gli unici giorni di chiusura sono il 25 dicembre ed il 1 gennaio.
Da tenere a mente che occorrono circa 2 ore per una visita completa ed esaustiva.

Come raggiungere l’Ocean Terminal dal centro di Edimburgo?
Per i più infaticabili, costeggiando a piedi Water of Leith dal centro città, in un percorso molto bello che si snoda per circa 4km e che passa anche per i caratteristici Dean Village e Stockbridge. Altrimenti, i bus 11, 22, 34, 35 e 36 al costo di 1,70£ (da pagare in contanti all’autista o con carta/bancomat contactless) faranno il lavoro sporco per voi. È possibile consultare orari e fermate sul sito Lothian Buses.

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Fatico ancora a credere che mi ci siano voluti ben 4 viaggi ad Edimburgo prima di spingermi fino a Leith e visitare il Royal Yacht Britannia.
Non sono una fanatica di navi e di tutto ciò che ha a che fare col mare, ma qui si tratta di altro, molto molto di più: permette di entrare in contatto con un grosso spaccato di vita vera, per quanto passata, dell’inarrivabile ed ormai leggendaria Royal Family. L’aver lasciato tutto come l’ultima volta in cui la regina è salita a bordo è senza dubbio la scelta vincente, la vera attrazione. Ed il modo in cui il percorso è strutturato rende l’intera esperienza indimenticabile. Davvero un’attrazione da non perdere se passate per la capitale scozzese!

Ringraziamo il Royal Yacht Britannia Trust per aver accettato di collaborare con noi.
There are 2 comments
  1. Una visita davvero molto interessante! Mi è piaciuta molto e l’audioguida è completissima!

    • Verissimo, non amo molto le audioguide (mi ingombrano!!), ma senza questa la visita avrebbe avuto molto meno senso.
      Comunque super interessante davvero, mi ha fatto un po’ specie 😀

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