I miei #TravelDreams2020 edizione #chesaràsarà

Duemilaventi.
Pochi mesi e si toccano i 35.
Peccato sentirsi, sia di testa che di spirito, ancora a fine anni ’90. Sarà una qualche forma di sindrome di Peter Pan oppure, semplicemente, i mitici anni ’90 sono stati troppo sotto qualsiasi punto di vista per staccarsene “senza combattere”?
Ok… tipico discorso da vecchia. Sti vent’anni sono passati, eccome. Inutile sentirsi giovincella Celeste, non lo sei più. È ora di smettere di guardare al passato con nostalgia, alzare il culo e fare tutto il possibile perché il futuro assuma la forma che tu vuoi dargli. Almeno il 2019, per quanto non sia stato tutto rose e fiori, è stato un punto di svolta non da poco.

E non perché sia riuscita a raggiungere la tanto agognata e totale indipendenza, ma l’essermi finalmente (FINALMENTE) liberata da un lavoro tossico che mi aveva risucchiato in un buco nero per troppi anni, bè… è un’enorme vittoria. Manca un ultimo passo per chiudere del tutto col passato, e qui si vedrà se le famose palle di cui ciarlavo 12 mesi fa si sono decise a spuntare o no.

Cosa faccio dall’11 settembre 2019? La stessa cosa di prima. Ufficio, cantina, spedizioni. Con un’enorme differenza: la possibilità di confrontarmi con clienti che arrivano da ogni angolo del globo e parlare inglese come se non ci fosse un domani. Stimoli a mille, anche se il mondo del vino non rientrerà mai tra i miei interessi. E soprattutto, con un piccolo agriturismo incluso nel pacchetto, al 99,9% dovrò stravolgere i piani “viaggerecci”: addio ponti lunghi, addio agosto, addio chissà cos’altro.

Non voglio fasciarmi la testa prima di rompermela però. È un ambiente del tutto nuovo per me, vediamo man mano come va senza farsi prendere da inutili ansie, cosa che per altro ho già fatto nelle primissime settimane.
Il motto dei miei Travel Dreams 2020? Che sarà, sarà. Non dipende più da me, ma farò di tutto per scappare in qualche angolo d’Europa appena il tempo (e il capo) ce lo permette. Nel 2019, nonostante tutto, ci siamo riusciti abbastanza bene, anche se dando una sbirciatina ai #traveldreams2019 abbiamo spuntato una sola destinazione: la Scozia. E te pareva. Anche se il fine settimana ad Edimburgo non lo si può proprio mettere a confronto con lo straordinario giro fino alle Ebridi Esterne che sognavo 12 mesi fa.

Quindi eccomi qui, a stilare la nuova lista dei desideri, consapevole che tra un anno sarò di nuovo qui ad elencare dove NON sono stata. C’è di buono che il primo viaggetto del 2020 è fissato, ed è una meta che negli ultimi mesi mi era balenata spesso in testa, pur non facendo parte di nessun elenco. Che vuoi che sia, io e l’imprevedibilità ormai andiamo a braccetto.

Della serie che chi l’avrebbe mai detto che sto andando ancora regolarmente in palestra dopo oltre 2 anni (WHAAAAAAT???) senza praticamente riuscire a perdere peso? O che ci saremmo giocati due macchine due (anche se una, incidentata, tornerà tra noi spero a breve) in manco una settimana (buona fine e buon inizio)? O che avrei continuato a perdere amicizie nel mondo reale per acquistarne di importantissime (e di molto più presenti) in quello virtuale, che poi per fortuna così virtuale ormai non lo è più? Ciao, Samantha.

Niente propositi per il 2020, se non un semplice motto: niente paura.
Basta piedi in testa, basta mordersi la lingua, basta non far valere i miei diritti. You’re gonna hear me roar!!!

#Traveldreams2020: chi la dura, la vince.

Ci sono dei “chiodi fissi” che continuano a comparire anno dopo anno, il non riuscire mai a raggiungerli non li priva di certo del loro status di travel dream.
E allora come non iniziare ancora con lei, la Scozia, che ho sì riabbracciato anche quest’anno ma senza arrivare fino alle Ebridi Esterne. Il cerchio di pietre di Callanish è ormai diventato una dolce ossessione, così come il voler visitare una delle “fabbriche” del famoso Harris Tweed; nella speranza, perché no, che i prezzi siano un tantinello più abbordabili. Come mi vedrei bene al riparo dentro ad un cottage ad osservare la natura incontaminata, col rumore del gelido oceano in sottofondo…
Nel tragitto per Lewis & Harris, non mancherebbe una bella sosta sull’isola di Skye, per molti il meglio che la Scozia abbia da offrire.

Subito dietro l’isola del mio cuore vengono 3 capitali europee.
La più vicina è Sarajevo, che con la nuova linea diretta Fly Bosnia da Roma dovrebbe essere facile da raggiungere. Dovrebbe, perché i voli per il momento non sono a buon mercato, anche se sul posto la spesa sarebbe relativamente bassa. Ci terrei molto a vederla prima che il turismo la snaturi in qualche modo.

Per Tallinn invece di voli non stop dal centro Italia non se ne parla. Una delle perle del nord Europa, patrimonio UNESCO, ed è connessa solo con Milano. Vi sembra possibile? Rinnovo quindi l’appello ad una qualsiasi compagnia aerea (possibilmente low-cost): aggiungere nuovo collegamento Roma-Tallinn, grazie.

La terza, e di certo non per ordine di importanza, è la capitale dell’Ucraina, Kiev. Che anzi, dopo aver letto l’esperienza di Daniela de “L’Orsa nel Carro”, è balzata probabilmente al numero uno. E qui, oltre ai prezzi non proprio economici, l’ostacolo ha un nome ben preciso: Pavel. Spesso e volentieri siamo d’accordo sulla destinazione, delle volte tocca insistere giusto un po’ per fargli capire che, anche se non lo sa ancora, vuole la stessa cosa che voglio io. Per portarlo a pattinare sul ghiaccio mi ci sono voluti quasi 10 anni, ma alla fine l’ho spuntata. Chi la dura la vince, per l’appunto.

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L’Europa e ciò che la rende unica

Mi sono resa conto che, da divoratrice compulsiva di serie TV, ci sono dei luoghi che mi hanno incuriosito proprio grazie agli input arrivati dal piccolo schermo. La Scozia ed Outlander ne sono la prova più lampante, ed ora è grazie a Netflix e a Derry Girls (piccolo capolavoro) che me ne vorrei andare nell’Irlanda del Nord. La serie è ambientata a Derry, ufficialmente Londonderry, negli anni ’90 e la descrive attraverso le vite di un gruppo di adolescenti divisi tra scuola e sballatissime famiglie, in un territorio ancora occupato dall’esercito britannico.
In cima alla lista c’è Belfast che, a quanto ho capito, o si ama o si odia. È piena zeppa di street-art, e tanto basterebbe, in più ho un debole per le città controverse che non fanno impazzire i più. Belgrado ed Atene ne sono le prove lampanti.

Restando in tema capitali, il fascino di Copenhagen sta pian piano richiamando anche me. Sono molti i travel blogger che seguo che ci sono stati di recente e che mi hanno permesso di dedicarle un po’ più di attenzione, certi scorci ce li ho ben stampati in mente e vorrei tanto ammirarli coi miei occhi, non solo attraverso uno schermo.
Stesso discorso vale per l’Andalusia, meta per eccellenza di viaggi on the road e che noi abbiamo assaporato con Siviglia nel gennaio di 2 anni fa. Non riesco a togliermi Cordoba e Granada dalla testa, ma di certo non vorrei farmi mancare un giro a Malaga e nella celeberrima Ronda.

Ultima destinazione, sempre saltando di palo in frasca, è Minsk. Non chiedetemi perché, non lo so bene nemmeno io. Sarà che Instagram mi ha catapultato all’interno di un mondo post-sovietico fatto da enormi palazzoni in stile brutalista che mi affascina da pazzi, ma vedo la Bielorussia come uno degli ultimi paesi europei lontano anni luce dal turismo. Per forza di cose, ovviamente. Il suo essere come “congelato nel tempo” rende il suo richiamo fortissimo.

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#Traveldreams2020: země česká, domov můj!

Mi permetto di prendere in prestito la frase più significativa dell’inno ceco (terra ceca, patria mia) per introdurre dei travel dreams del tutto speciali e dedicati a colei che considero, come ben sapete, una seconda casa. Perché se è vero che in Cechia andiamo solitamente due volte l’anno, è altrettanto vero che raramente vediamo ciò vorrei.

L’esempio più lampante? Loket. Ad un paio d’ore da Teplice, il pittoresco villaggio ed il suo castello sembrano usciti da una fiaba. È vero che la strada è un incubo, ma non intendo rimandare oltre. Stessa cosa per la Svizzera Boema, parco nazionale al confine con la Sassonia che ospita la celeberrima Pravčická Brána. Forse non ne avrete mai sentito parlare, ma l’avrete sicuramente vista in Narnia.

Non parliamo poi di Moravia, una specie di miraggio. Zlín ed il museo Baťa (lo sapevate, sì, che la Bata è una marca ceca?), la Vysočina morava e i siti UNESCO hanno la priorità, anche se da quando ho scoperto che la Austerlitz delle battaglie napoleoniche è a pochi chilometri da Brno (e va sotto il nome di Slavkov u Brna), ha fatto un bel balzo in avanti anche lei.

Riallacciandosi poi a ciò che ho detto sulla Bielorussia, non mi dispiacerebbe un giro tra i quartieri più brutalisti delle città più industrializzate di Boemia. E la regione di Teplice, forse escludendo giusto Teplice e poco altro, da questo punto di vista ha tantissimo da offrire. Most, Ústí nad Labem, Chomutov, Sokolov, Litvínov (città natale di Eva Herzigová) sono solo le più grandi. Della serie che non dovremmo nemmeno spingerci fino a Kladno, città bru(t)talista per eccellenza.

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Il sogno americano

E quando dico America, stavolta intendo l’intero continente!
La mia ossessione per gli Stati Uniti non si è affievolita nemmeno un po’, anzi. A New York si stanno via via aggiungendo mille altre città: New Orleans, Orlando, San Francisco, Chicago, Nashville, Seattle… portatemi negli States e sarò felice, poco importa dove.
Negli ultimi mesi però sia io e che Pavel abbiamo cominciato ad allargare un po’ di più i nostri orizzonti immaginari (peccato il portafoglio sia sempre striminzito). Argentina, Uruguay e Colombia. Spesso ci siamo ritrovati a parlarne. Chissà, magari un giorno…
In fondo, almeno sognare non costa niente.

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There are 5 comments
  1. Mai dire mai Celeste! E chi lo può dire se un giorno non diventerai una sommelier super esperta che ti porterà a viaggiare come prima, più di prima? L’ultimo passo di cui parli però non fare che sia traumatico eh…tipo che mandi aff@#* il vecchio boss o cose del genere 😛
    Mi piacciono i tag che hai assegnato a tutti i tuoi traveldreams e questo tuo #chessaràsarà a parte procurarmi il tormentone notturno canticchiando i Ricchi e Poveri, rappresenta lo spirito ideale con il quale affrontare la NON pianificazione annuale. Te lo dico da veterana di TravelDreams mancati, le mete non cercate sono quelle che più mi hanno sorpresa e gratificata, vedi proprio Kiev: io non vedevo l’ora di fare quel tour che tu sai e invece proprio di Kiev mi resta il ricordo più bello di tutta l’esperienza ucraina. Detto questo le tue mete desiderate per questo 2020 sono di tutto rispetto *_* Hai pensato di raggiungere Tallinn da Helsinki? Due Paesi in una sola botta 😉 E poi Tallinn è così maledettamente vicina a San Pietroburgo!!! Oddio sto pianificando i Traveldreams altrui ma vedi che ragazzaccia che sono! 😛 Dai Celeste ti auguro in primis che il tuo lavoro ti renda felice e poi di viaggiare tantissimo per tutto il 2020! Un abbraccio!

  2. Aaaaallora…. il modo più fico per andare a Tallinn è in nave! Ci sono traghetti da Stoccolma che a volte riescono a postare pochissimo (tipo 30 euro a/r per due con due notti a bordo) è voli pe Stoccolma ne hai a bizzeffe. Tra l’altro una volta giunta a Stoccolma potremmo pure incontrarci!! Io mando tutti i miei ospiti a farsi una crociera a Tallinn o a Helsinki perché è un’esperienza che vale davvero la pena. Ho un post in lavorazione in merito che devo trovare il tempo di far uscire…
    Seconda cosa: non avevo idea che lavori nell’ambito del vino! Questo mi ti fa voler ancora più bene, per favore esportate roba buona in Svezia!
    Numero 3 Sarajevo si ama. Alla follia 😉
    In bocca al lupo!

  3. Buon anno nuovo Celeste, ti auguro di realizzare almeno in parte i tuoi desideri, anche quelli che non sai ancora di avere! Io non sono solita fare liste perché i viaggi per noi arrivano come e quando vogliono, non li abbiamo mai programmati ma solo preso l’opportunità, tante volte abbiamo cambiato meta all’ultimo secondo! Se però dovessi proprio farne una, avremmo una spunta in comune: tornare in Scozia. Anche se siamo già riusciti a visitarla per bene, non ci siamo mai spinti a nord di Inverness e ci sono così tante isole su cui vorremmo mettere piede! Quindi comunque vada, auguro ad entrambe un anno pieno di Scozia. Un bacione!

  4. I tuoi traveldreams non sono mai banali e mi danno sempre un sacco di spunti. Kiev mi incuriosisce e la Scozia, anche se non l’ho indicata tra i miei sogni per il prossimo viaggio, è tra le mete che punto da anni. Leggendoti da tempo mi sembra quasi di conoscerla un po’..
    So quanto è stato importante per te cambiare lavoro e ti auguro di realizzarti sempre di più, perché hai carattere e te lo meriti. Spero che questo 2020 sia sfavillante!
    Ti abbraccio

  5. Sul fatto del lavoro mi sento di dirti che se lasciare quello vecchio ti fa sentire meglio, è già un grande passo avanti. E te lo dice una che per dieci lunghi anni ha sopportato le angherie e le prevaricazioni di un terribile ex boss. Sicuramente viaggiavo molto di più all’epoca ed era tutto spesato, ma ti garantisco che la serenità di oggi “fa pagato” con il numero decisamente più basso di viaggi che faccio ora.
    Ma andiamo alle destinazioni. Sarajevo: è nei miei sogni da qualche anno ma da Torino o Milano è impossibile senza spendere quanto un volo intercontinentale quindi per quanto mi riguarda rimarrà purtroppo ancora un sogno per un po’. Per quanto riguarda Tallinn, io l’avevo raggiunta in traghetto da Helsinki in meno di due ore: magari da Roma trovi qualche volo diretto per Helsinki (che tra l’altro mi è piaciuta molto più di Tallinn)?
    A Minsk sto facendo un pensierino perché ho visto che a differenza della Russia, non serve il visto per viaggi fino a cinque giorni, quindi questo semplifica molto le cose.
    Buon 2020!

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