Arran, guida all’isola che racchiude in sé l’intera Scozia

Tra le 790 isole scozzesi, l’isola di Arran si piazza al settimo posto sia per estensione che per popolazione. Trovandosi nel Firth of Clyde, è forse la più facile da raggiungere, anche considerando che ci sono treni diretti dalla stazione di Glasgow al porto di Ardrossan, da cui poi ci si imbarca in direzione Brodick. Tuttavia molti dei visitatori che arrivano in Scozia preferiscono dare la precedenza ai “grandi classici”, tra tutte Skye, l’arcipelago delle Orcadi o quello delle Ebridi esterne. Comprensibile, ma pur sempre un peccato. Perché Arran non avrà la fama delle altre, ma il soprannome di “Scozia in miniatura” la dice lunga: baie incantate, scogliere a picco sul mare, spiagge isolate, montagne e colline scoscese, verdissimi prati con pecorelle al pascolo, distillerie di whisky, castelli e molto molto altro, il tutto su un’isola di appena 432 chilometri quadrati. Cosa si può desiderare di più?

Purtroppo con soli due giorni a disposizione non siamo riusciti ad esplorarla tanto quanto avremmo voluto. Non abbiamo potuto visitare il castello di Brodick, o per lo meno lo splendido giardino che lo circonda, e mi è rimasto di traverso il non aver potuto ammirare nessun esemplare di aquila reale o le dolci lontre, esattamente com’era successo sull’isola di Mull. Ma ci siamo rimpinzati, quello si, del celebre Arran Ice Cream, abbiamo avuto l’immensa fortuna di stalkerare un paio di foche che si godevano il sole primaverile sugli scogli, ed ho voluto mettere alla prova i miei limiti sfidando la vetta di Goatfell. Ha vinto lei, eccome se ha vinto, ma è un’esperienza che di certo non dimenticherò facilmente, al pari degli animali e del favoloso whisky. Scegliere Arran significa regalarsi un sogno. Lascia che ti mostri il perché.

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Cosa fare e vedere su Arran in due giorni

Benché si tratti dell’isola più grande del Firth of Clyde, Arran è lunga appena 32km e larga 14.
Per percorrere in auto i 90km totali del suo perimetro, coperto in maniera piuttosto regolare dalla A841, basterebbe una giornata. Certo, la strada è piuttosto stretta e l’asfalto in certi punti non è in condizioni ottimali, ma è priva di single tracks e non ci sono tratti particolarmente difficoltosi, per cui qualche stop ai punti di interesse principali si potrebbe includere, senza limitarsi a godere della straordinaria vista dal finestrino. Dall’altro lato, non dedicare più tempo ad Arran potrebbe davvero lasciarti l’amaro in bocca, perché le possibilità e le attività che l’isola offre sono davvero numerose. Noi ci abbiamo trascorso due giorni piuttosto intensi, e se ne avessimo avuto uno in più di certo non l’avremmo passato a girarci i pollici. A mio modesto parere, due giorni sono il minimo sindacale.

Piccola premessa: abbiamo scelto come base Brodick, uno dei centri più grandi ed organizzati, nonché porto principale dell’isola. Va da sé che è anche la cittadina dov’è più facile trovare alloggio, e che offre un numero quasi soprendente di servizi, tra cui supermercati, ristoranti, addirittura un minigolf. Non solo, ma si trova a pochissima distanza dalla B880, chiamata anche The String, ovvero la strada che “taglia” Arran da est ad ovest.
Noi abbiamo iniziato l’esplorazione dalla parte sud in compagnia della favolosa responsabile di Visit Arran, Sheila, con Brodick come punto di partenza ed arrivo, rientrando attraverso The String; siamo poi tornati in solitaria, stavolta proseguendo lungo la costa occidentale fino a Lochranza e riscendendo lungo quella orientale. Ricapitolando, il primo giorno abbiamo percorso una volta e mezzo l’intero perimetro, aggiungendo anche la B880. Il secondo ci siamo concentrati sulla metà nord, dedicando però circa 6 ore alla cima più alta di Arran, Goatfell.

Lamlash e Kildonan

Il primo villaggio che si trova percorrendo la A841 verso sud è Lamlash.
Più che di un semplice villaggio, in realtà si tratta del centro abitato più grande dell’isola e sede designata di ospedale, liceo, stazione di polizia, uffici governativi, oltre che i “soliti” golf club e yacht club. Se si è amanti dello sport, le possibilità che offre sono davvero innumerevoli (discorso che d’altra parte vale per molte località su Arran); se invece camminare ed ammirare il paesaggio è tutto ciò a cui vuoi dedicarti, non potrai non innamorarti di Hamilton Terrace, la preziosa fila di cottage dalle pareti bianche e dalle porte verdi che si affacciano sulla baia. A ricordare una storia purtroppo comune a vaste aree della Scozia, il monumento alle Arran Clearances eretto dai discendenti canadesi degli emigrati dall’isola tra il 1750 ed il 1860. Lamlash è un paradiso anche per gli amanti degli animali, infatti non è difficile poter ammirare delle foche che si rilassano nelle tranquille acque della baia, in quella che ora è un’area marina protetta. Baia che un tempo ospitava il porto principale, mentre oggi la attraversano principalmente i traghetti che conducono (da aprile ad ottobre) su Holy Island.

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Per quanto Lamlash possa essere affascinante, e la vista su spiagge e baie durante la guida suggestiva (in particolare all’altezza di Whiting Bay), è il tratto che collega la A841 a Kildonan a lasciare senza parole. Due le attrazioni principali di questo piccolo angolo di Arran: il Kildonan Castle, una delle tre fortezze tardo medievali erette a protezione dell’isola ed oggi ridotto ad una torre in rovina, e le Silver Sands, tra le poche spiagge sabbiose dell’isola. A rapire subito lo sguardo sono però due isolette disabitate i cui profili unici si stagliano in lontananza.

A poca distanza dalla costa, Pladda con il suo celeberrimo faro, saliti di recente agli onori delle cronache mondiali perché messi in vendita (se solo avessi 350.000 sterline…); alle sue spalle, Ailsa Craig, scherzosamente chiamata da Sheila “Christmas pudding” per la sua forma, che sembra cambiare ogni manciata di chilometri. Tra le curiosità che riguardano la Scozia ha un posto d’onore: dalle sue miniere è estratto il granito con cui viene prodotto oltre il 60% delle pietre da curling. Purtroppo non abbiamo avuto tempo per una passeggiata lungo la spiaggia in direzione castello, ma il potersi in qualche modo “avvicinare” a Pladda ed Ailsa Craig vale la discesa verso Kildonan.

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Arran & whisky: Lagg e Lochranza

Nonostante le dimensioni piuttosto anguste, Arran può vantare sul suo suolo ben due distillerie che producono l’iconico single malt Scotch whisky. A rendere il quadro perfino più completo non è solo il fatto che si trovino una diametralmente opposta all’altra (estremo sud VS estremo nord), della serie che ovunque ti trovi puoi “attingere alla fonte”, ma anche che Lagg e Lochranza rappresentino le due facce della stessa medaglia: whisky torbato per la prima, non affumicato e più delicato per la seconda.

I punti in comune sono tanti, a partire dalla medesima proprietà. Isle of Arran Distillers Ltd ha iniziato da Lochranza, fondando l’omonima distilleria nel 1995, per poi decidere di dedicare alla produzione del whisky torbato un nuovo e moderno stabilimento in quel di Lagg (anche per aggiungere spazio ad un magazzino troppo angusto, si dice). E così la linea Machrie Moor sta lasciando Lochranza per trasformarsi pian piano in Lagg. Pian piano, visto che un whisky per essere definito tale deve invecchiare per minimo tre anni ed un giorno, e che Lagg ha aperto i battenti solo nel 2019. È proprio il suo essere di così nuova costruzione che ci ha incuriosito. Nonostante non avessimo tempo da dedicare ad un tour, era impensabile non fermarci anche solo per curiosare.

La distilleria sorge poco lontano dall’omonimo villaggio, dove le pecore sono decisamente in maggioranza rispetto agli umani. La location, col mare sullo sfondo ed Ailsa Craig ancora ben visibile in lontananza, è davvero spettacolare, così come il legno misto al vetro ed al ferro che vanno a formare il profilo dell’edificio. Moderno, certo, ma in perfetta simbiosi con la natura che lo circonda.
All’ingresso si trovano lo shop e l’area accoglienza, mentre al piano superiore c’è la zona degustazione/ristorante, dove abbiamo consumato il nostro primo pranzo su Arran. Niente di impegnativo o troppo dispendioso in termini di tempo, visto che ci aspettavano a Lochranza per un tour già prenotato, ma lo scotch egg era tutto ciò di cui avevo bisogno e quello che servono a Lagg è ottimo. Per i whisky, ripasseremo tra qualche anno!

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Anche la distilleria a Lochranza in quanto a location non scherza. A dominare sul mare qui è un castello, tristemente transennato e in condizioni non proprio ottimali, mentre il single malt viene prodotto ai piedi delle colline, che nel giro di pochi metri si trasformano in vere e proprie montagne. Arran whisky è tra i miei preferiti, ed era impensabile per noi spingerci fin qui senza dedicare del tempo ad una degustazione che si rispetti. Niente tour per una volta, ma un excursus di varie espressioni più o meno rare che descrivono al meglio questo scotch. Purtroppo in questa fase la mia presenza è stata puramente fisica, in quanto da guidatrice designata non mi è stato possibile assaggiare nulla (il limite di alcol nel sangue in Scozia è bassissimo, e per chi trasgredisce sono guai seri), solo annusare. Grazie al cielo si sono inventati il driver sample kit

Il paio di chilometri su cui si snoda il villaggio di Lochranza sono una meraviglia, distilleria o meno. Il castello come detto rimane il punto di interesse principale, anche se inaccessibile sorge infatti in un punto molto suggestivo, una lingua di terra che si fa spazio tra le acque e qualche barca vecchia ed incagliata. Un po’ più di cura non guasterebbe, ma il panorama rimane comunque indimenticabile, specialmente se si ha la fortuna di non beccare la bassa marea. Siamo passati da Lochranza entrambi i giorni, e nel primo siamo stati decisamente più fortunati. I cottage e le montagne che si rispecchiano sulle acque della baia non stancano proprio mai.

La parte nord dell’isola è l’habitat preferito dai cervi reali, tra gli animali più celebri di Arran. Non a caso, uno dei ristoranti qui si chiama “The Stag’s Pavilion“. Come per le aquile reali, avevo quasi gettato la spugna, quando una bellissima famiglia si è palesata quasi a buio su una delle colline a poca distanza dalla distilleria, sulla strada di ritorno verso Brodick. Una sorpresa che ha suggellato una giornata già fino a quel momento meravigliosa. Mai gettare la spugna e tenere costantemente gli occhi aperti, mi raccomando!

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Blackwaterfoot e Drumadoon Point

Il più grande rimpianto del viaggio su Arran è l’essermi “dimenticata”, nella foga del momento, di dedicare del tempo a Drumadoon Point.
A Blackwaterfoot, tra i villaggi più piccoli dell’isola, ci siamo fermati in compagnia di Sheila, ma tra una chiacchiera e l’altra al Clubhouse Grill & Tee Room, con tanto di scones giganti a confondermi ulteriormente le idee, ero convinta che oltre la vista sulla Drumadoon Bay e sullo splendido manto verde del campo da golf non ci fosse altro. Peccato che ad una mezz’ora di camminata si trovi un importante forte risalente all’età del ferro, e proseguendo ancora la King’s Cave, che secondo leggenda ha fatto da rifugio nientemeno che a Robert the Bruce. Altro dettaglio non da poco, Blackwaterfoot ospita, insieme all’albergo più grande di Arran (il Kinloch Hotel), una delle poche idilliache spiagge sabbiose. Insomma, “non fare la Celeste” ed inseriscilo nel tuo itinerario.

The String

Blackwaterfoot è collegata a Brodick da quella che i locali chiamano The String“, la strada che taglia l’isola in due longitudinalmente.
Ero indecisa se percorrerla o meno, visto che i principali punti di interesse si trovano tutti lungo la costa, ma per fortuna ancora una volta ci ha pensato Sheila a schiarirci le idee. Il paesaggio che si sussegue lungo i suoi 17 chilometri cambia in un batter d’occhio, passando da ripide pareti brulle e rocciose a verdeggianti prati e boschi man mano che ci si avvicina a Brodick. Dal punto più alto, circa 220m, è possibile ammirare tutta la baia e distinguere chiaramente le coste dello Ayrshire, nella Scozia continentale.

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Brodick e Brodick Bay

Brodick è stata la nostra “casa” durante i 2 giorni trascorsi su Arran.
Le molteplici ragioni si possono riassumere con una sola parola: praticità. È il porto in cui attraccano i traghetti provenienti da Ardrsossan; ci sono due supermercati molto forniti e molteplici ristoranti/bar, più un fornaio davvero fantastico e molti negozietti che soddisfano ogni necessità; si trova ad una delle estremità di The String, offrendo la possibilità di dirigersi verso la costa ovest piuttosto velocemente; tra i produttori locali si annoverano quelli di birra, gin e formaggio. Potrei continuare, ma credo sia abbastanza ovvio che Brodick sia la scelta ideale. Almeno in bassa stagione, perché sospetto che d’estate la cittadina sia tutt’altro che tranquilla.

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Insomma, di spunti ne offre davvero tanti e non c’è il rischio di annoiarsi. Peccato che, nel nostro caso, di tempo da dedicagli non ne abbiamo avuto abbastanza. Tra i grossi rimpianti c’è il Brodick Castle, visto solo di sfuggita a bordo della 500 di Sheila. Più che il castello in sé, avevo letto un gran bene dei giardini e del parco circostante. Stessa identica sorte è toccata all’Arran Heritage Museum. In compenso, abbiamo goduto di panorami davvero spettacolari su tutta la Brodick Bay semplicemente passeggiando per il tratto dell’Arran Coastal Way che passa dal centro del paesino; abbiamo ammirato foche in gruppo o in uscita solitaria prendere il sole e sguazzare sugli scogli; abbiamo gustato un cocktail speciale a base di Arran Gin al fornitissimo chiosco di Arran Botanical Drinks, e fatto incetta di birra artigianale e formaggio cheddar rispettivamente da Arran Brewery ed Arran Cheese Shop; e potevamo non assaggiare il celebre (almeno in Scozia) Arran Ice Cream? Vabbè, hai capito, ci siamo dati ai piaceri della gola trascurando un po’ il resto. Ogni tanto ci sta!

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Goatfell

Brodick è il punto di partenza ideale per raggiungere la cima più alta di Arran, Goatfell.
Con i suoi 874 metri, Goatfell è il punto più elevato di tutta l’isola, nonché uno dei suoi 4 Corbett (ovvero montagna la cui altezza è compresa tra 762 ed i 914,4 m). Lasciando l’auto al parcheggio in prossimità del birrificio, a pochissimi metri sul livello del mare, occorrono circa 2 ore e mezza per coprire il dislivello e toccare la vetta, più altrettante per tornare indietro. Non era certo tra le mie priorità dedicare una mattinata e parte del pomeriggio all’impresa, ma Pavel ci teneva particolamente e mi sarebbe dispiaciuto negargli qualcosa che stava progettando da quando Arran era diventata ufficialmente la nostra meta.
Per farla breve, perché non credo che a nessuno interessi in dettaglio il mio pesantissimo attacco di panico non lontani dalla meta, il percorso è decisamente in salita, ma niente di impossibile. Se non sono collassata dalla fatica io con zero allenamento, possono farcela tutti.

A proposito della difficoltà del tragitto, i boschi e gli alberi che ti circondano nella parte iniziale lasciano spazio, dopo un’ora scarsa di strada, ad un sentiero tra sassi e massi ricco di scalini scavati nella roccia, finché i massi non diventato essi stessi gli scalini, ed uno si ritrova a “saltellare” qua e là alla ricerca dell’opzione migliore. Se nell’ultimo tratto non ci si ferma a riprendere fiato tanto spesso come abbiamo fatto noi (ovvero ogni 5 minuti, per colpa esclusivamente mia), si può stare sotto le 2 ore e mezza. Ovvio che il pezzo più tosto è quello finale, dove la montagna si affina e la salita diventa ancora più ripida. Fortuna che si gode di una vista magnifica anche fermandosi un pochino prima, così mentre Pavel raggiungeva con orgoglio il punto più alto di Arran, io ammiravo il favoloso panorama pietrificata sulla mia fantastica roccia-divano, trasformandomi in un diversivo perfetto per gli altri avventurieri che avevano bisogno di un attimo di pausa. Per gli abitanti dell’isola, Goatfell è una semplice passeggiata di salute che ripetono con frequenza.

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Corrie

Che le pecore siano onnipresenti su Arran, così come nel resto della Scozia, quello è poco ma sicuro. Ma Corrie le presenta in una veste diversa: sul piccolo pontile del piccolissimo centro abitato infatti ci sono tre pecorelle in cemento che sembrano come percorrere la passerella in attesa di una barca, quando invece è il contrario: sono le barche ad essere legate alle loro zampette per non venire spinte via dalla corrente. Non sarà niente di memorabile, ma è sicuramente una cosa simpatica e piuttosto unica. A Corrie una capatina ce la farei comunque fossi in te, perché Mara Fish Bar & Deli vale il viaggio: localino sul mare che serve pesce freschissimo ed altri prodotti a chilometro zero. Consigliatissimo!

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Machrie Moor

Una delle ragioni per cui non vedevo l’ora di mettere piede su Arran erano i suoi cerchi di pietre. Di monoliti in giro per l’isola in realtà ce ne sono molteplici, ma era il sito di Machrie Moor ad aver attirato la mia attenzione da ormai qualche anno. Mi ero informata, avevo letto qualcosa qua e là, però niente avrebbe potuto prepararmi ad un simile spettacolo.
La passeggiata di una mezz’ora tra i verdi pascoli di pecorelle ed agnellini, con un piccolo cerchio di pietre “introduttivo” lungo il percorso, conduce ad un ampio spazio che di cerchi di pietre ne conta ben 6, tutti risalenti all’Età del bronzoFingal’s Cauldron Seat è addirittura un cerchio doppio, e con le sue tozze e basse pietre di granito richiama al più piccolo Machrie Moor 4, che si trova immerso nella torba insieme a Machrie Moor 2 e 3, fatti di massiccia pietra arenaria. A completare il tutto, sempre in mezzo alla torba, ci sono Machrie Moor 1 ed 11. Et voilà, uno dei siti preistorici più importanti di tutta la Scozia è servito!

È il sito nella sua interezza, ed il contesto in cui è inserito, a lasciare senza fiato, ma devo ammettere che il fascino che hanno esercitato su di me le pietre di arenaria non ha eguali (un po’ di colpa potrebbe avercela anche Outlander). Quel colore che quasi si mimetizza con la natura attorno, la stazza, la superficie striata e levigata allo stesso tempo, tutto fa ancora trasparire quella magia che i contadini vissuti qui oltre 2000 anni fa avevano perfettamente carpito. Il mistero che le avvolge non è ancora stato svelato, anche se si sa che molto dopo essere stati eretti, questi cerchi di pietra sono divenuti luoghi di sepoltura per gli individui più importanti della comunità locale. Chissà se scopriremo mai il resto.

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Pirnmill

La nostra avventura si è conclusa a Pirnmill, altro piccolissimo centro abitato sulla costa ovest. Ad essere sinceri, l’unica ragione per cui l’abbiamo scelto per la nostra ultima cena isolana è stata di nuovo Sheila, convinta che avremmo goduto del più bel tramonto su Arran. Come per tutto il resto, aveva ragione da vendere. Cielo meraviglioso e tramonto romanticissimo ammirato dalla spiaggia di fronte al Lighthouse, ristorante vecchio stampo che serve porzioni abnormi in un ambiente di altri tempi. Se dovessi consigliare il posto migliore dove mangiare su Arran, farebbe a gara con Mara. Di certo, non avremmo potuto chiudere il nostro viaggio in modo migliore.

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Dove mangiare su Arran

Colazione

Wooley’s Of Arran è una piccola e fornitissima panetteria nel cuore di Brodick. Aperto dalla mattina fino al pomeriggio inoltrato, offre davvero di tutto: pane, panini, scones dolci e salati, shortbread, oatcakes, fagottini ripieni e chi più ne ha più ne metta. Per forza di cose, ci siamo limitati ad assaggiare solo una minima parte della loro produzione, tutta deliziosa. Non è possibile la consumazione sul posto per mancanza di spazio, ma basta attravesare la strada per trovare panchine e tavoli a volontà sul lungomare, con vista sulla meravigliosa Brodick Bay e con Goatfell sullo sfondo.

Se ci si trova dalle parti di Blackwaterfoot, Clubhouse Grill & Tee Room è un’eccellente opzione. A pochi metri dal mare e da uno dei campi da golf più celebri dell’isola, serve la Full Scottish Breakfast ed è fornitissimo di scones dalle dimensioni francamente imbarazzanti. Per la prima volta ce ne hanno servito uno accompagnato da burro e marmellata, buonissimo. Il menù è perfetto anche per pranzo, con una vasta selezione di sandwitch e toast affiancati dai grandi classici come fish & chips o macaroni & cheese.

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Pranzo

Mara Fish Bar & Deli è un piccolo angolo di paradiso sul lungomare della costa est, nell’altrettanto piccola Corrie. Il menù cambia quotidianamente a seconda dei prodotti freschi disponibili. È il pesce a farla da padrone, insieme ai latticini. È tutto a chilometro zero ed i fornitori sono i piccoli produttori locali. Come se tutto questo non fosse abbastanza, la ciliegina sulla torta è l’originalità dei piatti e il sapore incredibile. Non avrei mai creduto che dei semplici bastoncini di pesce potessero essere tanto gustosi! È possibile consumare il proprio pasto all’interno del locale o nello spazio esterno, dove una manciata di tavolini vista mare rendono il pranzo ancora più speciale.

Fa strano consigliare una distilleria per un pasto e non per una bella bevuta, ma ciò che abbiamo mangiato a Lagg lo rende inevitabile! L’ambiente è moderno e curato in ogni minimo dettaglio, non credo possa avere eguali su tutta Arran. Il menù non è ampio, poca scelta ma ben mirata, servizio veloce ed attento. Sia i miei scotch eggs (che non ero riuscita a trovare altrove fino a quel momento) che la zuppa di legumi di Pavel ottimi, e va da sé che si può accompagnare al cibo un dram di whisky.

Aperitivo

Arran Botanical Drinks non è semplicemente il solo produttore di gin sull’isola di Arran, ma anche l’ideatore del Cladach Beach House, un fantastico bar sulla spiaggia nel cuore della Brodick Bay. Assaggiare un gin tonic è quasi d’obbligo, ma se come me non ne vai pazzo, la scelta di cocktail è davvero vasta e ce ne sono per tutti i gusti, uno più originale dell’altro. Come accompagnamento, patatine/noccioline/olive a volontà, che vanno acquistate a parte all’interno del chiosco. Se la stagione lo permette, sorseggiare il cocktail su una delle sdraio di legno con i piedi affondati nella sabbia è l’ideale, ma anche sedersi sul divanetto interno e godersi il paesaggio idilliaco come abbiamo fatto noi non è niente male!

Cena (e dopocena)

Come già abbondantemente ribadito, a Brodick c’è l’imbarazzo della scelta in quanto a locali dove consumare una buona cena. Magari fuori stagione alcuni ristoranti saranno chiusi, mentre in alta stagione ci sarà da organizzarsi con un po’ di anticipo per trovare un tavolo libero, ciò non toglie che non si rischia di andare a letto digiuni. Paradossalmente, il pesce non è la star assoluta di ogni menù, ma lo è eccome del Crofters Larder, un ristorantino a pochi passi dalla panetteria. Lo porterò sempre nel cuore perché sono stati loro a servirmi la prima, deliziosa, Cullen Skink della mia vita. Una vergogna non averla assaggiata prima, visto che la densa zuppa a base di egliefino affumicato è uno dei piatti più famosi della cucina scozzese. Memorabile, ma al contrario, il piatto di scampi, il cui gusto al mio palato è risultato davvero troppo convinto.

Allontanandosi dal lungomare si trova invece uno degli ristoranti storici di Arran, frequentato quasi esclusivamente da gente del posto: l’Ormidale Hotel. Più che di ristorante si tratta di un pub con menù tipico scozzese, preparato con materie prime locali e servito in porzioni abbondantissime. Birra, whisky, e sidro non possono mancare, anche perché quasi ogni sera viene organizzato qualcosa di diverso. Quiz night, Bingo night, partite a freccette, musica dal vivo, discoteca, videogiochi… da Ormidale davvero non ci si annoia! È il luogo ideale per passare una splendida serata mescolandosi con gli abitanti dell’isola.

Non so tu, ma io non posso andare a letto se prima non ho mangiato qualcosa di dolce (e si vede, eccome). Su Arran la nostra salvezza è stato The Parlour, gelateria/caffetteria che serve anche pizza (abbiamo evitato, ma si presentano molto bene). Avevamo sentito parlare tanto dell’Arran Ice Cream, e non ne siamo certo rimasti delusi. I gusti toffee fudge ed Arran Gold (la crema di whisky prodotta dalla distilleria di Arran) sono eccezionali!

Dove dormire su Arran

Viaggiare per le isole scozzesi è qualcosa di meraviglioso, ma non è tutto oro quello che luccica. Infatti hotel / B&B / appartamenti sono per forza di cose contati, e non sempre i prezzi sono molto convenienti per chi proviene dall’Italia (senza contare che dopo il Covid si sono alzati ulteriormente). Su Arran, nonostante la bassa stagione, non riuscivo a trovare niente che mi convincesse, finché non mi sono imbattuta sul Wee Keppoch Cottage su Airbnb. È stato amore a prima vista, e credo basti qualche foto per capirne la ragione. Più che cottage lo definirei una casetta di legno piccolina, accogliente e davvero romantica. L’arredamento è perfetto, così come bagno e cucina sono davvero ben accessoriati. Giardinetto privato, parcheggio privato, centro di Brodick a nemmeno 5 minuti di passeggiata. Vero, ho speso un po’ più del solito (108€/notte), ma ne è valsa davvero la pena. Lasciare l’isola e lasciare lui sono stati due colpi al cuore. Se vorrai visitare Arran in coppia e cerchi un alloggio unico, non c’è altro posto dove dovresti stare.

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