A caccia di street art per i quartieri di Belgrado

Uno degli aspetti che proprio non riuscivo a digerire del nostro primo fine settimana a Belgrado era il non aver avuto tempo di andare a caccia di street art. Ok, potrebbe esserci entrata anche la compagnia poco collaborativa, ma quello è un altro discorso. Certo è che già nel 2018 la capitale serba era un pullulare di graffiti e murales, ed i pochi che avevo avuto la fortuna di immortalare non avevo nemmeno dovuto cercarli, mi si erano semplicemente parati davanti.
Escludendo i “GO VEGAN” e “FUCK FUR“, rappresentati da un musetto di maiale ed uno di volpe, che si trovano (ora come allora) ad ogni angolo, era stato il centralissimo quartiere di Dorćol a riservare le sorprese migliori; insieme ad un enorme parcheggio non meglio identificato, custode di pub più o meno abusivi, che avevamo scoperto grazie a degli amici.

Belgrado, street art o meno, aveva fatto breccia per mille ragioni, e già sull’aereo che ci stava riportando a Roma avevamo deciso che saremmo ritornati per godercela con più calma. Certo, non pensavo sarebbe successo così presto, per di più con in mano un programma buttato giù in fretta e furia. Giusto per non essere recidiva, nell’organizzare le nostre ferie itineranti per la Serbia la prima cosa che ho fatto è stata proprio riempire la mappa della città di pin in corrispondenza dei murales più iconici. Che alla fine si sono rivelati una minima parte delle meraviglie che strade e piazze belgradesi nascondono, non troppo gelosamente per fortuna. Pronto a scoprire dove si trovano, e quali quartieri passare in rassegna?

(n.b. purtroppo non conosco i nomi di tutti gli artisti, se sei più ferrato di me e vuoi segnalarli, scrivimi e li aggiungerò ai dettagli delle foto)
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Belgrado e la street art: i quartieri dove trovarla

Dorćol

Dorćol è il quartiere che che costeggia la parte nord-est dello Stari Grad, la città vecchia. Si tratta di una vera e propria griglia di strade, spesso a senso unico, che si arrampicano lungo il fianco della collina, molto simili le une alle altre. E se è vero che per orientarsi occorre un pochina di pratica (leggi macinare qualche chilometro su e giù), lo ritengo il punto di partenza ideale per scoprire Belgrado a piedi: non solo i principali luoghi di interesse sono realtivamente vicini, ma pullula di bar e ristoranti di ottima qualità e dai prezzi onesti. Tienilo presente quando ti troverai a dover organizzare il viaggio nella capitale serba.

Ciliegina sulla torta, le sue mura sono enormi tele su cui la street art cittadina trova la sua massima espressione. Che si tratti di vicoli, cortili, locali, scuole, piazzette, nessuna superficie verticale è mai completamente “al sicuro” a Dorćol. Non avere idea di cosa ci si possa trovare davanti girando l’angolo rende ogni passeggiata per il quartiere un’esperienza davvero speciale.
Chiedo venia in anticipo se sulla mappa che troverai a fine articolo mancherà qualche location, ricordarsele tutte è una vera e propria impresa!

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Create together for tomorrow
Višnjićeva, tra Bacio Gelato e Mini Shanghai – Artisti: Rage, Fortress, Paint Kartel
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Dubrovačka, tra la Skenderbegova e Visokog Stevana – Artista: Pijanista
Dorćol Platz – Artisti vari
TKV ed altri artisti

Skadarlija

Spostandoci appena verso sud si arriva a Skadarlija, il quartiere bohemienne (ed ormai iper-turistico) di Belgrado. La sua fama non la si deve certo alla street art, quanto agli innumerevoli e pittoreschi ristoranti con musica dal vivo che non lasciano scampo ai visitatori, soprattutto locali. Eppure di murales ce ne sono eccome, e di dimensioni davvero considerevoli. Basta camminare lungo la Skadarska per ammirare intere facciate di palazzi altrimenti anonimi, spesso malconci, “camuffate” da palazzi decisamente più classici e signorili. O infilarsi nel parcheggio lungo la Cetinjska per ritrovarsi in una sorta di mondo parallelo fatto di birra, pub più o meno regolari, ed un numero indefinito di pezzi di arte di strada.

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Skadarska
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Cetinjska, parcheggio con pub e ristoranti

Savamala

Come dice il nome, Savamala è un quartiere che si sviluppa principalmente sulle rive della Sava, prima che questa diventi un tutt’uno con il Danubio all’altezza del Kalemegdan. La sua è una storia abbastanza turbolenta ed influenzata da vari fattori: le frequenti esondazioni del fiume (l’ultima datata 2006), il ponte (Brankov most) che collega Belgrado a Novi Beograd, il traffico causato dalle stazioni di treni ed autobus, un porto fluviale. Non stupisce quindi che livelli di inquinamento e criminalità fossero decisamente alti fino a pochi anni fa.

È nel 2010 che entra in gioco Ljudmila Stratimirovic, artista di Savamala, che decide di aprire proprio qui il primo centro culturale indipendente della città, KC Grad. L’iniziativa dà un’incredibile spinta, non solo creativa, al quartiere. Gli enormi e vuoti magazzini vengono utilizzati per iniziative culturali, ristoranti, spettacoli non convenzionali. La street art fiorisce sulle mura scrostate di palazzi che avevano conosciuto la loro gloria negli anni giusto nella seconda metà degli anni ’40. Sulla scia del successo, non tarda ad imporsi nemmeno la leggendaria vita notturna di Belgrado, mettendo parzialmente in ombra il progetto originario.

Non è niente rispetto alla vera minaccia che si abbatte su Savamala, direttamente da Dubai ed identificata come Belgrade Waterfront“. Il progetto nel giro di pochi anni trasformerà l’intero lungofiume in uno scintillante ed enorme complesso residenziale fatto di hotel 5*, appartamenti di lusso e centri commerciali; con al centro un colosso in vetro di 200 metri. Il tutto senza preoccuparsi minimamente delle attività già avviate, dei progetti pre-esistenti portati avanti con fatica e dedizione in anni di duro lavoro. Ed è così che nasce Ne da(vi)mo Beograd, un progetto politico che promuove uno sviluppo urbano sostenibile attraverso la cooperazione ed il coinvolgimento dei cittadini; esattamente il contrario di ciò che sta succedendo.

Quello che è certo, e che abbiamo visto con i nostri occhi, è che i lavori del Waterfront procedono senza sosta, abbattendo (in tutti i sensi) qualsiasi cosa li intralci. Vero, abbiamo comunque scovato dei bellissimi lavori durante la nostra passeggiata mattutina (chissà quanti altri non ce ne sono più), soprattutto tra i night clubs in Braće Krsmanović e lungo la Karađorđeva, dove si trova forse l’opera più iconica della città, “la Santa de Beograd. Il murale, 9 metri per 20, rappresenta distruzione e rinascita, un circolo vizioso che ha coinvolto Belgrado per ben 38 volte nel corso della storia. Speriamo sia capace di rialzarsi anche stavolta.

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Karađorđeva – Artista: Giom Olbi Remed
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Brankov Most, lungo la passeggiata sulla Sava

Belgrado e la street art: opere sparse

Il fenomeno dell’arte di strada non si limita certo ad una manciata di quartieri e permea ogni angolo della città, Stari Grad incluso.
Impossibile non notare l’enorme strisciata di vernice lungo la centralissima Knez Mihailova, un peccato perdersi il murale più antico di Belgrado a Terazije, a pochissima distanza dal municipio in Palazzo Vecchio. E mai dimenticarsi di passare in rassegna le mura nelle immediate vicinanze dei parchi (Studentski park o Manjež, ad esempio), potrebbero nascondere graditissime sorprese!

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Mappa della street art di Belgrado (ottobre 2020)

Come succede in questi casi, molte delle opere non hanno vita particolarmente lunga (a meno che non si siano guadagnate uno status che le rende intoccabili), e vengono rimpiazzate ciclicamente da altre più recenti. Per questo è nato il progetto Street Art Belgrade, che vuole documentare e preservare la street art di Belgrado passata e presente attraverso vari canali, tra cui un libro di oltre 550 fotografie.

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