Cosa fare ad Edimburgo almeno una volta nella vita

Edimburgo è una città nella quale non mi stancherei mai di tornare. Una di quelle che più la scopro, più voglio continuare a scoprirla; anzi, più che di volontà si tratta di un vero e proprio bisogno. Quando mi rendo conto che ok, il centro ormai lo conosco discretamente, allora devo passare alle sue immediate vicinanze. Royal Mile, Dean Village, Leith, e giù giù a scorrere, fino alla periferia più remota, che custodisce angoli sconosciuti ai più con un fascino che poco hanno da invidiare ad altri più blasonati.

Ora: sono pienamente consapevole del fatto che la mia sia una sorta di patologia (chiedere a Praga e Lubiana), e che non tutti, per quanto possano amare una città, la trasformino in una meta di pellegrinaggio. C’è chi vuole raggiungere altri lidi, e quella singola volta se la fa bastare. È il tuo caso? Ecco, allora questo post è soprattutto per te. Può essere un’idea per provare a percepire Edimburgo così come ho imparato ad amarla io, dedicandosi a ciò che, secondo la sottoscritta, la rende davvero unica; oppure non escludi di tornarci in futuro, e quindi può diventare un punto di partenza per apprezzarne certe peculiarità da approfondire in seguito.

Se tu venissi da me e mi chiedessi “Celeste, cos’è che devo fare assolutamente nella capitale scozzese?”, io ci penserei giusto quelle 9-10 ore e ti risponderei che le 5 migliori esperienze da fare ad Edimburgo almeno una volta nella vita sono…

#1 Raggiungere la cima di Arthur’s Seat

Non tutti sanno che, al pari di Roma e di altre grandi città come Madrid e Mosca, anche Edimburgo sorge su 7 colli.
Il più famoso è senza dubbio Castle Hill, la roccia su cui svetta possente l’antico castello, dal fascino senza tempo e di una bellezza che toglie il fiato.
Ma ce n’è un’altra, di cima, che il respiro te lo mozza proprio, in senso figurato e mica solo quello: Arthur’s Seat. L’antico vulcano spento si trova in posizione diametralmente opposta alla fortezza, all’interno del parco di Holyrood, non lontano dall’omonimo palazzo (sede della regina in terra scozzese) e dalla sede del parlamento.

Da dove prenda il suo nome nessuno lo sa. I più romantici si lasciano spesso affascinare dalla storia di Re Artù, mentre i più razionali optano per l’origine più “casereccia” dell’antico termine gaelico Àrd-na-Said (cima delle frecce). Di certo c’è che scalarlo non è proprio una passeggiata di salute, specialmente se, come la sottoscritta, ci si lascia confondere dal labirinto di sentieri che portano alla vetta. Spoiler per principianti: di solito la via più corta è anche quella più disgraziata…

Che tu passi da Salisbury Crags (auguri!!) o la prenda lunga e calma accarezzando la riva del piccolo Dunsapie Loch, tempo e fatica sono ampiamente ripagati dalla vista incredibile che si apre davanti ai tuoi occhi: Edimburgo da una parte, il mare dall’altra. E non ci sono vento o fango che tengano (sì, siamo saliti in condizioni ottimali), quell’esperienza rimarrà impressa nella tua memoria chissà per quanto, e non desidererai altro che ripeterla.
Noi gli abbiamo dedicato un intero pomeriggio di fine gennaio, dopo che il giorno precedente aveva piovuto quanto stava bene. Ciò non toglie che un 3-4 ore ci vogliano tutte.

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#2 Visitare il Palazzo e l’Abbazia di Holyrood

C’è un altro ambito per il quale, sempre a mio modesto parere, il Castello di Edimburgo deve cedere lo scettro: il palazzo cittadino da visitare senza pensarci due volte. I gioielli della corona sono indimenticabili, la vista meravigliosa, il complesso di edifici e la storia secolare custoditi all’interno delle possenti mura sicuramente degni di nota, ma…
L’emozione che ho provato dopo aver varcato i cancelli del palazzo di Holyroodhouse non è stata paragonabile. E dire che mi ci sono voluti ben 3 viaggi nella capitale scozzese prima di riuscirci!

Perché, se proprio dovessi scegliere, ti consiglierei Holyrood Palace e non Edinburgh Castle?
Non ha niente a che vedere con la regina Elisabetta e con la sua residenza ufficiale in terra scozzese, ma ha tutto a che fare con un’altra sovrana, amatissima e sfortunatissima, vissuta quasi mezzo secolo fa: Mary Queen of Scots o, detta all’italiana, Maria Stuarda. Non è necessario conoscere tutta la sua storia per apprezzare appieno le stanze dove visse e dove fu vittima di molteplici episodi tragici per mano della corte e del marito Lord Darnley, primo tra tutti l’omicidio dell’amico e confidente Davide Rizzio. Peccato per il divieto di scattare fotografie.

Un altro celeberrimo reale, le cui gesta sono legate ad eventi disastrosi per la Scozia e gli scozzesi, scelse Holyrood come sua corte per 6 settimane nel 1745, pochi mesi prima della battaglia contro gli inglesi sul campo di battaglia di Culloden: sto parlando di Prince Charles Edward Stuart, chi altro.
Se le vicende di Mary Stuart o Bonnie Prince Charlie non ti attraggono particolarmente, che dire dei resti dell’antica abbazia di Holyrood, nel giardino adiacente al palazzo? Stiamo parlando di un edificio religioso fondato nel 1128, con un fascino senza tempo nonostante siano rimaste le mura e poco più. Ciliegina sulla torta, la vista privilegiata su Arthur’s Seat, giusto per avere un’idea dell’arrampicata che ti sei sobbarcato/che ti aspetta!

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#3 Scoprire gli angoli nascosti lungo il Royal Mile

Il Royal Mile è la via principale di Edimburgo, la “linea” che di fatto unisce il Castello al Palazzo di Holyrood e che si compone di 5 parti: Castlehill, Lawnmarket, High Street, Canongate ed Abbey Strand. Per tutta la sua lunghezza (di circa 1.6km, ovver quasi un miglio esatto) è affollato da innumerevoli negozi, pub, ristoranti, musei più o meno conosciuti, uffici turistici di vario genere, ma anche da altri punti di interesse imperdibili come la Cattedrale di Saint Giles e la moderna sede del Parlamento scozzese. Niente di sorprendente, almeno fin qui. Perché se ci si ferma ad analizzarla più attentamente, vedremo che sono gli angoli più nascosti quelli che custodiscono la sua vera bellezza. E sono molti di più di quanto ci si possa immaginare!

Per elencarli tutti ci vorrebbe un articolo a parte, che io non ho (ancora) scritto ma che puoi trovare sul bellissimo blog di Beatrice Nel Cuore della Scozia.
La regola fondamentale è farsi guidare dalla curiosità e non dimenticarsi di tenere gli occhi ben aperti mentre la si percorre, perché la sorpresa è sempre dietro l’angolo, letteralmente. In che cosa consiste? Si va da scalinate che collegano alla New Town con scorci da paura (Advocate Close) a giardini nascosti (Dumbar’s Close o Chessels Court, con l’ormai iconica edera a forma di cuore), da cortili con palazzine davvero pittoresche (Ramsay Gardens, James Court, Tweedale Court, White Horse Close, per gli amanti di Outlander Bakehouse Close) a musei (Lady Stair’s Close con The Writers’ Museum, Mary King’s Close ed Edimburgo sotterranea).
Questi sono solo alcuni, forse i più celebri, sta a te scoprire il resto!

#4 Cercare la pace tra le panchine e le lapidi dei cimiteri di Edimburgo

So che all’apparenza questa può sembrare un’opzione non così esaltante. Anch’io, prima di mettere piede in Scozia, non è che avessi l’abitudine di inserire nei miei itinerari cimiteri. Poi è successo che, camminando per le vie della capitale per la prima volta, continuavamo ad imbatterci in uno più suggestivo dell’altro, e da allora è diventato quasi naturale renderli parte della nostra esperienza.
Cos’hanno di tanto speciale i cimiteri di Edimburgo? Sorgono spesso di fianco a chiesette/cattedrali gotiche d’atmosfera (graveyards), o vicinissimo a punti di interesse importanti, con tanto di scorci insoliti davvero degni di nota; ospitano le spoglie di personaggi (non solo umani) famosi, custodiscono veri e propri monumenti, sono legati a storie di fantasmi che ancora pare circolino tra le tombe. Non è un caso che i tour da brivido al calare della notte siano tanto gettonati.

Riducendo il tutto ad una singola risposta, è all’atmosfera a renderli unici, un senso di pace assoluta che li pervade e pervade il visitatore. La morte non viene percepita come la fine di qualcosa, ma come proseguimento naturale di un percorso. Le lapidi, le statue, i mausolei, i fiori… ogni singolo elemento si lega all’altro creando una sorta di magia. Per questo i cimiteri non sono rilegati in zone periferiche, il centro di Edimburgo ne è ricchissimo e nelle giornate di sole non è strano che la gente del posto li scelga per una passeggiata al pari di un parco qualunque.
Tra gli imperdibili ci sono Old Calton Cemetery vicino a Calton Hill, Greyfriars Kirkyard (con la celebre tomba del cagnolino Bobby) in zona Grassmarket, Canongate Kirkyard in uno dei closes del Royal Mile, St Cuthbert’s Churchyard  lungo Princes Street.

#5 Rifugiarsi in una distilleria di gin e scoprirne i segreti

Basta fare un giro per supermercati un po’ più forniti per rendersi conto di quanto il gin stia reclamando uno spazio sempre maggiore tra gli scaffali. Affare questo che vede direttamente coinvolto il Regno Unito, maggior produttore a livello mondiale, ed ancora di più la piccola Scozia, responsabile di circa il 70% della distillazione di tutta la UK.
Il prepotente ritorno del gin sui mercati ha origini recenti, e lo si deve all’annullamento (arrivato nel 2008) di una legge datata addirittura 1751, e passata alla storia come Gin Act. Per farla breve, le nuove regole stabiliscono che chiunque sia in possesso di una licenza possa fare gin, privilegio questo che era riservato solo a grosse aziende. Visto il processo non troppo complicato e piuttosto veloce per produrlo, non ci è voluto molto perché sorgessero una marea di distillerie. Tra cui la Edinburgh Gin, proprio nel cuore della città.

Da amanti di single malt, buttarsi sul gin ci è sembrata una sorta di tradimento. Tuttavia Edimburgo non offre, non ancora almeno, esperienze autentiche legate al whisky ad eccezione di The Scotch Whisky Experience, che si “limita” a riprodurre una distilleria (con tanto di collezione ASSURDA, va detto); per quanto possa essere fedele la ricostruzione, non sarà mai la stessa cosa.
Allo stesso tempo, il gin è tornato prepotentemente nella cultura e nella quotidianeità degli scozzesi, quindi perché no?

Siamo usciti dal Visitor Centre pieni di entusiasmo per aver scoperto tante informazioni e curiosità su un prodotto che non conoscevamo affatto, con una gigante nota di merito allo staff per averci fatto finalmente assaggiare un gin che avremmo ordinato di nuovo senza battere ciglio. Giusto per rimanere in tema di prime volte! Il tour, se così si può chiamare viste le dimensioni davvero esigue del posto, è avvincente, e la guida preparata e simpaticissima; si passa quasi tutto il tempo seduti ad ascoltarla, ma ne vale la pena. Unico dettaglio: bisogna prenotare con largo anticipo, almeno un mese prima.

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#bonus per gli amanti dei libri

Se, come me, sei un topo da biblioteca e rimarresti ore a curiosare tra gli scaffali di una libreria, ancora meglio se di volumi usati e vissuti, c’è un luogo magico che proprio non puoi perderti. Segnati l’indirizzo:
Armchair Books, 72-74 West Port, Edinburgh.

Da Armchair Books, zona Grassmarket, troverai il paradiso, proprio come l’ho trovato io. Lo spazio è angusto e si è letteralmente circondati da libri di ogni genere, incluse chicche datate decine di anni fa. Scoprire, curiosare, perdersi tra le pagine, respirare la carta. Eh sì. Hai presente il profumo della carta stampata? Ti pervade non appena varchi la soglia. Uscire a mani vuote è una sorta di utopia, ma in fondo perché dovresti? Non si tratta di un semplice libro, ma di uno scrigno che custodisce un ricordo che ti accompagnerà a lungo e che ti farà amare Edimburgo… nel caso tu non ne sia già innamorato perso.

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