I borghi della Valdichiana Senese: Castelmuzio, il borgo salotto

Non ha una certa ironia il fatto che l’unico blog tour al quale abbia partecipato fino ad oggi mi abbia permesso di riscoprire la mia terra?
Perché se è vero che l’esperienza verteva sui sapori ed i prodotti tipici della Valdichiana Senese, argomento sul quale mi reputo più che ferrata, mi ha anche permesso di vedere con altri occhi (era ora) angoli che sanno di casa, ma nei quali non mettevo piede da almeno un decennio.
Borghi più o meno piccoli, indistintamente da cartolina e all’apparenza troppo perfetti per essere veri. Quelli che la gente arriva dall’altra parte del mondo per ammirare e fotografare.

Ok, forse la Valdichiana Senese non sarà famosa come la limitrofa Val d’Orcia. Forse i turisti si fanno migliaia di chilometri per Pienza ed i panorami incantati immortalati nei grandi classici come “Il Gladiatore”, e qui ci si fermano giusto perché sono in zona. Ma ti assicuro che non abbiamo da invidiare niente a nessuno. Anzi, allontanandosi dai borghi più conosciuti si scoprono storie genuine, vere e proprie lotte per la sopravvivenza. Penso alla comunità che sta facendo rifiorire la piccola Petroio, o al gruppo di donne (con la collaborazione di cittadini, imprenditori, autorità) che hanno trasformato una vuota e desolata Castelmuzio nel borgo salotto che è oggi.

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Castelmuzio, dove si trova e quali sono le sue origini

Castelmuzio è un piccolissimo borgo di nemmeno 300 anime nel comune di Trequanda.
La sua è una posizione privilegiata, sulla cima di una collina di tufo ai piedi del monte Lecceto e circondato da distese di ulivi a perdita d’occhio. Ma non è solo per l’olio d’oliva, o l’oro verde come lo chiamano i “castellini”, che i visitatori si spingono fin lassù. La visuale sulla Valdichiana e la Val d’Orcia, da Montepulciano a Pienza passando per Montefollonico, con una strizzata d’occhio al Monte Amiata, è unica, ed il piccolo belvedere l’abbraccia tutta.

Benché lo stampo di Castelmuzio sia chiaramente medievale, con la tipica struttura fortificata, e che le prime notizie scritte risalgano a dopo l’anno 1000, le sue origini sono molto più antiche. Del periodo etrusco addirittura, come quelle di gran parte della zona. Sono varie iscrizioni e molteplici tombe a testimoniarlo, ma anche e soprattutto i resti di un tempio dedicato alle divinità etrusche.

Nei documenti ufficiali appare spesso come Casale Mustia, o Castel Mozzo, termine dal quale deriva l’odierno Castelmuzio. Nel corso dei secoli il borgo è passato di mano in mano: dai Signori Cacciaconti della Scialenga all’Ospedale di Santa Maria della Scala di Siena, dai Piccolomini al Granducato di Toscana per finire, con l’Unità d’Italia, sotto la giurisdizione del comune di Trequanda.

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Da borgo semi abbandonato a borgo salotto

Non è cosa rara che i borghi della zona, specialmente i più piccoli, rimangano semi-abbandonati. Pure Montepulciano, ben conosciuto a livello nazionale ed oltre, per qualche anno si era come svuotato. Pochi negozi, principalmente (pochi) anziani ad abitare il centro storico. Poi, la svolta. Che individuerei sia nel boom del turismo proprio legato ai borghi, che a vari eventi che hanno letteralmente resuscitato i mesi morti (non dirmi che non hai mai fatto un pensierino sui mercatini di Natale di Montepulciano).

Immagina quindi cosa possa succedere ad un paesello bello e ben conservato quanto vuoi, ma abbastanza isolato dai centri circostanti, con poche comodità, che male si adatta al frenetico stile di vita moderno.
Fortuna che esistono persone che non si danno mai per vinte. Un gruppo di agguerritissime donne in questo caso, originarie di Castelmuzio e dintorni o che, semplicemente, se ne erano innamorate passando di lì. Donne che, correva l’anno 2017, sono riuscite a riunire cittadini, impresari, pure il comune di Trequanda, e dargli un obiettivo comune: restituire a Castelmuzio quella vita che stava pian piano scivolando via. Come? Creando un borgo salotto.

Il progetto è ambizioso, quasi utopistico: creare uno spazio accogliente di cui tutti possano usufruire. In barba al vandalismo dilagante, all’abbadono sistematico, al non curarsi di ciò che non appartiene al nostro piccolo orticello. Così la terrazza su Val d’Orcia e Valdichiana si è trasformata in un belvedere arredato con sedie e tavoli in ferro battuto, dotata perfino di una piccola libreria privata ricavata da un buco nelle mura. Il bagno pubblico è diventato il bagno salotto, rivestito da mosaici di pregio e curato nei minimi dettagli. Io non avevo mai visto una toilette comune con mobiletti antichi, fioriera e pure diffusore di aromi!
È così che Castelmuzio è diventato cosa pubblica. Casa pubblica. Amata, rispettata, condivisa.
Un borgo dove il tempo si è fermato.

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Cosa vedere a Castelmuzio

Ok borgo salotto, ma non dimentichiamoci che Castelmuzio ha una storia millenaria, e che conserva una struttura tipica medievale quasi perfetta.
All’ingresso del paese si trova il monumento ai caduti, mentre di fianco all’antica porta la pietra sulla quale pare riposasse e mangiasse Bernardino da Siena. Leggenda vuole che il santo, durante i suoi pellegrinaggi, venne accolto a braccia aperte dai castellini dopo essere stato scacciato da altri centri abitati lungo il cammino. Per questo Castelmuzio sarebbe diventato una delle sue destinazioni preferite.

Nel cuore del minuscolo centro storico si trova invece Palazzo Fratini, ex sede del giudice ed oggi ristorante, la cui torre mozza ha probabilmente decretato il toponimo (ricordi il Castel Mozzo di prima?). Poco lontano, lo Spedale di San Giovanni Battista, la Chiesa di Santa Maria Assunta e l’oratorio della confraternita della Santissima Trinità e di San Bernardino, che ospita il museo di arte sacra.

Ma la vera esperienza è quella di perdersi tra vicoli di Castelmuzio. Non letteralmente dico, sarebbe quasi impossibile viste le dimensioni. Ma lasciare fuori dalle sue mura la nozione del tempo, godersi gli spazi che i castellani nativi ed acquisiti hanno creato anche per noi, è quasi un dovere morale. Fermati a conteplare il panorama dal belvedere, magari sfogliando un libro, e non dimenticare di passare per il bagno salotto, che tu ne abbia bisogno o meno!

Castelmuzio da condividere -> gli eventi durante l’anno (quest’anno rimandati causa Covid-19)

Fanno parte del progetto di borgo salotto anche una serie abbastanza fitta di eventi che si tengono ogni anno da fine maggio a metà ottobre.
Si inizia con Borghi in Festa, una vera e propria festa di paese con stand gastronomici che servono dell’ottimo cibo locale casalingo (tra cui i lunghetti, i pici versione castellana), musica, spettacoli e tante bancarelle per le strade del paese.
Seguono Castel Libro, rassegna letteraria a cui partecipano autori e case editrici, Castel Cinema, rassegna cinematografica di film in lingua originale proiettati all’aperto, e Castel Musica.

Per gli amanti del cibo toscano c’è Appicicchia, gara a chi impasta i lunghetti migliori seguita dall’inevitabile cena. Si riprende poi con Castel Teatro, in collaborazione col Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, e Castel Natura, un mix tra passeggiate inusuali e feste all’aperto con musica dal vivo. Dulcis in fundo, l’evento più atteso: la festa dell’olio novo, con degustazioni per le strade di Castelmuzio e convegni a tema.
Insomma, di cose da fare e da vedere in questo angolo di Toscana meno conosciuta ce ne sono, eccome. Che facciamo, prenotiamo un posticino anche per te?

There are 2 comments
  1. Hai ragione Celeste, la maggior parte dei turisti si ferma nella più famosa Val d’Orcia, me compresa, che infatti non conosco la zona della Val di Chiana senese. Eppure riserva borghi deliziosi, come quello da te descritto nell’articolo, dove si avverte la genuinità del posto grazie alle persone che ancora ci vivono ma soprattutto che ancora lavorano duramente per mantenere alta la reputazione di prodotti che ci invidia il mondo. Certo che bello un blog tour in queste zone! Se ti ricapita me lo fai un fischio? 😉
    Un abbraccio, buon weekend!

    • Molti non considerano neanche la stessa Montepulciano come Val di Chiana… ok, forse è zona di confine, ma non è ancora Valdorcia! E di borghi, anche dalla parte aretina, ce ne sono un’infinità e di bellissimi. Presto parlerò di uno che ho visitato un paio di settimane fa 😀 Per il blog tour, mi contattarono gli organizzatori un paio di giorni prima, ma purtroppo non ho idea come e quando ne faranno di nuovi 🙁 un bacione!

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