La Repubblica indipendente di Užupis e la sua geniale costituzione

Vilnius per me è stata una sorpresa su tutti i fronti.
Leggo spesso che tra le capitali baltiche è quella che lascia meno il segno, eppure con noi ha fatto breccia, dandoci esattamente ciò che stavamo cercando: storia, cultura, ottimo cibo, la possibilità di girarla in santa pace, bellezza classica con degli angoli alternativi.
Angoli così alternativi che, per dirla tutta, la rendono praticamente unica al mondo.
E se non ci credi, è solo perché ancora non hai mai sentito parlare della Repubblica indipendente di Užupis.

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Cos’è la Repubblica di Užupis e come è nata

Užupis significa “al di là del fiume”, nome che di fatto descrive il quartiere, separato dal resto della città vecchia dal fiume Vilnia e ad esso collegato da 7 ponti. La sua è una storia travagliata: abitato in prevalenza da ebrei fin dal XVI secolo, dopo la II guerra mondiale rimane praticamente disabitato. Le case vuote vengono presto occupate dagli “scarti della società”, almeno secondo il regime socialista: senzatetto, prostitute, criminali, ma anche poveri artigiani.

Quando nel 1990 la Lituania dichiara la propria indipendenza, l’area è tra le più degradate della città.
La svolta arriva a metà degli anni ’90, nel momento in cui artisti ed intellettuali, attirati dai prezzi bassi, cominciano a trasferirvisi ed ad aprire laboratori e gallerie. Come forma di “riscatto supremo”, nel 1997 viene istituita la Repubblica di Užupis, che si dichiara indipendente da Vilnius il 1 aprile 2000.

Užupis è una repubblica a tutti gli effetti: ha un inno, una bandiera (che cambia colore a seconda delle stagioni), una moneta, un esercito (sì e no 11 uomini), un presidente ed un parlamento con sede presso Užupio Kavinė, un bar. Užupis ha anche i suoi cittadini onorari, tra cui spicca la figura del Dalai Lama. Soprattutto, Užupis ha una costituzione, facilmente consultabile da chiunque voglia leggerla. I 41 punti scritti da Romans Lileikis sono infatti affissi in molteplici lingue su dei pannelli a specchio lungo Paupio Gatvė.

La costituzione di Užupis

Leggila.
Ad una prima impressione possono sembrare una serie di frasi ironiche, con poco senso, quasi banali. L’opera di qualcuno che non c’è tutto con la testa.
Rileggila.
Ok, forse non è l’opera di un pazzo. Anzi…
Quelle frasi esaltano tutto ciò che si è perso di vista al giorno d’oggi: la libertà propria ed altrui, il rispetto reciproco.
Si parla di diritti universali, che giustamente posseggono anche cani e gatti, ma raramente di doveri.
E, seppur si riconoscono le imperfezioni umane, lo si fa senza giudicare.

E allora sai che ti dico?
Anch’io voglio la libertà di commettere errori, voglio avere la libertà di oziare se sono stanca, voglio avere la libertà di essere “piccola e sconosciuta” senza per questo essere etichettata come mediocre. Voglio la libertà di essere infelice e piangere, anche senza un apparente motivo, senza dovermi giustificare con il mondo. Voglio la libertà di essere unica, nei miei pregi e soprattutto nei miei difetti, senza essere considerata sbagliata.

Rileggila di nuovo, e dimmi se non vorresti che questa fosse anche la tua, di costituzione. Questi i tuoi diritti.
Se non pensi che, se tutti la facessimo un po’ nostra, vivremmo in una società migliore.

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Di 41 punti, i doveri che riguardano l’uomo (sì, perchè anche il gatto ne ha) sono appena quattro:

27. Ogni uomo ha il dovere di ricordare il proprio nome
39. Non vincere
40. Non contrattaccare
41. Non arrenderti

Il resto sono solo diritti. Di fare errori, di essere pigro, di credere, di non capire nulla.
Oppure non diritti. Quello di non rendere colpevole il prossimo, di non pretendere l’eternità, di non usare la violenza.

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Užupis oltre la costituzione: angeli e demoni

Užupis tuttavia non è solo la sua costituzione. È l’angelo di bronzo, il patrono della Repubblica, creato da Romas Vilciauskas in occasione del secondo anniversario dell’indipendenza. È la sirenetta, sempre opera di Vilciauskas, che dalla sua nicchia lungo la Vilnia attira i visitatori e non li lascia più andare. È il cimitero cistercense, le chiese, le mura fatiscenti trasformate in tele.
È, mi dicono, un susseguirsi di murales e graffiti e, spesso, una fiumana di gente. Noi siamo stati a Vilnius nel 2016, forse giusto in tempo per poter apprezzare la piccola repubblica nella sua autenticità. Sarei curiosa di tornare e vedere com’è cambiata in così pochi anni.

Užupis, la città nella città, se non addirittura lo stato nella città, è a tutti gli effetti la repubblica della libertà.
D’altronde, come simboleggia la sua bandiera con la mano bucata,

Užupis si può amare, accarezzare, sentire, ma non si può possedere

There are 3 comments
  1. Nooo ma è veramente fantastica!! Io voglio far parte di questa repubblica!!

    • Vero???? Vediamo se ce la danno anche a noi la cittadinanza onoraria o bisogna essere per forza il Dalai Lama 😀

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