Alfabeto ceco: come “decifrarlo” e come pronunciarlo

Coloro che si sono dati la briga di leggere Qualcosa su di me già sanno che quella per i viaggi è la mia passione più grande, ma di certo non la sola. Una di quelle che mi accompagna fin dall’adolescenza è rappresentata dalle lingue straniere, l’inglese soprattutto, e va di pari passo con la musica. Tutto è nato proprio da lì, dal bisogno cronico di saper pronunciare e capire i testi delle mie canzoni preferite, tutte rigorosamente made in USA.

Per il ceco la storia è ben diversa. Ha giocato un ruolo fondamentale il destino, qualcosa di più profondo della semplice volontà. È come se io e la Repubblica Ceca ci fossimo scelte a vicenda. E che scelta, mi viene da pensare a posteriori…
Perché è una brutta bestia il ceco, bruttissima. Anzi, bruttissima e bellissima allo stesso tempo. E visto che dovrai continuare a sorbirti nomi e termini a volte apparentemente impronunciabili, è giunta l’ora di darti almeno qualche base. La maestrina che è in me ha ceduto, ed è felice di presentarti il primo appuntamento con “il ceco in pillole”. Partendo dall’abbiccì e da come leggerli quei nomi.
Nel caso in cui ci fosse qualche problema, siete pregati di contattarmi e rimuoverò l’immagine “incriminata” all’istante.

Piccola introduzione alla lingua ceca

Hai studiato latino al liceo? Ecco, io si. E lo odiavo. Speravo con tutte le mie forze che mi sarebbe entrato in circolo come l’inglese ed il francese. “In fondo è pur sempre una lingua straniera, no?”, continuavo a riperemi. Ed invece niente. Anzi, già che ci siamo ne approfitto per ringraziare Alessandro per i suoi “appunti” (…), o non l’avrei mai e poi mai sfangata. Ma non divaghiamo troppo.

La cosa del latino che proprio non mi andava giù erano i casi. Non ci capivo un accidente e mi sembrava tutto terribilmente complicato. Immaginerai quindi la mia reazione quando ho scoperto che anche le lingue slave devono sottostare alle loro regole. E che il ceco di casi ne ha ben 7, uno più del latino. PANICO.
Era solo l’inizio: ancora non conoscevo gli aspetti verbali, i locativi, l’accoppiata assassina perfettivo/imperfettivo, o quante consonanti di fila riescano a mettere in una singola parola. Fortuna che esistono anche dei lati positivi, come l’esistenza di un solo tempo verbale per presente, passato e futuro, o che (a differenza dell’inglese ad esempio) le lettere si leggono come si scrivono.

L'alfabeto ceco con evidenziate le vocali, spesso contraddistinte dalla lunghezza

L’alfabeto ceco e la sua pronuncia

L’alfabeto ceco è composto da 30 caratteri + 4, ovvero quelli contraddistinti dal háček ˇ, il “gancetto” che accompagna in alcuni casi D, E, N, T, modificandone la pronuncia. Altri segni diacritici che influenzano la pronuncia sono la čárka ´ (la lunghezza sulla vocale, che non ha niente a che vedere con il nostro accento) e il kroužek ° (usato solo sulle u). Alcuni suoni non sono per niente facili da spiegare, ed è principalmente a causa loro se da alcuni il ceco viene annoverato tra le lingue più difficili al mondo.
Come leggere la česká abeceda?

A -> come in italiano
B -> come in italiano.  A fine parola o davanti a consonante sorda si legge p
C -> zz, come in stazione
Č -> c di Celeste
D -> come in italiano. A fine parola o davanti a consonante sorda si legge t
Ď (che scritta in minuscolo diventa ď ) -> è come pronunciare la d, ma “appiattendo” la lingua contro il palato. Il suono che ne esce è simile a ghiaia
E -> come in italiano
Ě -> ie, come in ieri. Se segue D, N e T, le palatalizza -> dě = ďe
F -> come in italiano
G -> sempre g di gatto. A fine parola o davanti a consonante sorda si legge k
H -> h aspirata, tanto cara a noi toscani
CH -> ch in ceco è considerato come una singola lettera. È un suono molto simile al ch tedesco (Bach), ma meno marcato.
I -> come in italiano. Se segue D, N e T, le palatalizza-> di = ďi 
J -> i di ieri
K -> come in italiano
L -> come in italiano
M -> come in italiano. Se seguita da ě si legge mgne
N -> come in italiano
Ň -> gn di castagna
O -> come in italiano
P -> come in italiano
Q -> kv
R -> come in italiano
Ř -> è un suono che apparentemente hanno solo i cechi… ed i siciliani! Per cui vi riporto quello che mi disse la prof all’università: “pronuncia la r come un vero siciliano”. Io ho la fortuna di avere la nonna sicula e il babbo che si chiama Andrea, un binomio perfetto per lo scopo. In pratica, bisogna spingere la lingua contro i denti cercando di pronunciare la r, producendo un suono simile a rj (j francese). Vi assicuro che è più facile a farsi che a dirsi!
S -> s di Siena
Š -> sc di scimmia
T -> come in italiano
Ť -> (che scritta in minuscolo diventa t’ ) -> è come pronunciare la t, ma “appiattendo” la lingua contro il palato. Il suono che ne esce è simile a chiave
U -> come in italiano
V -> come in italiano. A fine parola o davanti a consonante sorda si legge f
X
-> come in italiano
W -> v
Y -> i
Z -> s di rosa
Ž ->come la j francese (jeu). A fine parola o davanti a consonante sorda si legge sc come in scimmia

Benché graficamente simile al nostro accento, la čárka ´ ha tutt’altra funzione: modifica la lunghezza delle vocali, e di conseguenza il modo in cui queste vengono pronunciate. Un suono un po’ più lungo rispetto a quelle che ne sono prive, appunto. Io non ho particolari difficoltà nella pronuncia, ma ammetto che una lunghezza qua e una là spesso scappa…

 

á é í ó ú ů ý

 

Non sto a dilungarmi tra consonanti dure, molli e bivalenti. Sappi solo che è importante conoscerne la categoria perché in base a quella cambia la desinenza nella declinazione, ma non è un corso di ceco che stiamo facendo, e non vorrei mettere altra carne al fuoco.

Una pagina del libro delle elementari di un bambino ceco alle prese con l'alfabeto

Nonostante tutto, credimi quando ti dico che la lingua ceca è meravigliosa. Meravigliosa. Ed uno dei vantaggi del conoscerla è che ti permetterà di carpire qualcosa anche dalle altre lingue della grande famiglia slava, prime tra tutte slovacco e polacco.
Spero che la prima pillola di ceco non ti sia andata di traverso, visto che sto già pensando a quale potrebbe essere la seconda… un elenco di frasi e parole utili per viaggiare in Repubblica Ceca come ti suona?

Nessuna delle foto presenti in questo articolo è stata scattata da me o mi appartiene. In caso di problemi, si prega di contattarmi e l’immagine incriminata verrà subito rimossa.
There are 10 comments
  1. In quanto alla tua ultima domanda io rispondo: assolutamente entrambe le cose!
    Dannazione Celeste dov’erano le tue lezioni di Ceco quando sistematicamente a Praga mi davano il resto mancante?! Ecco avrei potuto apprendere lo slang per poi esprimere con estrema padronanza una cosa del genere: “Hey tu, ciccia che stai alla cassa e fai finta di non sapere l’inglese, ti sei accorta che hai omesso di restituirmi il resto?” 😀 😀
    L’abbecedario dei bambini dell’ultima immagine è carinissimo! ^_^

    • Buongiorno Orsa!
      Entrambe le cose dici? Mmmmm devo decidere da dove iniziare allora!
      Ma il resto dov’è che non te lo restituivano, ai ristoranti o anche nei normali negozi??? Ai ristoranti ogni tanto succede, perché sono dei cafoni i camerieri però. Da loro la mancia funziona un po’ come in USA e in un certo senso la pretendono, ma da lì a non dare indietro il resto ce ne corre…
      Grazie di essere passata, anche se io ho ancora il cuore spezzato per Wojtek, sappilo 🙁

  2. Le immagini di questo post sono carinissime Celeste!! ❤ Pensa che, nell’unico post che ho scritto sul blog su Praga, sono diventata pazza per capire dove mettere accenti e simboli vari… 😢
    Quindi continua assolutamente con questa serie di articoli, sento che può essere la volta buona per capire finalmente qualcosa di ceco!!
    E, se posso scegliere, voto per il mini frasario! 😊
    Un bacione cara!

    • Ma bentornata Silvia <3
      Lo sai vero che non vedo l'ora di sapere tutto-ma-proprio-tutto sul tuo straordinario viaggio??
      Eh eh posso immaginare, tra simboli e pronuncia è un po' un casotto! Penso che per la prossima volta opterò per il mini frasario in effetti, e poi passiamo alle cose un po' più toste 😀
      Grazie di essere passata, un bacione!

  3. Mi sembra abbastanza simile a quel che poco che ho imparato dell’alfabeto russo, e che dopo due mesi sto già per dimenticare 😉
    Per quanto riguarda la tua domanda, io direi le curiosità!

    • Si si, credo che le regole a grandi linee siano quelle Silvia, senza la tortura dell’alfabeto cirillico grazie al cielo! Avevi studiato russo anche prima o gli avevi dato una studiata prima di andare a Mosca? Ho provato anch’io a darci un’occhiata, ma non riesco a memorizzare i caratteri 🙁
      Grazie di essere passata, buon fine settimana!

      • Non ho studiato russo prima, ho solo preso qualche lezione con una ragazza bielorussa prima di andare a Mosca, poi sto continuando ogni tanto a trascrivere le parole… ma è dura 😉

  4. Avendone proposto anche uno io stessa, voto per il frasario! Magari semplice, eh! 😛 Comunque ti farà ridere una cosa: uno dei ricordi più belli che ho della mia prima volta a Praga è legato alla vocina della metropolitana che annuncia le fermate del centro. Quel tono basso e femminile per me era rassicurante, non so perché, e me ne sono accorta quando sono tornata le due volte successive. Ho nostalgia di quei suoni, roba da pazzi.

    • L’ho letto il tuo frasario, in caso anch’io opterei per qualcosa “tourist-friendly” 😉
      Guarda, non mi fa ridere perchè anche a me quella vocina fa sentire esattamente allo stesso modo. Non è la solita voce metallica registrata, la signorina è molto educata e decisamente rassicurante! Sono proprio queste piccole cose che fanno mancare ancora di più un posto… devi tornarci!!
      Grazie di essere passata, un bacione Anna!

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