Cosa vedere a Glasgow in un giorno (e perché visitarla)

Una è la città più grande di Scozia, l’altra la sua amatissima capitale. I chilometri che le dividono? Appena 75.
Eppure, Glasgow ed Edimburgo vivono su due pianeti diversi.
Chi va in Scozia, ad Edimburgo ci capita, per forza. Il richiamo è quasi assordante, e la città ripaga ampiamente della fiducia. Glasgow invece è una tappa opzionale, spesso perché si passa di lì o ci si atterra, o perché dopotutto rimane la seconda città in ordine di importanza.

Io stessa, prima di decidermi, ci ho messo quattro viaggi, scoraggiata dalla miriade di commenti negativi letti un po’ ovunque. Poi, complice appunto un volo vantaggioso che ci avrebbe fatto proseguire verso il nord dell’Inghilterra, una giornata siamo riusciti a passarcela. Giornata illuminante, sotto tanti punti di vista. Della serie “fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio” e tutta quella roba lì. Perché Glasgow, almeno ai nostri occhi, si è rivelata l’opposto della città grigia, noiosa e poco interessante che viene dipinta.

Certo, è più “ruvida” e meno “ruffiana” di Edimburgo, meno pittoresca e romantica, ma (altroché) viva ed vera. Non lo dico con accezione negativa, amo Edimburgo con tutta me stessa e se potessi mi ci trasferirei anche domani. Semplicemente, non dovrebbero proprio venire messe a confronto visto che, altrettanto semplicemente, sono le due facce della stessa medaglia. Ed entrambe rappresentano lati, più o meno conosciuti, del Paese meraviglioso che è la Scozia.

Ma non sono certo qui per fare una lista di similitudini e differenze tra le città. Oggi si parla solo di Glasgow e quanto 24 ore non siano neanche lontanamente sufficienti per apprezzarla a dovere. Può essere, quello sì, un buon punto di partenza per farsi un’idea generale, ma col presupposto di tornare e farsi travolgere dall’entusiasmo e quella giusta dose di pazzia dei suoi abitanti.
Fammi chiudere con un consiglio spassionato, prima di continuare con cosa vedere a Glasgow in un giorno: vivila a mente aperta ed evita paragoni con Edimburgo o altri angoli “classici” di Scozia. O, se proprio non puoi farne a meno, pensa a Dundee, Aberdeen, Perth. Meno fiaba, più cruda realtà.

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Glasgow, cosa vedere in centro

La Cattedrale e la Necropoli

Glasgow custodisce gelosamente i suoi angoli dal sapore più gotico e medievale. La zona dell’East End, dominata dall’imponente profilo della torre della Cattedrale, è il punto di partenza ideale per un approccio più “classico”, che non potrà non conquistarti. Perché l’edificio sacro è tra le più imponenti costruzioni medievali di tutta la Scozia, e l’unica al di fuori delle isole ad essere stata risparmiata dalla Riforma scozzese del 1560.

Che la città abbia iniziato la sua espansione proprio dalla collina della Cattedrale è un dato di fatto, così come lo è che la chiesa sia l’edificio più antico di tutta Glasgow. La sua costruzione risale al XII secolo (anche se verrà completata successivamente) ed il luogo scelto ha un alto valore simbolico, in quanto corrisponde alla tomba di St Kentigern o, più comunemente, St Mungo, leggendario fondatore di Glaschu. Le sue spoglie sono custodite ancora oggi nella cripta bassa, liberamente accessibile. Purtroppo, durante la nostra visita si stava svolgendo un evento privato che ci ha impedito di entrare. Fortuna che la cripta non sia l’unico elemento degno di nota, inutile specificarlo.

Per godere della vista sulla Cattedrale nel suo insieme, l’ideale è salire sulla collina limitrofa, quella che ospita la Necropoli. Non è la sola ragione per raggiungerla, naturalmente. Il cimitero vittoriano, dove riposano le spoglie di circa cinquantamila persone, è davvero suggestivo, con i suoi circa 3500 monumenti tra mausolei, pietre tombali, memoriali e croci celtiche (spesso di notevoli dimensioni). In primavera gli alberi in fiore lungo i vicoli creano un quadro unico, che riflette una pace assoluta.

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City Centre Mural Trail

Ciò che ha fatto scattare la molla per visitare finalmente Glasgow è stato leggere della sua vibrante arte di strada.
Che in questo caso ha anche uno scopo sociale. Proprio per dare nuova vita ad edifici ed aree particolarmente depresse del centro, ed invogliare sia i visitatori che i Glaswegians a spingersi in ogni angolo (a beneficio delle piccoli realtà commerciali), l’amministrazione cittadina dal 2008 ha messo a disposizione enormi spazi da “colorare”. Tele perfette ed ambite da artisti di tutto il mondo.

Ne è nato un nuovo ed emozionante percorso, il City Centre Mural Trail, che in realtà si snoda ben al di fuori del centro . Si viene bombardati da una miriade di colori e da piccoli e grandi capolavori in ogni angolo della città. Noi non siamo riusciti a vederli tutti, ma ne abbiamo ammirati un discreto numero. Il mio preferito? Probabilmente quello che raffigura Saint Mungo, sempre lui, in versione decisamente moderna. Grazie al progetto, che procede a gonfie vele, Glasgow è diventata una delle capitali europee della street-art.

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George Square e City Chambers

La piazza centrale di Glasgow è George Square, spazio attorno al quale ruotano sia la vita quotidiana che quella politica.
Oltre ad una serie di statue dedicate a personaggi importanti della storia scozzese, come Robert Burns, James Watt, Sir Robert Peel e soprattutto il monumento a Sir Walter Scott, sul lato est sorge l’imponente edificio delle City Chambers. Il municipio cittadino in stile vittoriano è considerato un capolavoro del genere sia internamente che esternamente, tanto che l’amministrazione cittadina offre dei tour gratuiti (due volte al giorno, dal lunedì al venerdì) per permettere ai visitatori di goderne le bellezze. Peccato esserci capitati proprio di domenica…

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La statua del Duca di Wellington

L’attrazione imperdibile di Glasgow Central è però una statua, o meglio, un piccolo dettaglio che ha reso ancora più unica una statua già simbolo di Glasgow. Tanto che Lonely Planet nel 2011 l’ha inserita nella lista dei 10 monumenti più bizzarri del mondo. Sto parlando del Duca di Wellington con in testa l’ormai celeberrimo cono stradale arancione! Durante la nostra visita abbiamo beccato addirittura il combo, col cavallo en pendant col cavaliere in quanto ad “accessori”.  La dice lunga, lunghissima, sul carattere dei Glaswegians.

Pare che la “pratica” sia nata all’inizio degli anni ’80, con uno studente ubriaco che scalò la statua per onorare il duca di una nuova “corona”. Ogni volta che l’amministrazione cittadina provava a rimuoverla, dopo pochi giorni questa veniva rimpiazzata. Finché sbarazzarsene è diventato praticamente impossibile. Ricordiamoci però che stiamo parlando di un monumento dall’importante valore culturale, che ha subito vari danni durante le molteplici arrampicate. Peccato che quello che la polizia considera un atto vandalico, i  Glaswegians lo vedano come la rappresentazione dell’identità locale e di un senso dell’umorismo piuttosto unico.

Ah si, alle spalle della statua ci sarebbe la Gallery of Modern Art (ingresso gratuito, come la maggior parte dei musei britannici) che meriterebbe una visita. Con più di un giorno a disposizione almeno.

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The Lighthouse

Forse Glasgow non è la tipica città da ammirare dall’alto, forse non riesce a far sognare di fronte ad un panorama indimenticabile.
Personalmente però ho apprezzato moltissimo la vista dalla cima del Lighthouse, ex sede del quotidiano Glasgow Herald trasformato in Centro di Design ed Architettura. Il progetto di riqualificazione venne affidato a fine ‘800 a Charles Rennie Mackintosh, uno dei più grandi architetti e designer scozzesi famoso per le idee innovative. Oltre a spazio espositivo di primo piano, con esposizioni permanenti e temporanee, la terrazza in cima alla Mackintosh Tower regala scorci unici, rendendolo il punto panoramico migliore della città.

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I viali di Glasgow Central e di Merchant City

La zona pedonale di Glasgow Central è in buona parte occupata da negozi di famose marche internazionali, che si alternano a grandi magazzini tipo il britannico House of Fraser, o pub/locali e ristoranti etnici. È proprio tra le sue strade che, per la prima e credo ultima volta in vita mia, ho assaggiato uno dei piatti più famigerati della cucina scozzese, il Mars fritto! Esperienza indimenticabile da tanti punti di vista…
Visitare la città senza passare almeno una volta per Argyle Street, Buchannan Street o Queen Street è praticamente impossibile. Che ti interessi o meno lo shopping, i loro maestosi palazzi sono un’attrazione da non perdere.

Anche Clyde Street merita una un po’ del tuo tempo, e non solo per uno dei murales più “selvaggi” del City Trail. Puoi scrutare il fiume Clyde dal piccolo ma suggestivo ponte sospeso di Portland Street, oppure osservare i netti contrasti tra i palazzoni in cemento e/o vetro ed edifici dallo stile decisamente più classico, come la chiesa che ospita l’Arcidiocesi di Glasgow.
Infine, visto che la distanza non è poi molta, arriva a Merchant City. La zona deve il nome al suo essere quartiere residenziale di ricchi mercanti di tabacco, zucchero e tè nella seconda metà dell’800. Non solo: si tratta del centro originario della Glasgow medievale. Lo stile elegante si è mantenuto nonostante vari stravolgimenti, con la torre dell’orologio ed il Trongate Steeple a svettare su tutto il resto.

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Glasgow, cosa vedere fuori dal centro

Sapevi che Glasgow ha la sua linea metropolitana? Ok, una sola linea, e che gira in cerchio, ma fa quello che deve fare, soprattutto per i turisti. Perché il centro è collegato alla perfezione con il West Side, ampissima zona che comprende, tra le altre cose, il museo più visitato di Scozia: il Kelvingrove Art Gallery and Museum. Ovviamente, se tocca scegliere cosa vedere a Glasgow in un misero giorno, i musei rimangono forzatamente fuori, a meno che tu non ne sia un grande appassionato. Il Kelvingrove è uno dei miei rimpianti più grandi, ma almeno siamo riusciti ad ammirarlo da fuori.
Ma se di lui per stavolta potevo fare a meno, non potevo dire lo stesso per un’altra istituzione cittadina.

L’università di Glasgow

Aver trascinato Pavel per il campus dell’università di Glasgow, nel giorno di Pasqua, senza sapere di preciso dove andare e se ciò che stavo cercando fosse o meno accessibile, bè… è stata decisamente un’avventura. Il mio senso dell’orientamento, di solito discreto, è andato a farsi friggere, confuso da un’ambientazione così surreale da sembrare uscita da uno dei libri di Harry Potter. Cortili, vicoli, scalinate, porte, portoni, statue… non so ancora come sia riuscita a trovarlo quel benedetto chiostro.

Non sono impazzita. Ormai dovresti saperlo che quando amo qualcosa, tendo un tantino ad esagerare. Ma non potevo lasciarmi scappare una delle ambientazioni che ho preferito nella mia serie tv del cuore, Outlander. Il chiostro appunto, dal vivo ancora più incredibile che sullo schermo. Il contesto in cui è inserito poi, a collegare i due cortili interni est ed ovest, è unico. Insomma, non è che devi essere un pazzo come la sottoscritta. Il campus dell’università di Glasgow, il quarto più antico del mondo anglosassone, è un capolavoro architettonico e merita che gli si dedichi del tempo. Come avrei voluto studiare in un posto simile… (Università Carolina di Praga, chiedo umilmente scusa).

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Riverside Museum

Almeno dall’esterno merita una visita anche il Riverside Museum, il museo dei trasporti. Inserito nel contesto di riqualificazione dell’antica zona del porto di Glasgow, nel punto dove il fiume Kelvin si fonde con il Clyde, ad attirare è soprattutto l’architettura dell’edificio, progettato da Zaha Hadid Architects. Oltre alle sue forme sinuose, l’enorme ed originalissima vetrata dal tetto a zig-zag sul lato sud riflette il profilo della Glenlee, una nave di epoca vittoriana qui ormeggiata e trasformata pure lei in museo.  Se, come me, sei appassionato di fotografia e di costruzioni moderne, non puoi non spingerti fin qui.

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Ashton Lane

Il West End è anche zona di locali più o meno trendy. I Glaswegians ci si riversano in massa il fine settimana per divertirsi (e spesso bere come spugne, da qui la massiccia presenza di polizia), quindi perché non unirsi a loro ed esplorare un angolino affollatissimo ma davvero caratteristico come Ashton Lane? Quello che è poco più di un vicoletto custodisce infatti una miriade di ristorantini, bar e addirittura un cinema vecchio stampo. Dopo aver macinato chilometri su chilometri, chiudere la giornata di fronte ad una bella pinta di birra mentre assorbi le ultime vibrazioni che solo una città unica come Glasgow sa regalare è quello che ci vuole. Approfittane finché questa gemma semi-nascosta rimarrà tale.

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Dove dormire a Glasgow

I prezzi degli alloggi a Glasgow non sono particolarmente proibitivi.
Visto che ci avremmo passato una sola notte, volevamo un albergo se non in centro almeno nell’immediata prossimità, ed abbiamo fatto bingo con il Moxy Glasgow Merchant City. Ammetto di aver prenotato sì per la posizione, ma soprattutto per il costo allettante (comprensivo di colazione), senza stare troppo a guardare foto che non riguardassero la camera. Che si è rivelata poi la parte più “deludente”, se così si può dire. Perché le aree comuni e la hall sono tra le più fiche che abbia mai visto!!

Impossibile elencare tutte le attività offerte. Dico solo che noi l’abbiamo amato alla follia e che torneremmo a Glasgow solo per alloggiarci un altro paio di notti. Trascorrendole probabilmente a cazzeggiare tra un dondolo ed il biliardino, gli scacchi ed il giradischi, un libro e la lavagna con frasi in glaswegian slang. A completare il quadretto, oltre ad uno stile urban all’ultimo grido, un cocktail di benvenuto (niente di che) ed una colazione a buffet ricchissima. Moxy promosso a pieni voti!

Vale la pena visitare Glasgow?

Giusto per essere sicura che il messaggio sia passato… SÌ, VALE LA PENA VISITARE GLASGOW.
La Scozia “classica”, quella da cartolina, è un’altra, su questo siamo d’accordo. Come che Glasgow sia il lato più vissuto, più terra-terra, più ordinario. Meno WOW. Ma conoscere davvero la Scozia significa capire ed apprezzare anche lei, e quelle come lei. Non vedo l’ora di poterla riabbracciare e proseguire nella scoperta che, sono sicura, ha ancora un’infinità di sorprese dietro l’angolo. Proprio come i suoi cittadini. Perchè, se non fosse ancora chiaro, People make Glasgow. E chi siamo noi per contraddire lo slogan ufficiale?

There are 4 comments
  1. Ciao Celeste! Io non sono una grande fan di Glasgow, probabilmente le giornate grigie e piovese in cui l’ho visitata non mi hanno aiutata ad apprezzarla pienamente. Però devo dire che ci sono un sacco di musei interessantissimi e molto belli (molti dei quali gratuiti), e che mi è piaciuta molto la cattedrale e la necropoli, così come la vista dal The Lighthouse. Purtroppo non sono riuscita a vedere i murales, così come l’università e Ashton Lane. Si, credo proprio che ci vorrei tornare, prima o poi, e concederle una seconda possibilità 🙂 Un bacio!
    Bea

    • Sono fermamente convinta che il meteo influenzi più di quanto possiamo immaginare la percezione di un luogo. Non sempre, ma spesso, specialmente se già in fondo non siamo del tutto convinti della scelta della destinazione. Io ad esempio ripenso sempre alla differenza tra Bruxelles e Mull. Quindi spero che c’entri anche quello nel tuo rapporto conflittuale con Glasgow, perché secondo me se le dai un’altra possibilità in una bella giornata di sole, la vivi in tut’altro modo <3

  2. In effetti non sono mai stata a Glasgow, un po’ per mancanza di tempo, un po’ perché Edimburgo e poi il resto della Scozia hanno sempre avuto la precedenza. Però ce l’ho in testa da un po’ (insieme a Manchester, che per qualche motivo immagino essere simile) e non escludo di organizzare un weekend proprio a Glasgow, magari in autunno, se si potrà viaggiare in sicurezza. Segno anche il nome dell’hotel!

    • Anch’io credo che Glasgow abbia molto in comune con Manchester (non ci sono mai stata nemmeno io) e Liverpool (ci sono stata, ma è come se non lo fossi). Quelle città un po’ snobbate, nude e crude ma che hanno un bel carattere. A me Glasgow ha sconvolto da quanto ha da offrire, solo per la street art. E poi la gente del posto… sarebbe da studiare, diciamo così!! Sono sicura che ti piacerebbe 😉

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